domenica 2 giugno 2013

Graziella De Palo e Italo Toni, scomparsi nel nulla da oltre 30 anni tra menzogne e depistaggi

graziella di palo e italo toniLa scomparsa di Maria Grazia De Palo per tutti Graziella, 24 anni e di Italo Toni, 50 anni, giornalisti specializzati in Medioriente e in traffico d'armi, venne denunciata dai genitori della ragazza il 4 ottobre 1980, avrebbero dovuto far ritorno da una missione in Siria il 15 settembre precedente.
L'ultimo contatto era stato un telegramma di Graziella ai genitori il 23 agosto con scritto semplicemente "au revoir", poi il silenzio. All'inizio, amici e familiari non si erano eccessivamente preoccupati, per via delle difficoltà di comunicazione con il Libano, precipitato fin dal 1975 in una guerra civile che sarebbe durata 17 lunghi anni.
Accertamenti successivi permisero di stabilire gli spostamenti dei due reporter fino a 2 settembre. Da Damasco erano partiti in auto verso la capitale libanese, passando attraverso un varco controllato dai siriano- palestinesi, dato che non disponevano di un visto d'ingresso. Quindi avevano alloggiato all'hotel Triumph, nell'area ovest della città, presidiata dai palestinesi..

La loro intenzione era quella di raggiungere il meridione del paesedove realizzare alcuni reportage sulle basi del Fronte Democratico per la liberazione palestinese. Salirono su un'auto direttamente di fronte all'albergo e a quel punto scomparvero e scomparve anche una parte degli oggetti personali appartenuti, ad esempio i block notes.  
Bettino Craxi occultò la vicenda sotto la cortina di silenzio del segreto di Stato. Nel 2009, sotto la presidenza Copasir di Francesco Rutelli, sembrò che questi occultamenti venissero quantomeno scalfiti, invece nulla, pare allontanarsi sempre più la possibilità di far piena luce su una vicenda che ha visto in scena ufficiali dell'intelligence, organici alla P2, depistaggi operati da apparati istituzionali, supertestimoni che hanno palesemente dichiarato il falso e irriferibili trattative tra lo Stato e le organizzazioni palestinesi.
Un quadro nel quale la magistratura si è mossa con estrema difficoltà. Una sola condanna, per il caso Di Palo-Toni, un maresciallo dei carabinieri, Damiano Balestra, addetto alla decifratura dei messaggi intercorsi tra l'ambasciata italiana a Beirut  e la Farnesina. Il sottufficiale, invece di mantenere la riservatezza sulle comunicazione tra l'ambasciatore Stefano D'Andrea e il ministro degli Esteri Emilio Colombo, aggiornava sullo stato delle ricerche anche un suo superiore, Il colonnello Stefano Giovannone, capo centro del Sismi e uomo di fiducia di Aldo Moro. 
Giovannone, a sua volta, informava il suo direttore, Giuseppe Santovito, iscritto alla loggia P2 e altri soggetti mai identificati. Costoro depistarono le indagini, ad esempio aiutando i sequestratori dei due giornalisti, dirottando gli investigatori dalla zona di Beirut occupata dai palestinesi, verso il settore della città in mano ai cristiano-falangisti.
La magistratura non potè procedere per mancanza di prove contro George Habbash, il referente dei gruppi più oltranzisti e radicali dell'Olp, sospettati dal pubblico ministero Giancarlo Armati di essere gli esecutori materiali dell'omicidio dei reporter italiani.
Per non tacere che nella vicenda entrarono i depistatori abituali, fra tutti Elio Ciolini, il quale con un mix di verità e falsità, dal carcere svizzero nel quale era detenuto, scrisse che Di Palo e Toni erano stati tenuto prigionieri in un campo Olp del Libano, dove si erano recati per intervistare Nayef Hawatmeh, leader del Fronte democratico palestinese.
Entrando per errore in una tenda i due giornalisti avrebbero riconosciuto un ministro e un terrorista italiani che partecipavano ad un summit per traffico d'armi. Dichiarazione riscontrata e ritenuta inattendibile in quanto pilotata dal Sismi.
La magistratura libanese fornì una collaborazione risibile, limitandosi a interrogare il portiere dell'Hotel Triumph, dove Di Palo e Toni avevano alloggiato, le richieste di rogatorie caddero nel nulla.
Quando si giunse alle incriminazioni più spinose, quelle di Giovannone e Santovito, questi si trincerarono dietro al segreto di Stato e Bettino Craxi confermò.

Fonte: http://www.articolotre.com/2013/05/graziella-de-palo-e-italo-toni-scomparsi-nel-nulla-da-oltre-30-anni-tra-menzogne-e-depistaggi/174404

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