lunedì 17 febbraio 2014

E se Edward Snowden fosse un False Flag?

Ho letto il post di Paolo e devo dire che di primo acchito non si può che dargli ragione. Tutto lineare.
Ma da tempo sto seguendo la vicenda di Edward Snowden, soprattutto su De Spiegel e devo dire che più ci penso e più le cose non mi tornano. Sarà che sono in vena di complottismo.
Proviamo a riavvolgere il nastro e mettere gli eventi in fila.
Edward Snowden, ex dipendente della CIA e fornitore della NSA, il 20 maggio 2013 parte dalla sua bella casa alle Hawaii, lascia quel pezzo di figa della sua donna, atterra a Hong Kong e incontra due giornalisti ai quali consegna una gigantesca quantità di documenti top secret.
Un mese dopo, si trasferisce a Mosca e dopo qualche trattativa ottiene un asilo politico temporaneo e rinnovabile.
Scoppia il caso Snowden, soprattutto dalle pagine del Guardian, giornale inglese che si potrebbe definire “indipendente”. Secondo le sue parole, ha fatto tutto perché vuole informare il pubblico di tutto ciò che “viene fatto in loro nome e contro di loro”.
Una persona lascia tutto ciò che ha, si mette contro al più potente governo del mondo, per amore della verità. Un eroe? Di più. Un Santo.
La persona con il livello morale in assoluto più alto di cui si sia mai sentito parlare.
E qui sorge il mio primo dubbio: è possibile che una persona così retta, così attenta alle ragioni del popolo, una persona eticamente così irreprensibile fosse stato prima un dipendente della CIA e poi un fornitore della NSA, le due più grandi organizzazioni di intelligence del mondo? Parliamo di gente che rovescia governi, brucia villaggi (bambini inclusi), tortura ed uccide persone senza nemmeno la decenza di un processo. Stiamo parlando del Male, del Grande Fratello, di Emmanuel Goldstein. E non puoi non sapere che è così, non puoi capitarci per caso. “Ero indeciso tra un comodo lavoro alle poste e la CIA, ma alla CIA erano più simpatici”.
Folgorato sulla via di Damasco?
Mi spiace, sono troppo ateo per crederci.
Ma cosa ha rivelato Snowden?
Assolutamente nulla che già non sapesse chiunque frequenti non dico Whiteowlconspiracy, ma anche solo Punto Informatico o Wired. Ci dice che gli apparecchi Apple hanno backdoor che possono essere sfruttate dal Governo Americano. Ci dice che le mail di Google e i profili di Facebook sono vagliati dal Governo Americano. Ma va? E chi, di grazia, secondo voi ha reso tali società i mostri economici che sono? Chi, secondo voi, ha trovato e spinto i numerini della FED che ci ostiniamo a chiamare “capitali” verso quelle aziende? Google è addirittura socio della CIA in molti progetti. Tutto alla luce del sole, tutto risaputo, da anni.

Ci dice poi, il sig. Snowden, che Angela Merkel, cancelliere plenipotenziario senza rivali nemmeno quando perde le elezioni della Germania riunita, viene spiata dall’intelligence USA e britannica. Ma dai? Ma davvero? Mi stai dicendo che dopo aver causato due guerre mondiali e averle perse entrambe, alla Germania viene riconcessa la riunificazione, ma viene tenuta sott’occhio? Diggiuro?!?
Nei giornali tedeschi si è gridato allo scandalo. Così tanto che anche qui qualcosa mi puzzava.

Facciamo un altro salto indietro. Ad una trentina di anni fa.
A metà degli anni ’80, inizia a svilupparsi Internet, in qualche modo figlia di Arpanet e di altre tecnologie di networking fondamentalmente governative, usate soprattutto per scopi di ricerca, in particolare per connettere le università tra di loro. Rispetto alle precedenti reti di computer, Internet ha una caratteristica molto particolare: il protocollo. Essendo il suo TCP/IP uno standard fondamentalmente aperto è utilizzabile liberamente da tutti, ma non può essere controllato da nessuno.
Questo ha consentito la gigantesca esplosione di internet: in pochi anni, dall’inizio degli anni ’90 all’inizio degli anni 2000, internet si è espansa ad una velocità inaudita, raggiungendo in pratica ogni angolo del globo terracqueo. Ad ogni angolo sono nati Internet Service Provider, quasi sempre privati, che fornivano l’instradamento delle informazioni.
È vero che restano fondamentali alcune dorsali di comunicazione, Tier 1 e Tier 2 network, ma è anche vero che Internet è una rete fondamentalmente anarchica, dove non esiste qualcuno che controlla e qualcuno che viene controllato, tutti sono sullo stesso piano. Tanto che l’ICANN, il gestore dei nomi e degli indirizzi, è una società privata non profit.
Internet è una tecnologia governativa che è sfuggita di mano ai governi.
Internet è un mondo libero.
E qui arrivano i guai. I governi all’inizio hanno dato poca importanza alla cosa, se ne sono lavati le mai. Impegnati com’erano nella loro burocrazia quotidiana non si sono preoccupati. Del resto anche Steve Jobs e Bill Gates erano molto scettici all’inizio sul successo della internet, quindi potete immaginarvi quanto potessero capirci i politici. Un computer per tutti per collegarsi con chiunque al mondo? Figuriamoci.
E invece è successo.
Oggi con Bitcoin, Darknet & friends, con la gente che posta video su Youtube ogni volta che uno sbirro alza le mani o la pistola, questo simpatico sistema anarchico di comunicazione sta mettendo seriamente nei guai molti governi. Tipo tutti.
E allora torniamo a Snowden.
Qual è stata la reazione del governo tedesco alle notizie di spionaggio nei confronti di Angela Merkel? Buona creanza avrebbe consigliato un bel discorso a reti unificate in cui si ricordavano prima e seconda guerra mondiale e si consigliava i cittadini di tornare a farsi i cazzi propri.
Così non è stato.
In Germania è diventata una questione nazionale. Si parla solo di questo. Gli anglosassoni ci spiano, pofferbacco. Fa niente se il contingente militare USA in Germania è ancora tra i più grandi al mondo, la cosa importante è che ci spiano. Se ci possono radere al suolo da un momento all’altro, quello ci si passa sopra.
E quindi arriva la grande proposta tedesca, che su De Spiegel gira da settimane, ma che oggi finalmente viene ripresa anche da Repubblica, tanto gli italiani sono impegnati con le telenovele del PD: mettere il routing sotto controllo GOVERNATIVO.
Cioè: per risolvere il problema che ALCUNI utenti, quelli che deliberatamente rinunciano alla propria privacy (avete mai provato a leggere i disclaimer prima di premere “accetto”?) possano essere spiati dal Governo USA, allora si propone che TUTTI gli utenti Europei possano essere spiati dai governi Europei e dal sovragoverno dell’Unione Repubbliche Socialiste Europee. De Spiegel dice che “la gente in Germania deve riguadagnare la propria sovranità digitale” (ricorda qualcosa? Ecco, ragionateci su). Addirittura si dice che i cittadini europei devono essere in grado di usare internet senza utilizzare strutture americane. E come è possibile, di grazia, raggiungere un sito americano senza usarne le strutture? Semplice: non lo raggiungo, lo tagli fuori.
E l’unico modo è creare una rete parallela. Sotto controllo governativo.
Una cosa talmente schifosa che anche una burocrate europea, Neelie Kroes, commissario per l’agenda digitale, ha detto “non è realistico contenere i dati all’interno dell’Europa. Non puoi inserire dei confini. Questo distruggerebbe la natura aperta di Internet”. Bene, brava Neelie. Prevedo per te un futuro ad ammirare l’erba crescere dalla parte delle radici se vai avanti così.
Ma se per caso si facesse, che cosa succederebbe?
Be’, potete starne certi: gli USA a quel punto si farebbero la LORO rete governativa. E la Cina? Be’, non vede l’ora. Al Giappone certo non spiacerebbe.
Quindi, riassumendo: abbiamo un dipendente/fornitore delle più importanti agenzie di intelligence al mondo che una notte diventa un santo protettore dei cittadini innocenti, dice a tutti che le spie, incredibilmente, spiano, e il risultato è che si propone di distruggere l’unico sistema di comunicazione libero che sia mai esistito al mondo.
Non vi suona di false flag? A me sì.

Diciamo che lavoro all’N.S.A. e mettono sulla mia scrivania un codice che nessuno sa decifrare, e forse ci provo e magari ci riesco e sono fiero di me perché ho fatto bene il mio lavoro ma forse indica la località di un esercito ribelle in Nord Africa o in Medio Oriente. Ottenuta la località bombardano il villaggio dove i ribelli si nascondono, 1500 persone con le quali non ho mai avuto problemi restano uccise. Ora i politici dicono: oh spedite i marines a sorvegliare la zona perché non gliene frega niente, non ci sarà un loro figlio a farsi sparare come non c’erano loro quando era il momento perché erano in gita nella Guardia Nazionale, ci sarà un tipo di Southy a prendersi una sventagliata nel sedere, torna in patria per scoprire che la fabbrica in cui lavora è stata esportata nel paese da cui è arrivato e quello che gli ha sbridellato il culo ora sta al suo posto e lavora per 15 centesimi al giorno e non va mai a pisciare. Nel frattempo capisce che la ragione per cui l’avevano mandato a combattere era installare un governo che ci avrebbe venduto il petrolio a buon prezzo ed è chiaro che le compagnie hanno usato quella scaramuccia lontana per addomesticare i prezzi, un aiutino notevole per i loro profitti ma non aiuta il mio amico a 2 dollari e 50 a gallone. Ci vanno con molta calma a reimportare il petrolio magari si prendono fino anche un alcolizzato skipper a cui piace bere martini e fare pazzi slalom tra gli iceberg finisce che ne centra uno, sparge il petrolio e uccide la vita del Nord Atlantico e così il mio amico ora è senza posto e non può permettersi l’auto e va a piedi a fare i colloqui di lavoro e si sfrange perché la sventagliata nel sedere gli ha procurato le emorroidi, nel frattempo muore di fame perché ogni volta che cerca di mangiare la sola prospettiva è un merluzzo del Nord Atlantico intriso di petrolio salato. Allora cos’ho pensato? Mi conservo per qualcosa di meglio. Ci rifletto cazzo mentre aspetto perché non uccido il mio amico, gli frego il posto, lo do al suo peggior nemico, alzo i prezzi della benzina, bombardo un villaggio, ammazzo le foche, fumo hashish e vado nella Guardia Nazionale. Potrei essere eletto presidente. (Will, “Will Hunting – Genio ribelle”)
Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli…
a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del Bispensiero… tanti saluti! (Winston Smith)
Firmato G. Orwell, “1984”

Fonte: rischiocalcolato.it

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