Gli psicofarmaci mietono altre vittime: donna strangolata dal marito, che poi tenta il suicidio

Sento la notizia nel TG2 delle 13. Al culmine di una lite, un uomo strangola la moglie e poi tenta il suicidio ingerendo antidepressivi.
La giornalista ci dà sotto. A suo dire, la colpa è della depressione, malattia dai comportamenti incontrollabili (o imprevedibili) che porta a conseguenze estreme (sic...).
 
È il solito copione. Si presenta un uomo sofferente come malato di mente pericoloso. Si affonda il dito nella piaga dello stigma, stigma che vuole, per l'appunto, che le persone etichettate come malate di mente siano imprevedibili, incontrollabili e pericolose. Si continua ad infondere lo spauracchio sia alle persone che hanno dei disagi e sia, soprattutto, alle persone che non ne hanno, per far sì che vedano le persone con disagi come "pazze pericolose".
 
Qui si è addirittura sdoganata la depressione come qualcosa che fa scatenare le persone, quando si sa che proprio la depressione porta, fra le altre cose, ad essere apatici, senza volontà, senza forze e senza voglia di fare nulla.
Ma tutto fa brodo, tutto deve far brodo, e quindi si dice anche ciò. Milioni di persone ascoltano e ci credono.
 
Ovviamente, e come sempre, non solo si scarica il tutto sulla malattia, ma non si accenna minimamente al fatto che sono proprio gli psicofarmaci che generano comportamenti violenti in chi li assume.
Chi ha da capire e chi vuole capire, lo farà, per cui non aggiungo altro.
Natale Adornetto
Dal web:


Fonte: senza-futuro.blogspot.it

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