lunedì 7 aprile 2014

Ecco come vengono "normalmente" torturati i bovini


A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Cosa stanno facendo alla mucca nella foto? La stanno torturando?

Ma no! E' tutto "normale"! Si tratta di un'operazione molto comune negli allevamenti di mucche da latte. Le mammelle delle mucche vengono "strinate" con la fiamma viva per rimuovere la peluria dai capezzoli, inoltre - assicura chi vende tali apparecchi - "lascia le mammelle clinicamente pulite". Su questo non abbiamo dubbi: qualche dubbio invece, lo abbiamo circa il fatto che questa pratica sia indolore, come assicura chi vende l'apparecchiatura.

Oltretutto le mammelle delle mucche da latte degli allevamenti intensivi sono spesso infiammate a causa della macchina mungitrice e del fatto che le mucche, negli allevamenti, sono costrette a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l'ammontare di quello che sarebbe necessario, in natura, per nutrire il proprio vitello, e pertanto le mastiti sono frequentissime.


A causa delle mastiti, nel latte ci finiscono anche "cellule somatiche", che sarebbero quello che chiamiamo comunemente "pus"; l'Unione Europa ha stabilito dei limiti entro i quali la presenza di pus nel latte è da considerarsi regolare.

Leggiamo su infolatte.it:

Il pus passa nel latte assieme alle altre sostanze ed e' stata stabilita una normativa comunitaria che definisce quanto pus può essere ammesso nel latte senza, secondo loro, avere danni alla salute. Secondo la direttiva, in un millilitro possono esserci fino a 400.000 "cellule somatiche" - il nome scientifico per indicare quello che comunemente e' chiamato "pus" - e un tenore di germi fino a 100.000. In un litro quindi ci possono essere 400 milioni di cellule di pus e 100 milioni di germi.

Le mastiti inoltre riducono la produzione di latte, pertanto per prevenirle, talvolta vengono somministrate agli animali massicce dosi di antibiotici, che ovviamente finiscono nel latte e nella carne, con tutto quello che questo comporta per la salute umana. Molto interessante, in tema antibiotici e salute umana, questo dossier in formato pdf pubblicato da incaweb.org.

Oltre agli antibiotici per prevenire mastiti o altre malattie che potrebbero contagiare gli altri capi di bestiame dell'allevamento, talvolta agli animali vengono somministrati ormoni e steroidi, per farli crescere di più e sopratutto, più in fretta. I NAS (Nucleo anti sofisticazioni dei Carabinieri) a Febbraio 2014 nell'ambito di vari blitz agli allevamenti hanno sequestrato 6.700 kg di medicine. Nonostante i controlli non siano, ahimé, sistematici, spesso sono finiti al centro delle cronache casi di "bovini dopati", come quello dell'Ottobre 2013 quando la Finanza ha fatto visita ad alcuni allevamenti del cuneese, culminato con il sequestro di 6.400 bovini e ingenti quantità di farmaci.

Ma la strinatura con il fuoco delle mammelle non è l'unica tortura alla quale vengono sottoposti i bovini, la cui esistenza appare una tortura, se pensiamo che anziché ruminare tranquilli nei prati come madre natura vorrebbe, nella stragrande maggioranza dei casi vivono al chiuso, in spazi che pur "a norma di legge" sono angusti, e vengono alimentati con farine animali, che già da due anni sono nuovamente ammesse, dopo lo "stop" a seguito del morbo della "mucca pazza".

Un'altra pratica molto dolorosa alla quale vengono sottoposti i bovini è la marchiatura a fuoco: 

http://images2.wikia.nocookie.net/__cb20081123154541/nonciclopedia/images/archive/8/8a/20091104161112!Marchio_a_fuoco.jpg

Una pratica che molti allevamenti hanno soppiantato, a onor del vero, sostituendola con il "tatuaggio", ma che è ancora consentita, e oltretutto, stando a quanto ho avuto modo di apprendere sul web, non sembrano esserci particolari regolamenti da seguire per marchiare a fuoco gli animali.

su questo forum dedicato a tematiche di agraria, un utente chiede informazioni per effettuare la marchiatura:

Buonasera a tutti. Devo effettuare la marchiatura a fuoco delle mie vacche per scongiurare ulteriori episodi di abigeato. Sapete dirmi qual è il periodo giusto e per quanti secondi è necessario tenere premuto il marchio sulla groppa della bovina al fine di ottenere una marchiatura visibile. (...)

Gli risponde un altro utente:

Bastano pochi secondi ed è necessario marcare in primavera, dopo la muta del pelo, cioè quando gli animali hanno perso il folto pelo invernale, per quello estivo, ma anche prima dell'invasione degli insetti estiva che pregiudicherebbe la cicatrizzazione delle ustioni.
Io applico olio di iperico sulle marcature subito dopo la cauterizzazione per alleviare sia il dolore, che agevolare la cicatrizzazione.
Il marco deve essere ben arroventato e con la superficie non a taglio, ma piatta.
Inoltre, direi che sarebbe bene non improvvisarsi "mercatori", ma chiamare qualcuno, almeno per la prima volta, che insegni sia come contenere l'animale, che come e dove marcare.
In quale zona dovresti effettuare la marcatura e su quanti capi?


La risposta dell'utente che ha posto la domanda:

Tante grazie!! Io vorrei marchiare circa 15 capi.. Stavo pensando sulla groppa o sulla coscia.. Quindi il momento migliore è questo??

- - -
Probabilmente colui che ha risposto ha dato "le migliori indicazioni" per effettuare questa barbara operazione, è apprezzabile il fatto che abbia suggerito di "non improvvisarsi", ma ciò che viene da chiedersi, è come sia possibile che non ci sia un regolamento che prevede prescrizioni per effettuare questa operazione: evidentemente un allevatore è libero di marcare l'animale quando vuole, anche in periodi che ciò comporterebbe conseguenze ancora più gravi per l'animale, inoltre può scegliere dove marcarlo, e anche la durata della dolorosissima operazione - come tutto il resto - sembra lasciato alla discrezionalità del soggetto.

Premesso che avremmo preferito che certe pratiche fossero definitivamente proibite, se proprio devono marcare a fuoco un bovino, avremmo preferito leggere qualcosa tipo:

"per marcare a fuoco i bovini devi rivolgerti all'autorità veterinaria della tua città. Ti mandano loro un veterinario esperto nel fare l'operazione, che viene condotta esclusivamente nel periodo giusto, (...) non farlo senza chiamare i veterinari perché rischieresti una salatissima multa

Ma evidentemente, la legge lascia l'operazione alla discrezionalità e al buon senso degli allevatori. Non sarebbe il caso che fosse personale veterinario a effettuare questa operazione, con competenza e nei modi "meno peggiori" se proprio deve essere effettuata?!? Questo da un'idea di quanto non ci siano leggi che tutelano la salute dell'animale.

A proposito: non è finita qui.

Oltre a vedersi bruciare le mammelle, vedersi marcare a fuoco, etc, i bovini devono fare i conti anche con la decornazione: lo sguardo dell'animale della foto che riportiamo di seguito dice tutto quello che c'è da dire...




 Se volete maggiori informazioni e guardare qualche video sugli allevamenti intensivi e sulle condizioni di vita degli animali negli stessi, fatevi un giro sul sito laverabestia.org


A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

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