venerdì 5 aprile 2013

Stremate dal freddo e dalla mancanza di cibo. Per le rondini non c’è primavera

Le rondinisono fra gli animali più popolari e più amati. E in questi giorni sono due volte in difficoltà.
Dimezzate in Italia in appena 10 anni, stanno cominciando a tornare ai nidi, ai luoghi di riproduzione: ma, debilitate dopo aver volato per migliaia e migliaia di chilometri, si trovano a fare i conti con una primavera decisamente inclemente e con la scarsità di cibo proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di pasti robusti per rimettersi in forma.
La Protezione Animali di Savona ha lanciato l’allarme: i suoi volontari ne hanno trovate diverse morte e ne hanno raccolte altre stremate dal freddo e dalla fame.
Attenzione a non fare confusione. In città si vedono solo rondoni o tutt’al più balestrucci. Le rondini – le vere rondini – sono autentiche mosche bianche nei paesaggi urbani.
Fanno eccezione Pordenone e, in parte, Torino, dove una colonia si è insediata nel Borgo Medievale del Valentino: a volte si vede qualche esemplare in volo sul Po che scorre a poca distanza.
Fino a qualche anno fa tutte le case di campagna avevano una stalla, e in ogni stalla c’erano nidi di rondine. Adesso non è più così.
I pochi e grandi capannoni degli allevamenti zootecnici che hanno sostituito la miriade di tradizionali stalle sembrano non piacere molto alle rondini: è difficile che si facciano vederle lì dentro.
E poi, le rondini mangiano insetti: i pesticidi sparsi a piene mani sui campi non rendono certo facile la loro vita.

Infine c’è la faccenda dei canneti: le rondini vi trascorrono le notti durante le migrazioni da e per l’Africa. Questi animali dalle ali così lunghe prediligono posatoi filiformi (è un classico vederle sui cavi della luce), ma le attività umane hanno ridotto ai minimi termini canneti e paludi, e la difficoltà a trovare luoghi adatti al riposo rende le lunghe migrazioni sempre più difficili e pericolose
Adesso, segnala l’Enpa di Savona, ci si mette anche il freddo. Gli esemplari in difficoltà sono stati raccolti un po’ in tutta la riviera ligure. Sono stati ricoverati al caldo; vengono nutriti almeno otto volte al giorno e dissetati in attesa di essere rimessi in libertà.
Se mai a qualcuno capitasse di trovare una rondine o un altro animale selvatico ferito o in difficoltà, ecco le istruzioni della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) sulle misure di primissimo soccorso con gli indirizzi dei centri specializzati cui rivolgersi.

Fonte: http://blogeko.iljournal.it/2013/stremate-dal-freddo-e-dalla-mancanza-di-cibo-per-le-rondini-non-ce-primavera/71649

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