giovedì 13 marzo 2014

Quando i propri principi valgono più di una poltrona


A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

In un'arena politica dove la maggioranza dei soggetti scalpitano e sono disposti a tutto pur di rincorrere una poltrona, c'è ancora chi è capace di fare scelte dettate dall'ETICA.

Antonia Battaglia, tarantina, attivista vicina a diverse associazioni ambientaliste, tra cui Peacelink, ha RITIRATO la propria candidatura con la "Lista Tsipras" quando ha appreso che nella stessa hanno aperto le porte anche agli uomini di Vendola (SEL) movimento che secondo le associazioni ambientaliste ha precise responsabilità nel dramma ambientale di Taranto. 

La decisione di Antonia Battaglia, al di la delle idee di ciascuno, non può che essere appresa con stima; non è da tutti rinunciare ad una candidatura europea per coerenza con i propri principi. Anche perché la sua candidatura era sostenuta da una galassia di associazioni che le avrebbero garantito molti voti (e alle Europee, a differenza delle politiche, ci sono le preferenze) pertanto la sua elezione sarebbe stata possibile, sempre che la Lista Tsipras riesca a superare lo sbarramento, cosa di cui nutriamo comunque forti dubbi.


La decisione di Antonia Battaglia è stata - secondo noi ingiustamente - criticata sulle colonne de L'Amaca di Michele Serra, sull'edizione del 12 Marzo 2014 di Repubblica:

Il signor Serra relega la questione alla "litigiosità dei partitini", e a mio avviso nel suo articolo cerca, seppur con grande "finezza", di sminuire non solo la scelta della sig.ra Battaglia, ma anche le associazioni di cui fa parte. Come se si trattasse di una questione di personalismo, mentre invece possiamo solo ammirare chi, per le proprie idee e valori, è disposto a rinunciare ad una candidatura; una bella differenza rispetto a chi pur di fare "cartello elettorale" è disposto a mettere insieme "il diavolo con l'acqua santa", con l'unico scopo di raccogliere i voti necessari per entrare nelle istituzioni.

Di seguito la replica della signora Battaglia a Michele Serra:

Caro Michele Serra, quella che lei banalizza come "disputa" é una scelta etica che non avrei dovuto compiere io da candidata ma che avrebbe dovuto compiere la Lista Tsipras.

Mi rendo conto che lei non conosce Taranto, da come scrive, da come cataloga la questione e da come banalizza.

La Puglia, la informo, non è solo i trulli e le orecchiette con le cime di rapa ma anche una città che, grazie ai colpi di mannaia dati da tutti i partiti nel tempo, sta morendo.

La nebulosa pulviscolare in cui lei mette associazioni, pensatrici e pensatori é la sola arma di resistenza che città distrutte dalla politica- che lei difende-, hanno.

Noi siamo già in Europa, ci siamo andati da soli auto-organizzandoci tramite le associazioni.

Le ricordo che, per andare in Europa, si deve pur passare da Roma perché la Lista parte dall'Italia e deve portare in Europa la politica italiana.

Antonia Battaglia 

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Dopo l'uscita di Andrea Camilleri e Paolo Flores D’Arcais dal cosiddetto "Comitato dei 6 garanti della lista Tsipras", questa perde un altro "pezzo" importante. E il raggiungimento dello sbarramento si allontana, nonostante l'adesione dei vendoliani, che non sembrano in grado di fare la differenza, visto che SEL ha pagato la propria subalternità al PD perdendo buona parte dell'elettorato...

Va bene che gli italiani sono "esterofili" da sempre...
Va bene che i nostri politici lasciano a desiderare...
Ma c'era davvero bisogno di sostenere un candidato estero?!?
Un candidato italiano Vendola e co. non sono riusciti a trovarlo?


Alessandro Raffa per nocensura.com

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