lunedì 24 febbraio 2014

Cani uccisi da ragazzi e bambini, 700 casi nel 2013: molti filmano e “postano”

cane
Lo abbiamo detto e ribadito più volte, e lo ripetiamo l'ennesima: servono pene più severe contro chi maltratta e uccide animali per "divertimento", se così possiamo definirlo. Non è ammissibile che chi commette reati così ignobili e vigliacchi, che denotano CATTIVERIA, se la cavi con "una lavata di testa", ci vuole il CARCERE, senza ma e senza se. Se poi a commettere questo genere di reati sono ragazzi giovani, se l'età supera la soglia della punibilità devono finire - almeno per un breve periodo - in riformatorio, dopodiché devono essere rieducati con un percorso sociale ad hoc. Non è ammissibile che chi sevizia, tortura, uccide animali se la cavi con poco!
Se pensiamo che in questo paese spesso non finisce dietro le sbarre nemmeno chi fa violenza o stupra le persone, figuriamoci chi lo fa nei confronti degli animali...
Serve una riforma della giustizia che aumenti le pene nei confronti di chi si macchia di crimini violenti, anche contro le persone. Chi fa del male agli animali, in molti casi è capace di farlo anche agli esseri umani. In questi anni invece, dietro le sbarre sono finiti migliaia di giovani colpevoli di essere stati trovati in possesso di un po' di marijiuana... l'ingiustizia è servita.
Staff nocensura.com

Bruciati vivi, uccisi a bastonate o impiccati: sono circa 700 i cani ammazzati nel 2013 in Italia da persone minorenni, secondo l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa).

“Di questi casi di cui non sempre hanno parlato i giornali e le televisioni oltre 400 non potranno essere perseguiti penalmente in quanto gli assassini dei poveri cani sono ragazzini in età compresa tra i 10 ed i 12 anni e quindi non perseguibili penalmente – si legge in un comunicato dell’Aidaa -. Molti di loro hanno filmato torture e massacri e li hanno postati in rete. Dei settecento cani uccisi, secondo una stima raccolta consultando gli articoli di giornale e i servizi radio televisivi in cui si parla di questi orrori, ben 330 sono stati commessi in orario in cui i giovani assassini dovevano essere a scuola”.
“Per quanto attiene le regioni in cui questa mattanza è diffusa al primo posto c’è la Sicilia conPalermo e Catania, seguono la Puglia, la Campania, la Sardegna, e al centro nord – prosegue la nota – dove i casi sono comunque pochissimi, ai primi posti si piazzano Lazio, Abruzzo e Veneto”.

Fonte: blitzquotidiano.it

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