martedì 7 maggio 2013

Draghi: “Se non cala la disoccupazione si rischia la violenza”. Ma non era ciò che diceva Becchi?


“Le politiche di bilancio devono essere mantenute su sentieri sostenibili, altrimenti non vi è crescita duratura possibile”.
Parola di Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, nel corso della cerimonia per il conferimento di una laurea honoris causa da parte dell’università Luiss di Roma. L’età del rigore, insomma, non è ancora al tramonto.
“Tuttavia – ha aggiunto Draghi – occorre mitigare gli effetti recessivi del consolidamento di bilancio, con una sua composizione che privilegi le riduzioni delle tasse e della spesa pubblica“. Anche perché, come riconosce l’ex presidente di Bankitalia, in alcuni Paesi europei la tensione sociale sia arrivata a un punto di non ritorno: “In particolare la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli che rischiano di innescare forme di protesta estreme e distruttive” (Il Fatto Quotidiano)

Ma non erano le parole di Paolo Becchi dette in forma politically correct?
…quelle per cui è stato pubblicamente lapidato nella piazza mediatica di tutto il paese?
Com’è che lo applaudono e non urlano allo scandalo?

Com’è che i media non danno a Draghi del fascista o istigatore alla violenza?



Il presidente della Bce: "Occorre mitigare gli effetti recessivi del consolidamento di bilancio, privilegiando la riduzione delle tasse e della spesa pubblica. La disoccupazione giovanile a questi livelli può causare proteste estreme e distruttive".

Fonte: http://www.italiaincrisi.it/2013/05/06/draghi-se-non-cala-la-disoccupazione-si-rischia-la-violenza-ma-non-era-cio-che-diceva-becchi/

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