sabato 28 settembre 2013

Uruguay: il presidente Mujica vuole legalizzare la marijuana

Il presidente uruguaiano vuole legalizzare la marijuana: i magnati bilderberghini Soros e Rockfeller lo sostengono...

Due magnati, Soros e Rockfeller, la cui fortuna personale equivale al 50% del PIL annuale dell'Uruguay, hanno dato sostegno al presidente José Mujica per la realizzazione del suo progetto di regolamentazione di produzione, vendita e consumo di marijuana.
In 48 ore il presidente Mujica si e' incontrato a New York con George Soros e David Rockfeller, due degli uomini piu' potenti e ricchi del mondo, Entrambi hanno una fortuna personale di 25.000 milioni di dollari, quasi il 50% di quanto l'Uruguay produce in un anno. Con entrambi il tema di discussione e' stato la legalizzazione di produzione e vendita di marijuana.
Mujica ha ricevuto il beneplacito di entrambi i magnati che, attraverso due diverse fondazioni, promuovono la liberalizzazione della droga e appoggiano l'esperimento o laboratorio che il Governo realizzera' con la regolamentazione del mercato della cannabis da parte di privati dietro autorizzazione dello Stato, nonche' la sua vendita controllata in farmacia.
David, 98 anni, e' il patriarca della sua famiglia e nipote del multimilionario John D. Rockfeller, fondatore della Standard Oil.
Sorseggiando del mate (una sorta di the), Mujica ha parlato per 45 minuti con Rockfeller nella sua casa a est di New York.
“Venire a trovarla, per noialtri e' stato come varcare il Rubicone, perche' lei e' il simbolo di una realta', e noi riconosciamo sempre le realta'”, ha detto Mujica. Nell'incontro Mujica ha detto che Rockfeller ricorda perfettamente che suo padre aveva avuto una posizione molto dura rispetto alla legge Seca in Usa.“Siccome e' trascorso molto tempo, e visti gli effetti, ha cambiato posizione e si e' schierato dall'altra parte. Si e' reso conto che, per l'effetto pratico, e' stata una follia. Nel contempo aveva lo stimolo culturale di sapere. Perche' si e' reso conto che la politica antidroga e contro il narcotraffico che oggi viene messa in atto, non da' risultati”.

"Della legge di regolamentazione della marijuana, le informazioni in merito, e che era interessato a sapere di piu' in materia. Io mi sono fatto l'idea che questa fosse la sua preoccupazione”, ha precisato Mujica.
Il giorno prima ha avuto un incontro con George Soros (83 anni), spettacolare finanziere e filantropo multimilionario che promuove la legalizzazione della marijuana a livello globale ed ha svolto una notevole attivita', con la sua fondazione Open Society, per la difesa della legge in Uruguay, finanziando la campagna televisiva della ONG Consumo Responsable.
“Soros insiste sul fatto che la politica sul narcotraffico non da' risultati”, ha detto Mujica dopo l'incontro che si e' tenuto all'ombra di una palma. “Anche se Soros ha influenza su alcune ONG importanti con cui sta collaborando o con cui sta per collaborare, non conosce l'Uruguay e lo conoscera', e ci ha chiesto che cosa ne pensano i nostri vicini”.
Sia a Soros che a Rockfeller, Mujica ha precisato che il suo progetto e' un esperimento che si puo' fare in Uruguay grazie alle sue dimensioni. “La parte piu' importante e' bloccare il mercato del narcotraffico e approcciarsi con chi consuma questa droga, -oggi e' un clandestino- per non lasciarlo al narcotraffico. E quando rileviamo che è andato oltre, per assisterlo come malato”, ha detto Mujica ad entrambi i magnati.
Ad una domanda sulle ripercussioni del suo discorso che ha tenuto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Mujica ha abbassato il profilo. “Sono andato a dormire, ero esausto, non so se vi è stato un impatto! Penso di si', qualcosa deve aver avuto un impatto”. Secondo un'informativa della Presidenza, il presidente ha aggiunto che “e' la continuazione del discorso di Rio, piu' ampio, ma ragionato e, sicuramente, si poteva dividere in quattro o cinque cose, che sono state accennate, ma non sviluppate”.
Mujica ha detto che il suo discorso e' ora al vaglio degli analisti.
Il Presidente Mujica si e' anche incontrato per piu' di un'ora, nell'hotel Waldford Astoria, nel cuore di Manhattan, con il vice-presidente Usa Joseph Biden, che era accompagnato dalla sottosegretaria di Stato per l'Occidente, Roberta Jacobson e due consiglieri, coi quali ha parlato di storia, di relazioni internazionali, della necessita' di evitare che facciano aumentare la sfiducia nella regione e dell'importanza che l'Uruguay abbia la possibilita' di entrare nel mercato statunitense con prodotti agricoli.
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(articolo del Grupo de Diarios Amyeacuterica-GDA/El Pais/Uruguay, pubblicato sul quotidiano El Pais del 26/09/2013)


Fonte: aduc.it

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