Rimborsi elettorali, è tutto un bluff: non c’è alcuna abolizione!

hL’annuncio urbi et orbi: “Entro il 2017 via il finanziamento pubblico ai partiti (si chiamerebbero rimborsi elettorali, ndr)”. Ma nel testo del ddl che circola online, ci sono dei passaggi che lasciano presupporre il solito copione: fatta la legge,  trovato l’inganno.
I partiti che direbbero gradualmente addio ai rimborsi elettorali (poco meno di 160 milioni di euro)non se la passeranno affatto male. “I partiti politici che abbiano conseguito nell’ultima consultazione elettorale almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica potranno essere ammessi alla ripartizione annuale del 2 x 1000 dell’imposta sul reddito (IRE). Una decisione che assumerà il contribuente, sempre a decorrere dall’anno finanziario 2014, in fase di dichiarazione dei redditi mediante la compilazione di una scheda recante l’elenco dei soggetti aventi diritto”
(L’IRE è l’imposta sul reddito introdotta nel 2004 che avrebbe dovuto sostituire l’IRPEF. Mai entrata in vigore non essendo stati emanati i decreti attuativi, fu abrogata nel dicembre 2006).

Ma quello che non viene messo in risalto nel comunicato di Palazzo Chigi è un altro passaggio, contenuto nella bozza del ddl: ”In caso di scelte non espresse, la quota di risorse disponibili, nei limiti di cui al comma 4, è destinata ai partiti ovvero all’erario in proporzione alle scelte espresse”. Vi ricorda qualcosa? Se pensate alla Chiesa avete fatto centro. Il meccanismo è praticamente lo stesso: oggi l’otto per mille dell’Irpef “di chi non esercita un’esplicita opzione viene redistribuito tra i soggetti beneficiari, salvo loro rinuncia, in proporzione alle scelte espresse”. E questo alimenta le casse del Vaticano. Allo stesso modo il meccanismo introdotto dal ddl sul 2 per mille ingrasserà le casse dei partiti.
Il comma 4 (a cui il testo rimanda) recita: “Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa nel limite massimo di XXX milioni di euro a decorrere dal 2014″. Nella bozza il tetto (ovviamente) non viene ancora indicato e di certo sarà uno dei principali oggetti di contrattazione in sede di discussione parlamentareIl gettito Irpef 2011 è stato pari a 146,4 miliardi. Il 2 per mille fa poco meno di 300 milioni di euro. Si tratta ovviamente di un gettito potenziale, ma l’inghippo è evidente.
Il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello si è precipitato a chiarire: “Il tetto c’è: 61 milioni di euro” contro i 160 milioni di rimborsi elettorali previsti allo stato attuale. In ogni caso non si può parlare di abolizione, al massimo di ‘taglio’. Per il M5S è una legge truffa: “Il finanziamento esce da una parte e entra dall’altra. I soldi dei cittadini continueranno ad arrivare e i partiti a mangiare” si legge sul blog di Grillo.


Fonte: it.ibtimes.com
Tratto da signoraggio.it

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