giovedì 4 aprile 2013

Olanda, sentenza shock: "i club pedofili hanno diritto di esistere". Ed i radicali italiani hanno una posizione simile...

Di Maria Chiara Prete - per nocensura.com

Proprio l’altro giorno, il 2 Aprile 2013, si è verificato qualcosa di assurdo quanto di inaspettato che è passato troppo presto in secondo, se non in terzo, piano. “I club pedofili hanno il diritto di esistere”, frase che riassume la sentenza shock della Corte d’Appello olandese. Ebbene si, avete letto bene, in Olanda si è dato il via libera alle fondazioni che promuovono la pedofilia nonostante, oltre a foto e testi presenti sul sito web, ci siano alcuni membri che sono stati condannati per reati sessuali. Questo (mis)fatto andrebbe contro i valori del più libertario d’Occidente (l’Olanda) ma, nonostante ciò, i giudici hanno sentenziato che la società olandese è abbastanza << resistente >> per affrontare << le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante >> della fondazione pro-pedofilia in questione (lo “Stitching Martij”). Sarà la società olandese a dover sottostare a una simile nefandezza e non il club pedofilo ad essere, una volta per tutte, abolito.
In Italia, paese considerato tra i paesi più “primitivi” e “conservatori” d’Europa, non è accaduto niente di tutto ciò. Ma il fiore, se pronto, non ci mette molto a sbocciare. E il paragone con il fiore per quanto causale è anche inappropriato. Un bel po’ di anni fa, parliamo del 1998, a Bologna ci fu un convegno nel quale i radicali sostenevano che la pedofilia come gusto sessuale è lecita, basta che non diventi un azione criminale. E ancora << Contestare le forme di una crociata antipedofila non significa riconoscere il “buon diritto” di qualcuno a intrattenere relazioni sessuali con bambini in tenerà età, ma si tratta di difendere il “buon diritto” di ciascuno a non essere giudicato e condannato solo sulla base della riprovazione morale suscitata da proprie preferenze sessuali >>.
Insomma, i radicali sostengono che l’essere pedofilo sia una consapevole e giusta presa di coscienza riguardo la propria preferenza sessuale. A me piacciono i bambini, li amo, perché non posso soddisfare il mio desiderio amorevole? Questo è il ragionamento. Tutto ciò è assurdo, tutto ciò è pericoloso. Ciò è assurdo perché la pedofilia viene messa sullo stesso piano di qualsiasi altra preferenza sessuale, qualsiasi essa sia. Ciò è pericoloso perché i radicali pensano veramente che la “cultura della pedofilia” sia scindibile dalle terribili azioni pedofile. Cosi era il discorso di Maurizio Turco volto a giustificare ancora una volta la pedofilia come un “orientamento sessuale” << Premesso che i fatti di oggetto delle cronache di questi anni non sono episodi di “pedofilia” ma di pura violenza e criminalità (come se ci fosse differenza tra le due cose, ndr), e come tali devono essere considerati e perseguiti, voglio aggiungere che è del tutto inaccettabile la criminalizzazione di un orientamento sessuale in quanto tale, di un modo di “essere”, di uno “stato”…si tratta di affermare il diritto di tutti e di ciascuno a non essere condannati sulla base della riprovazione morale che altri possono provare nei confronti delle loro preferenze sessuali. Criminalizzare i “pedofili” in quanto tali, al contrario, non serve a “tutelare i minori”, ma solo a creare un clima incivile, né umano, né cristiano>>.


Per i radicali, ormai è chiaro, esiste un “modo di essere”, uno “stato” di pedofilia indipendente dalla volontà del soggetto. Siamo di fronte allo sdoganamento della pedofilia come scelta di vita. Siamo di fronte alla comprensione e quasi alla sensibilizzazione nei confronti dei pedofili e di chi si dichiara tale.
Ormai, oggi, si tende ad assecondare qualsiasi cosa, qualsiasi capriccio, qualsiasi desiderio. “Perché vietarlo?” questa è la domanda che si pongono coloro che sono, è assurdo dirlo, pro-pedofili. La risposta è semplice: in gioco non c’è il proprio “egoismo”, la tua voglia di “assecondare tutto e istituire assurdi diritti”, la tua brama assurda di esaudire i desideri perversi di gente perversa. In gioco c’è anche la sicurezza, la protezione ma, soprattutto, la dignità di un bambino che, li per li, può non comprendere ma che quell’esperienza, quello schock se lo porterà avanti per tutta la vita. Perché commettere tali assurdità? Perché legittimare azioni e culture che, né in cielo e né in terra, potranno mai essere legittimate?
Attenti perché i pedofili esistono ma esiste anche questa forte cultura pro-pedofilia veicolata quasi liberamente. Ecco “il progresso”. Eccolo; e proviene da gente che al primo caso di pedofilia nella Chiesa urlava allo scandalo. Stiamo attenti e alziamo la voce.

Maria Chiara Prete

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