giovedì 11 aprile 2013

Violazioni diritti, multe record all'Italia. "Nel 2012 pagati indennizzi per 120 milioni"


Da Repubblica.it

STRASBURGO - L'Italia nel 2012, a causa delle violazioni dei diritti dei propri cittadini riscontrate dalla Corte di Strasburgo, è stata condannata a versare indennizzi per 120 milioni di euro, la cifra più alta mai pagata da uno dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa. Lo si legge in un rapporto reso noto oggi a Strasburgo.

Le sentenze emesse dalla Corte di Strasburgo che l'Italia deve ancora eseguire sono ben 2569. Dietro di noi ci sono la Turchia con 1780 sentenze non eseguite e la Russia con 1087. A causa delle sentenze inapplicate l'Italia è inoltre nel gruppo di testa dei Paesi 'sorvegliati speciali' dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa.

A far conquistare all'Italia il non invidiabile record di indennizzi sono state in particolare tre sentenze della Corte di Strasburgo in cui i giudici hanno stabilito una violazione del diritto di proprietà. Le condanne riguardano la confisca dell'ecomostro di Punta Perotti (Bari), per cui i giudici hanno deciso un risarcimento pari a 49 milioni di euro. C'è poi l'espropriazione di un terreno alla società Immobiliare Podere Trieste, per cui l'Italia è stata condannata a pagare quasi 48 milioni di euro. Infine la condanna per la mancata assegnazione delle frequenze televisive a Centro Europa 7, a cui i togati di Strasburgo hanno accordato un indennizzo di 10 milioni di euro.

Da sole queste tre condanne sono costate al contribuente italiano quasi 108 milioni di euro, una somma che supera di molto quella pagata l'anno scorso da tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa messi insieme (72 milioni di euro). Senza queste tre condanne l'Italia avrebbe pagato in indennizzi un totale di 11 milioni di euro, arrivando al secondo posto dietro alla Turchia, condannata a pagare nel 2012 23 milioni di euro.


Fonte: http://www.repubblica.it/politica/2013/04/10/news/corte_giustizia_europea_violazioni_italia-56338332/

Vedi anche: L'Italia ha ricevuto ben 138 "procedure d'infrazione" dall'Europa - EDITORIALE

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