lunedì 10 febbraio 2014

Italiani: popolo di santi, poeti, navigatori. E avvelenatori.

“Gli italiani? Un popolo, certo, di santi, poeti e navigatori, ma anche di avvelenatori, attraverso lo smaltimento illecito dei rifiuti”. Non usa mezzi termini Marco Villa, portavoce del Terracina Social Forum , che da tempo si batte per portare l’attenzione su tematiche ambientali e di legalità.

“Gli italiani? Un popolo, certo, di santi, poeti e navigatori, ma anche di avvelenatori, attraverso lo smaltimento illecito dei rifiuti”. Non usa mezzi termini Marco Villa, portavoce del Terracina Social Forum , che da tempo si batte per portare l’attenzione su tematiche ambientali e di legalità. Villa e i membri del Tsf hanno seguito fin dall’inizio le vicende della Terra dei Fuochi, del pentito Carmine Schiavone, dei rifiuti tossici che hanno avvelenato la Campania. E la loro attenzione non manca di concentrarsi anche sui problemi “di casa”, perché anche in Lazio negli ultimi anni non sono mancate polemiche roventi sul problema della gestione dei rifiuti.

“E’ un settore, quello degli smaltimenti illeciti di rifiuti, che ha sempre rappresentato, ahimè, un’eccellenza del nostro made in Italy – spiega Villa - Approfondire l’argomento riserva molte sorprese ed apre le porte ad un mondo sconcertante. Si viene a scoprire, infatti, che negli anni ’80 del secolo scorso il nostro Paese era al vertice di una vera e propria rete europea di smaltimento di rifiuti pericolosi. Si viene a sapere di navi cariche di veleni che facevano il giro del mondo: Sud America, Libano, Africa, ecc. Si viene a sapere di un imprenditore, Giorgio Comerio, che aveva elaborato un fantasioso progetto (la grande inventiva degli industriali nostrani!): utilizzare missili a carica cava per conficcare nei fondali marini le scorie nucleari. A quanto risulta, fu lo stesso Comerio ad ospitare, nella sua casa di Montecarlo, Licio Gelli quando questi evase dal carcere svizzero in cui era detenuto. Licio Gelli, un altro nome che ricorre più volte in queste vicende. Si viene a sapere di giornalisti ed operatori televisivi (o agenti segreti come Vincenzo Li Causi) che muoiono in circostanze misteriose in Somalia. Si viene a sapere, da chirurghi che hanno lavorato per decenni in Africa, che in Somalia fino agli anni ’80 del Novecento il tumore alla tiroide era praticamente assente, salvo poi registrare un’improvvisa impennata, soprattutto tra i bambini”. 

“Si viene a sapere – prosegue Villa - di zone della Mauritania, Paese del nord Africa, nelle quali i contatori geiger impazziscono. Si viene a sapere di navi cariche di veleni che affondano in circostanze misteriose nel “Mare Nostrum”. Si viene a sapere di un ufficiale della Capitaneria di Porto, il capitano di corvetta Natale De Grazia, il quale, indagando su tali affondamenti, raccoglie una mole impressionante di dati, ma poi muore in circostanze altrettanto misteriose. Si viene a sapere di un pentito, Carmine Schiavone (clicca qui per leggere il verbale), che da molto loquace diventa improvvisamente reticente riguardo alle domande su quelle navi, forse perché si rende conto che se si lascia sfuggire qualcosa sull’argomento rischia veramente la vita: “... anche se ne ho sentito parlare, ormai è passato molto tempo. Adesso conduco una vita diversa, man mano la memoria passa; non ho la mente di quelli che ricordano le cose dopo quindici anni. Purtroppo, il tempo passa. Vede che belle mani? Sono tornato alle origini”. Mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti sanno perfettamente che i servizi segreti sono infinitamente più pericolosi di loro”.


E si arriva così al giorno d’oggi, con tre parole che sono diventate d’uso comune. La prima su cui si sofferma Villa è: Terra dei Fuochi.
“La Terra dei Fuochi è una zona ubicata in Campania, a cavallo delle province di Napoli e Caserta. La Campania Felix divenuta pattumiera d’Italia ma, prima ancora, adibita a sede di numerose basi militari Nato e statunitensi. Basi militari? Allora la domanda sorge spontanea: nella Terra dei Fuochi sono stati smaltiti illecitamente solo rifiuti industriali o c’è dell’altro? Le indagini giudiziarie riguardano anche rifiuti radioattivi e questi ultimi possono avere due provenienze: ospedaliera (di bassa radioattività) e militare. A questo punto sorge un altro sospetto. Nel 2008, infatti, quando l’emergenza rifiuti urbani esplose in Campania in tutta la sua virulenza, i mezzi d’informazione fecero a gara nel descrivere i campani come persone che opponevano una fortissima resistenza alla raccolta differenziata. Così facendo, i media nascosero letteralmente la polvere sotto il tappeto, celando l’evidenza che le discariche campane si erano saturate prima dei tempi prestabiliti perché in esse erano stati depositati rifiuti industriali provenienti da nord”.

Dal nord Italia e dall’Europa.
“Però dopo qualche anno l’impennata di malattie tumorali e la costante e continua denuncia di comitati, associazioni, cittadini, medici, sacerdoti, ha fatto emergere anche questo segreto di Pulcinella, che ora ha trovato finalmente spazio e visibilità in tv e sui giornali. Ma questa volta per nascondere che cosa? Infine, perché sul litorale domitio, un territorio storicamente controllato dai Casalesi, droga e prostituzione vengono gestite dalla mafia nigeriana?  Su questo punto gli addetti ai lavori (magistrati, politici, esponenti delle forze dell’ordine), interpellati in occasione di convegni, dibattiti o presentazioni di libri, rispondono in maniera reticente o addirittura in modo del tutto illogico, affermando che le nigeriane fungono da vedette, come se il ruolo di sentinelle lo sappiano svolgere bene solo le prostitute di quella nazionalità. È ancora aperta la rotta africana per gli smaltimenti dei rifiuti? Ma, soprattutto, i mafiosi di Casal di Principe (mafiosi, mafiosi: Carmine Schiavone ci tiene a precisarlo nelle sue interviste di non essere camorrista, bensì di essere un “punciuto”, un affiliato a Cosa Nostra) che tipo di rapporti hanno con chi è presente sul loro territorio? Perché i primi avvertimenti sull’inquinamento locale sono partiti proprio dagli statunitensi nel 2008, diretti ai loro militari di stanza in Campania? Hanno le mappe dei siti contaminati?”.
L’appello è dunque accorato: così non si può andare avanti. “E ne pagano le conseguenze, sotto forma di terribili malattie, gli abitanti della Terra dei Fuochi”.


Fonte: ilcambiamento.it

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