lunedì 15 luglio 2013

Confcommercio: in vent'anni tasse locali aumentate di oltre il 500%

Le imposte richieste dagli enti locali sono aumentate di oltre 500 per cento dal 1992 al 2012: lo rileva un'inchiesta Confcommercio - Cer, secondo cui l'importo delle imposte locali è salito da 18 a 108 miliardi di euro nel ventennio considerato. Sono queste le conseguenze del federalismo fiscale, con uno Stato che, nelle sue varie articolazioni, ha dovuto trovare modi sempre nuovi per finanziare una spesa corrente cresciuta dell'82,5 per cento.
 
Se infatti nel 1992 la spesa corrente arrivava a 412,651 miliardi di euro, oggi tale cifra supera i 753 miliardi, e l'aumento riguarda soprattutto le amministrazioni locali, con un aumento del 126,5 per cento e gli enti di previdenza (+127 per cento). Aumenta anche la spesa delle amministrazioni centrali, con una variazione del 52,7 per cento, mentre la spesa per interessi è diminuita del 12. Aumenta infine la quota di trasferimenti agli enti pubblici, che sfiorando i 200 miliardi di euro nel 2012 regista un aumento su base ventennale 41,3 per cento.

Sottolinea Confcommercio che «il processo di decentramento non sembra aver quindi portato risparmi di spesa, ovvero ad un efficientamento della macchina amministrativa». Questo aumento di spesa ha portato le amministrazioni locali a sfruttare sempre più la leva fiscale di propria competenza per coprire le proprie uscite: i trasferimenti alle amministrazioni locali da parte dello Stato centrale, infatti, negli ultimi vent'anni sono salite di poco meno del 20 per cento.


Nell'ultimo decennio, ad esempio, il peso delle addizionali regionali e comunali sull'Irpef gravante sui salari è quasi triplicata, dal 4,2 per cento all'11,2 per cento per i lavoratori single e dal 5,8 al 17,1 per cento per il lavoratore con carichi di famiglia.

Confcommercio suggerisce dunque che per ridurre la pressione fiscale occorre attuare in modo diverso il federalismo fiscale, tagliando la duplicazione di funzioni che portano a raddoppi di spese e dunque alla necessità di trovare soldi per coprirle, e anche impedire la sovrapposizione fra tassazione locale e statale.
Questi numeri evidenziano dunque il fallimento del federalismo fiscale così come concepito sinora: uno degli obiettivi principali, infatti, era quello di mantenere inalterata la pressione fiscale a carico dei contribuenti, ma questo obiettivo è stato del tutto disatteso, «rendendo pertanto sempre più necessario maggiore coordinamento tra le politiche tributarie attuate ai diversi livelli di governo».


Fonte: http://it.ibtimes.com/articles/52817/20130715/confcommercio-tasse-locali-aumentate.htm#ixzz2Z9MYVKS2

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