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mercoledì 8 maggio 2013
Già il giorno dopo la storica nomina di Cecile Kyenge primo ministro di colore, Magi Allam aveva fatto sentire la sua voce, denunciando che dietro la scelta del ministro dell’Integrazione ci sarebbe stato addirittura del razzismo. Razzismo nei confronti degli italiani, ovviamente, visto che il nuovo governo sarebbe venuto meno al principio “prima gli italiani”.

Oggi, sulle pagine de Il Giornale, il giornalista torna alla carica chiedendo le dimissioni di Cecile Kyenge adducendo una motivazione molto particolare: il ministro avrebbe dichiarato il falso quando ha giurato sulla Costituzione, e lo avrebbe ammesso chiaramente.
Nell’assumere il suo incarico, domenica 28 aprile al Quirinale, aveva pronunciato la formula rituale: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione».
Fin qui niente di strano, ma nella sua prima conferenza stampa da ministro, il medico di origini congolesi ha specificato di non poter rinunciare alle sue radici. Queste le parole incriminate, riportate da Allam:
«Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due Paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita»
Quanto basta, all’ex Cristiano Allam, per gridare all’attentato alla Costituzione:
Per la prima volta nella storia della Repubblica viene designato un ministro che non si sente del tutto italiano e che non intende neppure diventarlo perché si concepisce come depositario di una doppia identità nazionale, italo-congolese, sostenendo candidamente di appartenere a due Paesi e a due culture.
Da qui la richiesta di dimissioni, sia perché Kyenge si sarebbe resa colpevole di spergiuro, sia perché avrebbe dichiarato apertamente di voler stravolgere la cultura e le tradizioni italiane (che l’egiziano Allam chiama “nostre”). Le parole del ministro bastano perché Allam dica che:
l’Italia non è più la patria degli italiani ma la terra di tutti coloro che vi approdano e piantano le loro tende;
e, allargando il concetto, che l’identità italiana non corrisponde più alle radici cristiane, alla cultura laica e liberale, ai diritti fondamentali della persona. E Allam termina con un suggerimento, sull’onda di quanto fatto in Francia da Sarkozy nel 2007, e cioè di creare un Ministero dell’Identità italiana. Magari da affidare a lui.

Fonte: http://www.polisblog.it/post/84963/magdi-allam-chiede-le-dimissioni-del-ministro-kyenge-ha-giurato-il-falso

LA PETIZIONE PER CHIEDERE LE DIMISSIONI:
Milano,  7 maggio 2013 – Magdi Cristiano Allam, europarlamentare Presidente del movimento politico
Io amo l’Italia ha promosso una petizione popolare via web per chiedere le
dimissioni del ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge per avere giurato il falso nell'assumere
il suo incarico, domenica 28 aprile al Quirinale.

Il ministro Kyenge ha dichiarato di non sentirsi interamente italiana, in contrasto con la Costituzione sulla quale
ha giurato, promettendo di operare nell’esclusivo interesse della Repubblica italiana. “Questa contraddizione – ha dichiarato Allam - incarna
lo stravolgimento della nostra cultura e della nostra tradizione circa il concetto di cittadinanza, di società, di Patria e di nazione.”

Questo è il link al sito su cui si può firmare a favore della petizione di Allam: http://is.gd/yyOJrW. 
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