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domenica 14 aprile 2013
bandiera-argentina
di Diary of looting, movie documentary reporting on the crisis in Argentina organized
Suddiviso in dieci capitoli e prima parte di un lavoro dal più ampio respiro, comprensivo di due opere (il secondo "canto" è stato ultimato da poco e s’intitola Argentina Latente), Diario del Saccheggio affronta quella crisi sociale, politica ed economica che, dalla dittatura del generale Videla, ha colpito la terra argentina sino alla rivolta popolare del dicembre 2001; ma, allo stesso tempo, condanna senza troppi peli sulla lingua i responsabili di questo "crimine contro l’umanità in tempo di pace". Solanas infatti, che per aver divulgato nel ’91 le proprie idee sugli atti aberranti commessi dal governo subì anche un attentato, costruisce con coraggio, fermezza e passione un’enorme denuncia sociale e politica: il genocidio della società argentina e l’impoverimento della nazione causati dai presidenti Menem e De La Rua i quali, appena saliti al potere, hanno tradito il proprio elettorato e hanno condotto una politica scellerata, in stretta sinergia con i piani economici del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale e assolutamente devastante per il Paese. E in questo senso, uno dei capitoli che attrae di più l’attenzione e che colpisce di più a livello emotivo è senz’altro quello dedicato alla "mafiocrazia", una tentacolare organizzazione illegale e amorale che abbraccia non solo la classe politica, ma anche i sindacati, il potere giudiziario, le multinazionali argentine e le banche internazionali.




Da un punto di vista strettamente stilistico e tecnico, c’è da dire che questo documentario ha uno stampo pedagogico molto evidente: al di là della costruzione narrativa in sezioni tematiche, quasi a voler condurre per mano lo spettatore per evitare che si perda nel sovraccarico di informazioni a cui è sottoposto, Solanas spinge molto sulla descrizione oggettiva degli scenari politici e sociali, utilizzando spesso lunghe carrellate vagamente "asettiche" e ponendosi egli stesso la maggior parte delle volte addirittura come "entità fuori campo", cioè come semplice strumento volto alla documentazione di una realtà avvertita come astratta ma, purtroppo, tristemente concreta. Anche le musiche, firmate da Gerardo Gandini, hanno il compito di sottolineare l’assurdità della vicenda narrata, e risultano tanto irruenti e grevi quando si parla di personalità politiche o istituti finanziari quanto delicate e struggenti quando si accenna alle storie personali delle vittime di questa ignobile depredazione. Con Diario del Saccheggio il regista, dunque, non solo dichiara la grave nonché orribile situazione argentina, ma si pone anche l’obiettivo di raccontare i dettagli di una storia che la maggior parte di noi probabilmente ignora, nel tentativo di sensibilizzare il proprio pubblico e convincerlo che, però, "un altro mondo è possibile"


Fonte: http://miccolismauro.wordpress.com/2013/02/23/studiare-la-crisi-argentina-per-comprendere-quella-europea/

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