mercoledì 19 giugno 2013

"Siamo una colonia americana"

Riceviamo e pubblichiamo:

Di Giulia Zucchi 

Italia. Ultimamente ci penso spesso. Penso a quella che considero la mia casa e che è stata tale per tutti i miei antenati (almeno quelli di cui sono a conoscenza), a cosa rappresenta per me l’Italia, a come e perché mi sento italiana. E mi amareggia tantissimo scoprire che non solo all’estero nella maggior parte dei casi ci considerano poco più che un popolo di fessacchiotti, quando non addirittura disonesti, ma che gli stessi italiani provano un sentimento simile, se non peggiore nei confronti del loro paese.
Mi fa molto arrabbiare il servilismo e l’esterofilia insiti nei modi di fare e nei pensieri dell’italiano medio, questo considerarci noi per primi provinciali ed arretrati. Ma allora la soluzione qual è? Fare i bagagli e andare altrove ad alimentare lo stereotipo dell’Italia paese di mafiosi e di corrotti? Troppo facile. Non è anche un po’ colpa nostra se il Belpaese è arrivato a questo punto di degrado morale, di stagnazione, di mancanza di speranza per le giovani generazioni? Perché in Italia si respira troppo spesso il disamore per la propria patria, salvo venire fuori coi mondiali di calcio o, molto peggio, quando un immigrato commette un crimine? Come mai solo allora ci rendiamo conto di essere italiani e di voler difendere il nostro paese dallo straniero? E perché non ce ne siamo mai ricordati negli ultimi decenni in cui abbiamo subìto l’imposizione della cultura anglo-americana?
E si trattasse solo di “cultura”! Vogliamo parlare delle basi NATO sparse per tutto il paese che vengono ancora considerate un legittimo tributo per la liberazione? A me pare che settant’anni siano un lasso di tempo incredibilmente lungo per estinguere un debito! Vogliamo parlare delle stragi di stato e della strategia della tensione messe in atto dai nostri amici d’oltreoceano con la complicità e l’assordante silenzio delle istituzioni nazionali? Mi arrovello cercando delle risposte. Com’è possibile che gli italiani non si siano mai resi conto che l’America stava distruggendo la nostra sovranità nazionale e la nostra cultura importando sistematicamente il suo stile di vita e insinuandosi costantemente nella nostra politica interna? Capisco i politici, loro hanno avuto e hanno tuttora il loro tornaconto. Ma a noi comuni cittadini come ci hanno convinti che gli americani sono meglio di noi, ci proteggono e sono il modello da cui prender esempio? Che cosa ci manca (o forse sarebbe meglio dire ci mancava) da non poter essere autosufficienti? Da quando essere attaccati alla proprie radici e tradizioni è diventato un inutile fardello di cui sbarazzarsi? Possibile che la maggior parte della gente che conosco ascolta solo band anglo-americane e non ha mai prestato attenzione alle parole di De Andrè o di Battiato, tanto per citarne un paio? Non è forse indottrinamento questo?

Io credo che non si possa stare bene nel mondo se non ci si ricorda quali sono le proprie radici, che non si possa sapere dove andare se non si sa da dove si viene. Bisogna avere dei punti fermi, delle certezze, dei luoghi a cui tornare, altrimenti si rischia di sviluppare la schizofrenia tipica dell’uomo moderno, quello allergico alle responsabilità, alle relazioni stabili, senza nessuna capacità introspettiva e completamente concentrato sulla materialità. E cosa ancor peggiore, senza punti saldi non si capisce più chi è il nemico e chi l’amico. Perché una nazione che costruisce il MUOS sul suolo italiano, nonostante le evidentissime proteste dei cittadini, è nemica.
Eppure non mi capita quasi mai di imbattermi in sentimenti anti-americani o quanto meno di indignazione per quanto avvenuto negli ultimi decenni, mentre l’odio nei confronti degli immigrati (quelli arabi o di colore per intenderci) è sempre dietro l’angolo. Nemmeno ci rendiamo conto di usare due pesi e due misure!
È vero che i mass media non fanno nulla per aiutarci ad avere una visione oggettiva della società e del mondo in cui viviamo però, se ci si documentasse un po’, non si farebbe fatica a scoprire che il governo americano non ha mai smesso di influenzare e di manipolare pesantemente la politica del nostro paese dal 1943 ai giorni nostri. In pratica, la liberazione non è mai stata tale perché siamo passati da un’oppressione manifesta ad una patinata e celata dietro al benessere, ai chewing gum e alla coca cola. Così, facendoci inebriare dall’abbondanza e da uno stile di vita moderno e più possibilista, abbiamo dimenticato chi siamo, permettendo ad altri di cambiare il corso della nostra storia. Perché, benché nessuno lo ammetta, gli americani avevano paura dell’Italia, un paese bello, ricco di risorse e di talenti, e posizionato strategicamente a metà strada tra est ed ovest. E non dobbiamo assolutamente sottovalutare la forza politica e di aggregazione del partito comunista italiano che, nel secondo dopoguerra, era il più forte di tutta l’Europa occidentale. Ovviamente lo zio Sam non poteva certo permettere che vincesse e ci facesse passare dall’altro lato della barricata! Certo che no! E allora via alla strategia della tensione, alle bombe a piazza Fontana, alle BR, al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro. Tutti reati ovviamente imputati a matrici di estrema sinistra. Sarà un caso che Moro fu sequestrato proprio pochi giorni dopo aver proposto un’apertura verso il partito comunista, cercando di concedergli l’ingresso nella maggioranza parlamentare?
Al di là di sterili polemiche che possono facilmente nascere sul comunismo, se lo si considera all’interno della realtà italiana di quel periodo, non si può certo negare che abbia portato ad un grande risveglio di classe e che abbia rappresentato una speranza per i nostri padri e i nonni. Infatti, è stato grazie alle lotte operaie portate avanti sotto la bandiera rossa che i lavoratori hanno ottenuto diritti e sicurezze impensabili fino a qualche decennio prima. Diritti e sicurezze che abbiamo perso completamente e, per la prima volta in secoli, le generazioni dei figli si ritrovano ad avere meno garanzie di quelle dei padri.
Sia chiaro, non ho assolutamente nulla contro il popolo nord-americano. Sto semplicemente cercando di presentare la situazione da un altro punto di vista perché, per citare una frase celebre di Balzac "Dovete sapere che ci sono due storie: quella ufficiale piena di menzogne, che insegnano a scuola, la storia ad usum delphini; e poi c'è la storia segreta, quella che contiene le vere cause degli avvenimenti, una storia ignominiosa". E la mia indignazione nasce proprio da questo. A scuola non ci insegnano quello che dovremmo sapere. Prima di tutto, sembra che dopo la Seconda Guerra Mondiale non sia successo più nulla, una sorta di “… e vissero felici e contenti” mentre trovo che sarebbe fondamentale sapere qualcosa in più sulla nostra storia recente. Non è così che si capisce meglio il presente e si vive in modo più consapevole? Inoltre non bisogna dimenticare che il ‘900 è stato il secolo che più di tutti ha stravolto la vita dell’uomo su questo pianeta e noi che facciamo? Lo studiamo a metà! E quella metà che studiamo è comunque incompleta e non sempre veritiera.
Da bambina per me il mondo era diviso in due: i buoni e i cattivi. I cattivi erano i tedeschi e i buoni, guarda un po’, gli americani. Loro ci avevano salvato e liberato ma perché nessuno spiega mai a quale prezzo? Perché a scuola non dicono che ci sono ancora basi NATO su tutto il nostro territorio nazionale e che gli Stati Uniti possono fare esercitazioni di ogni tipo senza nemmeno interpellare il governo italiano? Perché non dicono che per assicurarsi la riuscita dello sbarco in Sicilia gli alleati hanno stretto accordi con il famigerato Lucky Luciano e hanno scarcerato e messo al potere noti mafiosi arrestati sotto il fascismo? Perché nessuno sa che gli americani si sono finanziati lo sbarco in Italia con la stampa di una moneta estera – le AM Lire (American Military) – con la quale hanno comprato l’intero paese?
Poi si esce dall’infanzia e si entra nell’adolescenza. Il mondo non è più così nettamente diviso in buoni e cattivi ma iniziano ad esserci i miti, le star da emulare, il desiderio di essere diversi da come si è. E anche qui ci vengono in soccorso i nostri amici d’oltreoceano con un bombardamento tale di film, telefilm, musica, gossip sulle star di Hollywood ecc., da far sembrare la nostra vita nella piccola Italietta noiosa e provinciale. E così il sogno americano continua e viene incessantemente alimentato dalla propaganda dei mass media.
Con l’età adulta e tutte le preoccupazioni che ne conseguono, le persone non hanno più tempo per sognare e si devono far andare bene la loro vita fatta di precariato, contratti a termine, impossibilità di accedere ad un mutuo e metter su famiglia. Allora quando non ce la si fa più e non sembrano esserci altre vie d’uscita, ecco che, all’improvviso, il mito americano, e l’idea che in generale all’estero si stia meglio, ritorna e si fanno le valigie per lasciare questo paese provinciale e traditore senza però chiedersi mai cos’abbiamo dato noi alla nostra Italia. Ho l’impressione che sia un circolo vizioso che difficilmente ci permetterà di uscire da questa situazione di stallo. Le colpe sono tante e tante sono le persone da biasimare però credo che non cambierà mai nulla se prima non cambieranno gli italiani. Se prima non cambieremo noi, singolarmente. Se non impareremo ad amare e rispettare la nostra terra (oltre che la Terra in generale) e se non smetteremo di puntare il dito sempre contro qualcun altro. L’Italia fa schifo, gli italiani fanno schifo ma voi, noi non ne facciamo forse parte?
Un sentito ringraziamento va a TUTTA la nostra classe politica degli ultimi decenni che si è fatta comprare in modo vergognoso ed ha svenduto il proprio paese ad una potenza straniera.
Questa riflessione è stata semplicemente dettata dal desiderio di fare un po’ di chiarezza e dall’esasperazione nel vedere il nostro paese costantemente deriso, infangato e sempre più annientato dall’ingordigia dei nostri politici e dall’indifferenza ed insofferenza dei nostri connazionali.
Italiani! È tempo di ristudiare la storia e di rimboccarsi le maniche per restituire al nostro paese un po’ di dignità e poter sperare in un futuro più roseo per le prossime generazioni. Dopo anni di indifferenza, qualunquismo, esterofilia, calcio e gossip glielo dovete. Glielo dobbiamo.
Qui di sotto riporto qualche link a supporto di quanto affermato. Vorrei inoltre ribadire che non ho accesso ad archivi segreti né a nessun tipo di “fonte confidenziale”. Tutte le mie affermazioni sono frutto di letture e ricerche personali - che tutti possono tranquillamente effettuare seduti davanti ad un pc - spinte dall’amore per la verità e per il mio paese.

Giulia Zucchi

http://www.youtube.com/watch?v=nfSM8_t6r8M - Blu Notte, I rapporti segreti tra America e Italia

Salvatore Santamaria ha detto...

Cara Giulia,
L'iì-taglia colonia era -dei giacubbin' napoleonici e savojonici- e colonia resta...
Chi vi arriva o vi passa... piglia... e se ne taglia un pezzo... Pr esempio: adesso paraislamico barakko o-bombama...
Cjao !

Nome

Email *

Messaggio *