La TORTURA finalmente sarà reato: via libera dal Senato, ora aspettiamo la Camera

La Tortura sarà reato: "Per Aldrovandi e Cucchi"

Aggiornamento:   Il Senato approva la legge sulla tortura… che piace ai torturatori
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FINALMENTE anche in Italia la TORTURA sarà un reato! Il Senato ha dato il via libera al provvedimento, ma prima di cantare vittoria aspettiamo che sia approvato anche dalla Camera dei Deputati e diventi a tutti gli effetti legge dello Stato. Fino ad oggi l'Italia è l'unico paese occidentale a non prevedere nel proprio ordinamento il reato di TORTURA, ed i torturatori fino ad oggi sono stati perseguiti genericamente per "lesioni", con pene assolutamente lievi. 

In Commissione Giustizia il M5S ha emendato il testo originario ottenendo un inasprimento delle pene quando il reato è commesso da pubblici ufficiali. Il testo è stato votato pressoché all'unanimità (3 astenuti). Casi come quello di Cucchi e Aldrovandi, se la legge sarà approvata, non passeranno più impuniti, i protagonisti non torneranno scandalosamente in servizio, ma andranno in prigione come MERITANO!

UNA VITTORIA per tutti coloro che da anni si battono per i DIRITTI UMANI, una vittoria per i blog come il nostro che da sempre segnalano con forza i casi di violenza e gli omicidi di stato.

Per la prima volta, esprimiamo soddisfazione nei confronti del governo, ma lo ripetiamo: prima di "stappare lo champagne" attendiamo che l'iter legislativo sia completato: una parte del PD infatti, sta insorgendo... è allucinante! Speriamo che questi deputati non la spuntino, divulgheremo i nomi di tutti coloro che si oppongono a questa legge: opporsi significa essere COMPLICI dei torturatori!

SI AL REATO DI TORTURA!!!

Staff nocensura.com

Di seguito l'articolo di today

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Primo via libera del Senato al provvedimento che introduce la tortura nel codice penale. Ora è il turno della Camera. "Per Aldrovandi, Cucchi, per la scuola Diaz e Bolzaneto". Ma non tutto il Pd è soddisfatto

"Mi piace dedicare il voto di ai familiari di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Riccardo Rasman e di tutti gli altri cittadini morti mentre la loro persona era in disponibilità del potere statale. Spero che il nuovo reato aiuti a evitare casi analoghi in futuro e a sanare la ferita aperta nel paese dalle torture avvenute nel 2001 a Genova nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto" dice il senatore Pd Sergio Lo Giudice nel suo intervento nel corso della discussione sul disegno di legge per l’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano.
Secondo la nota ufficiale diffusa dalla Camera alta nell'articolo 1 del provvedimento "chiunque, con violenze o minacce gravi, cagioni acute sofferenza fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale, sia punito con la reclusione da tre a dieci anni".


Si attende adesso il passaggio del ddl alla Camera. "In caso di morte del torturato, è prevista la reclusione di trenta anni se trattasi di conseguenza non voluta dal reo, e dell'ergastolo se la morte è cagionata dal torturante - spiega il senatore del Pd Felice Casson - inoltre le dichiarazioni ottenute mediante tortura possono essere utilizzate solo contro le persone accusate di tale delitto al fine di provarne la responsabilità e di stabilire che le dichiarazioni stesse sono state rese in conseguenza della tortura". C'è anche un articolo 3 che riguarda la migrazione: non si potranno espelle o estradare i cittadini stranieri che nel proprio Stato incorrano nel rischio di essere torturati.

Ma c'è chi non è contento: "Carattere essenziale della tortura è l'abuso del potere, che consente a chi eserciti pubbliche funzioni di violare, nella persona affidata alle sue cure, insieme con la dignità, la stessa umanità. Per questa intima connessione tra tortura e potere pubblico, avevamo proposto, con un disegno di legge, la previsione del delitto di tortura come reato proprio, suscettibile di realizzazione, cioè, solo da chi eserciti una pubblica funzione - afferma il senatore del Pd Luigi Manconi e presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani - Il Senato ha scelto una strada diversa, e da noi non apprezzata, configurando la tortura come un reato comune, suscettibile dunque di realizzazione da parte di 'chiunque', sebbene aggravato nel caso in cui l'autore sia un pubblico ufficiale. Questo consente, certo, di sottolineare il disvalore specifico dell'ipotesi in cui l'autore sia colui che è tenuto, paradossalmente, a rappresentare il diritto. Ma stempera anche, indubbiamente, il valore simbolico che avrebbe avuto la diversa configurazione di questo delitto come reato proprio".



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Fonte: today.it

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