domenica 13 ottobre 2013

SOLO RI-DIVENTANDO POPOLO POSSIAMO SCONFIGGERE I TECNOCRATI

SOLO RI-DIVENTANDO POPOLO POSSIAMO SCONFIGGERE I TECNOCRATI
Di: Claudio Marconi
Se esiste ancora qualche ingenuo che crede di “ decidere” con il suo voto è bene che si tolga dalla testa questa solenne panzana, la democrazia, amici miei, non esiste più, le decisioni le prendono i burocrati europei, le elezioni vengono indette solo per avallare le scelte fatte fuori dei confini nazionali.
La prova lampante è la “ discussione “ di questi ultimi 2 mesi: Berlusconi si, Berlusconi no, “emergenza “ immigrazione – a proposito questi pagano circa 1.200 euro per venire con i barconi, ma con l’aereo non spenderebbero meno? -, congresso PD, scissione PDL ed altre fregnacce del genere, intanto, in Germania, si sono riuniti in camera caritatis per formare un nuovo Governo per meglio gestire l’euro, imparate il tedesco, perché  presto l’italiano sarà abolito in questa “ nuova Europa “!
E dei problemi veri, quelli che ti bruciano la pelle non ne parla nessuno. I talk show sono una sequenza estenuante di bla, bla, bla, tutti hanno una loro ricetta per cercare di “ rendere umana “ questa dittatura finanziaria, e nessuno che affronta il problema principe.  
L’ingerenza e la sopraffazione della nostra Sovranità è devastante, non esiste più, abolita, distrutta, frantumata: non siete un popolo – ci dicono -, siete solamente “ uomini e donne”, privi di volontà : fate come vi diciamo noi così potrete vivere una vita felice alla “ cinese”. Capito l’antifona ?
Il problema dei problemi è che c’è ancora chi crede che questo sistema possa essere “ aggiustato”, che basta sostituire chi sta in parlamento per fare un cambiamento, che se partecipiamo alle elezioni gli “ faremo vedere noi “. Eh, no! Questa non è la strada, non è la retta via.
Il sistema si cambia, non si rattoppa.

Se non iniziamo, a partire da noi, a cambiare interiormente, a farci una giusta visione del mondo e della vita, a “ pensare” a ciò che vorremmo fare se fossimo noi nella stanza dei bottoni, ad elaborare un programma comune, il fallimento è dietro l’angolo.
Prima ri-creare l’uomo, poi  fare laboratorio per elaborare e definire le idee, poi si fa un movimento che sia lo strumento per l’applicazione del programma.
Un movimento antagonista deve avere proprie basi culturali, sociali e politiche.
Queste basi sono il programma elaborato, definito e concordato, del movimento stesso, sono i caratteri genetici che gli avversari non intendono far conoscere al Popolo. Per impedire questa entrata in contatto si provano tutti i mezzi, si affilano tutte le armi, si usano i più subdoli inganni. Impedire, ad ogni costo, agli antagonisti ,di far conoscere le idee di cui sono portatori è la parola d’ordine delle gerarchie politiche dominanti.
Nel passato questi mezzi erano” violenti”: si ricorreva alla denuncia, alla persecuzione giudiziaria, si passava la palla ai magistrati, si cercava di farli ammutolire con sistemi “ legali “. Oggi questa tecnica, per una serie di motivi, si è perfezionata: si cerca di assorbire gli antagonisti per omogeneizzarli nel Sistema e, di conseguenza, renderli inoffensivi.
Ecco la trappola mortale nella quale non si deve cadere.
Ogni unità territoriale, che, se vorrà, potrà confluire nel movimento antagonista, deve saper individuare i suoi nemici siano essi esterni od interni e la prima arma usata dal liberal-capitalismo è quella di cercare di far crollare il movimento minandolo dall’interno, facendo intravedere rosee strade, splendidi futuri, si cerca, in poche parole, di usare il sottile inganno dell’appagamento personale. Un posto da deputato, da consigliere regionale, la possibilità di entrare in questi “ cenacoli democratici” dove potrai dire la tua ( tanto non conta nulla ), uno strapuntino qualsiasi, l’importante è omologare. Anzi, lo sapete cosa vi dico, aggiungono i tecnocrati, una parvenza di opposizione ci fa anche comodo, altrimenti che “democratici” saremmo ?
L’opposizione va resa inoffensiva pertanto si possono anche promettere “ sistemazioni “ politiche, per i componenti del movimento stesso, in maniera di assorbirlo interamente.
Ecco perché la prima cosa da fare è ri-creare l’uomo.
Un uomo che abbia bene chiaro in testa che la politica è una funzione di servizio da e per la Comunità nazionale, e non un sistema come un altro per arricchirsi.
Dunque prima di pensare ad alleanze o a grandi strategie immediate è necessario organizzare le forze antagoniste, dotarle di idee chiare, indicargli un solido e comune camino.
Il movimento che noi pensiamo deve essere sgombro da idee di inserimento, deve essere un movimento che ha la forza e la capacità di presentarsi con il suo volto, con il suo sentire, con la sua dignità e la sua volontà.
La battaglia va combattuta a viso aperto, non si debbono accettare compromessi, si deve sfidare il liberal-capitalismo sul suo stesso terreno.
Non è una battaglia facile, la via è in salita ed impervia, ma la coerenza, la chiarezza, l’onestà delle idee porta sicuramente alla meta sognata e sperata.
Se vogliamo veramente organizzare le forze antagoniste dobbiamo parlare una lingua che il Popolo conosce e comprende: battaglia sociale, difesa dell’occupazione, lotta all’immigrazione, difesa della sovranità industriale nazionale, difesa delle nostre tradizioni, storia e cultura di Popolo, lotta al degrado, fisico e spirituale delle periferie delle nostre città, lotta alla globalizzazione che inizia combattendo la proliferazione degli ipermercati, dei cibi transgenici, con il far dimenticare alle popolazioni, con l’illusione delle libertà individuali, il bisogno delle sacrosante priorità comunitarie e nazionali.
Dobbiamo parlare una sola lingua: SOVRANITA’ NAZIONALE E MONETARIA.
Oggi è scomparsa ogni forma di personalità, esiste il profilo. L’uomo non è più giudicato in quanto tale ma per quale macchina ha, per come veste, per il tipo di telefonino, per i posti che frequenta, non gli si chiede più che religione professa, da quale zona viene ,a quali tradizioni appartiene: l’uomo non deve avere più personalità deve essere un numero che va incasellato nel puzzle del liberismo.
Sosteneva Habermas “ Le garanzie pubbliche dello status familiare spogliano la famiglia del suo carattere privato……Si manifesta così un illusorio rinforzarsi di una “ sfera intima “ ridotta a non essere niente più di una comunità di consumo delimitata dal quadro della famiglia nucleare “.
Il liberismo ci vuole portare al punto che, in futuro non molto lontano, i popoli saranno pensati prima di essere vissuti.
Secondo noi esiste solamente la via del ri-diventare Popolo per combattere il sistema liberal-capitalista,  che è la  via della giustizia sociale, della difesa della dignità e della sovranità nazionale e monetaria, dello stato sociale e della libertà, questa vera.
Per fare tutto questo è vitale l’unione di tutti i cittadini che si riconoscono su queste basi, che si organizzeranno in unità territoriali, e non pensando ad avventure elettorali od allo costituzione di nuovi movimenti o partiti.


Claudio Marconi
Fonte: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/2013/10/solo-ri-diventando-popolo-possiamo-sconfiggere-i-tecnocrati.html
 

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