domenica 24 novembre 2013

La valuta che salverà l'economia mondiale

 
Consente tassi negativi senza rischio di corsa agli sportelli. Si potrà dire per sempre addio all'inflazione.
 
Gli economisti stanno studiando un modo per dare più potere ancora allebanche centrali, da usare per contrastare le eventuali recessioni ed evitare lente e prolungate riprese della crescita come quella attuale.

Non è possibile con la moneta su carta, ma sarebbe fattibile percorrendo una soluzione alternativa: quella della valuta elettronica. Il professore della University of Michigan Miles Kimball ha ideato una teoria che risolverebbe tutti i problemi. 

La moneta in stile Bitcoin consentirebbe allaFederal Reserve di tenere i tassi di interesse sotto lo zero per combattare i rischi di recessione. Il piano è stato presentato ad altri economisti di spicco in giro per il mondo.


Kimball ha anche scritto pubblicazioni e commentato in più occasioni su blog e media la sua teoria: "Se hai una recessione grave, allora le società hanno paura di investire", ha raccontato. "Devi offrire alla gente una ragione per investire. Un affare ideale è quando i debitori devono essere pagati per avere soldi in prestito". Tradotto: un contesto di tassi negativi. 

Con la moneta tradizionale sarebbe impossibile, perché se Ben Bernanke e soci abbassassero i tassi sotto zero nel sistema finanziario attuale, i risparmiatori preleverebbero immediatamente i loro soldi dalle banche e lo terrebbero sotto il cuscino anziché metterlo in circolo nell'economia. Ma la moneta elettronica non può essere ritirata fisicamente dagli sportelli degli istituti di credito. 

A differenza dei Bitcoin, il cui successo deriva dalla sua decentralizzazione e anonimità, la valuta digitale studiata da Kimball sarebbe "centralizzata" e usata da tutti. Ci sarebbero in circolo due monete: i dollari e gli e-dollari.

Al momento le banconote da 100 dollari valgono 100 dollari in banca. Ma se un americano ha un conto corrente con un 5% di interessi, guadagna 5 dollari l'anno, mentre la banconota da $100 tenuta nella cassaforte di casa vale sempre 100 dollari. 

Se invece gli interessi fossero pari al -5%, i correntisti perderebbero il 5% l'anno. Consapevoli di questo, i clienti delle banche chiuderebbero immediatamente i depositi in banca.

Imponendo un tasso di cambio studiato appositamente tra la moneta virtuale e quella tradizionale, dopo un anno di tassi negativi pari al -5%, si potrebbero ritirare 95 dollari dalla banca e ottenere una banconota da 100. Si, esatto: cento dollari varrebbero 95 e-dollari. O se un americano volesse depositare 100 dollari in banca, gli verrebbero tolti 95 e-dollari dal conto corrente.

I benefici di una politica di questo tipo vanno ben oltre i depositi dei correntisi: gli Usa potrebbero dire per sempre addio all'inflazione.



Fonte: wallstreetitalia.com
Matteo Sassanelli ha detto...

in realtà sarebbe il colpo finale per dare il massimo potere alle banche.
Tutta la enorme massa monetaria da loro creata dal nulla, avrebbe di colpo un valore reale e non virtuale. Cioè legalizzerebbero una massa monetaria fuori controllo 70 volte superiore al PIL mondiale, con la quale comprarsi il mondo intero.
E ancor di più ne generebbero in modo esponenziale.
Una follia!

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