sabato 8 giugno 2013

Perché piace la sigaretta elettronica?

(Splash News/Corbis)

Tra le sostanze che creano dipendenza la nicotina è tra le più consumate. E oggi questa abitudine sembra sostenuta anche dalle sigarette elettroniche. Come funzionano? E quanto sono diffuse?
Nel mondo ci sono più di un miliardo di persone che fumano sigarette.
Negli ultimi anni è stato introdotto nel mercato un prodotto che offre la nicotina presente nelle sigarette tradizionali, ma separata dal catrame, dal monossido di carbonio e dal fumo che si produce nella loro combustione: la sigaretta elettronica.
Le sigarette elettroniche o e-cig sono state progettate per sembrare delle sigarette tradizionali, solo che all’interno non hanno del tabacco, ma una batteria ricaricabile, un vaporizzatore e un filtro con una cartuccia che contiene nicotina liquida in quantità variabile (esistono in commercio anche cartucce senza nicotina). Quando si aspira si attiva la batteria e quindi il vaporizzatore, che riscalda la sostanza liquida trasformandola in vapore da inalare.
Le e-cig sono state inventate in Cina nel 2003 dall’azienda Ruyan, ma ormai sono fabbricate da centinaia di industrie in tutto il mondo. Molte aziende vendono queste sigarette e i loro accessori online, a un costo che varia a seconda del modello e della marca. In Italia si possono comprare nei rivenditori autorizzati e in farmacia.
I costi
Un kit standard con una sigaretta, una batteria e alcune cartucce costa dai 35 agli 85 euro circa. Le cartucce di ricambio costano intorno ai 15 euro e durano in media sei giorni (ma dipende da quanto si fuma). Si può anche comprare la soluzione di nicotina separatamente e riempirsi poi la cartuccia da soli.

Un mercato in espansione
Anche per il risparmio che assicura, il mercato delle e-cig sta crescendo. È ancora piccolo rispetto a quello del tabacco, ma negli Stati Uniti nel 2012 è già raddoppiato ed è probabile che la cosa si ripeta nel 2013.
La maggiore azienda del settore in Italia nel 2010 ha prodotto 250mila kit e più di 3 milioni di cartucce.
Il 31 maggio 2013, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, sono stati diffusi i dati sul consumo delle sigarette elettroniche nel nostro paese: il 91,2 per cento degli italiani conosce la sigaretta elettronica, e circa 500mila persone (cioè l’1 per cento del totale) la usano in media nove volte al giorno, alimentando un mercato che vale, si stima, 100 milioni di euro.
I dubbi sulla salute

Il ministero della salute italiano ha appena esteso il divieto di vendita di sigarette elettroniche ai minori di 18 anni (prima era limitato ai minori di 16 anni).
Alcuni paesi, come Australia, Canada, Messico, Brasile e Singapore, hanno vietato l’uso delle sigarette elettroniche (almeno quelle con nicotina). E lo stesso hanno fatto alcune compagnie aeree.
Alcuni stati dell’Unione europea classificano le sigarette elettroniche che contengono nicotina come prodotti farmaceutici, e quindi le e-cig non possono essere immesse sul mercato senza che prima sia stata verificata la loro sicurezza e qualità.
Ma in molti altri paesi, come per esempio gli Stati Uniti, le sigarette elettroniche, con e senza nicotina, sono vendute come prodotti di consumo per i quali non servono autorizzazioni o controlli di sicurezza specifici.
La Food and drug administration (Fda, l’agenzia statunitense per gli alimenti e i medicinali) vorrebbe considerarle dispositivi medici, per poterle regolamentare: inalare nicotina pura ha degli effetti collaterali che non sono ancora stati studiati accuratamente, e che quindi in pratica non si conoscono.
La Fda ha dei dubbi anche sui controlli di qualità: le sostanze chimiche usate potrebbero non essere indicate correttamente e la quantità di nicotina riportata nell’etichetta della cartuccia potrebbe non coincidere con la quantità effettiva che contiene.
Inoltre le fragranze che a volte sono aggiunte alla soluzione con la nicotina possono attirare anche i più piccoli, una sorta di equivalente dei cosiddetti alcolpop, bibite gassate dal gusto dolce e con una gradazione alcolica del 5-6 per cento.
Ma i produttori insistono sul fatto che le sigarette elettroniche sono solo un passatempo, e quindi non dovrebbero essere soggette ad autorità di vigilanza sulla salute. Due industrie statunitensi che le producono hanno citato la Fda in un tribunale dello stato di Washington per aver posto sotto sequestro i loro prodotti, e alla fine hanno vinto. Il giudice che ha emesso la sentenza ha dichiarato che non c’erano le basi perché la Fda trattasse le sigarette elettroniche come dei farmaci, dato che il loro scopo è lo stesso delle sigarette normali.

(Anna Franchin)

Fonte: http://www.internazionale.it/news/da-sapere/2013/06/08/perche-piace-la-sigaretta-elettronica/ 

Tratto da nuovaresistenza.org

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