domenica 9 giugno 2013

Consumi, il baratro italiano: crollano addirittura le spese per le telecomunicazioni

 Di Alessandro Proietti


Confcommercio dirama i dati sui consumi italiani e, come siamo ormai tristemente abituati, il quadro che ne emerge è pessimo. Chi pensava che il 2012 fosse stato l'apice (negativo) per il calo dei consumi dovrà ricredersi, in questa prima parte del 2013 le cose sono andate anche 'peggio'.

Incertezza sulle aspettative, calo dell'occupazione, crollo dei redditi: il paniere dal quale cogliere gli stimoli al 'consumare meno' è ricchissimo per l'Italia. Questi fattori, a sentire Confcommercio che ha diffuso i dati, determinano "una dinamica della domanda, in questa prima parte del 2013, ancora più negativa rispetto a quanto rilevato nei primi mesi del 2012". Il primo quadrimestre 2013 'batte' quello dell'anno scorso -4,4% a -3.3%: un altro abbondante punto percentuale perso nel caos di questa crisi dell'economia del Bel Paese. Diciassettesima contrazione consecutiva su venti mesi: -0,1% rispetto a Marzo e -3,9% su base annua.


Più di tutti, però, allarma il dato relativo ai beni e servizi per le telecomunicazioni. Questa statistica, infatti, è solitamente un baluardo dei consumi che tende a performare bene anche in forte controtendenza con il quadro generale. Un dato positivo, quindi, sul quale è 'sempre' possibile fare affidamento. Ebbene, l'Italia si è privata anche di quest'ultima 'certezza': il dato relativo a beni e servizi per le tlc è letteralmente crollato su base mensile, registrando un netto -2,5%, e portando a casa anche una flessione dello 0,1% sul valore annuo. E, intanto, aspettiamo l'aumento dell'Iva.
I dati Confindustria, poi, chiudono con la produzione industriale. Se ad aprile si era assistito ad un +0,2%, ecco che si è tornati subito in territorio negativo con il dato congiunturale di maggio al -0,1%. Insomma nessuna caduta rilevante ma, è altrettanto certo, ancora nessuno spiraglio di concreta ripresa: d'altronde gli ordinativi di maggio al -0,4% la dicono lunga sulla congiuntura attuale.

 

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