mercoledì 24 aprile 2013

La Strategia della Tensione in Italia e la CIA

Cosa succede quando uno stato alleato del Patto Atlantico ( NATO) sta violando i patti della Nato?

La Nato ci mette le mani e dato che dire Nato significa parlare degli Usa, nonché diCIA, la longa mauns della politica estera americana ecco cosa la Cia ha cercato di fare in Italia.
NON ESISTONO PROVE - questo sia chiaro - ma qui stiamo parlando di qualcosa di più di una Teoria della cospirazione, stiamo parlando di morti ammazzati, cittadini italiani, ma anche decine di cittadini europei che negli anni '70 ed '80, hanno subito attentati oscuri, che di solito le indagini non sono riuscite a chiarire bene chi era il colpevole e chi il mandante.
Per Strategia della Tensione si intende una lotta controrivoluzionaria che apparati dello Stato fanno  contro le forze che cercano di sovvertire i poteri dello Stato; ma ecco le novità:

Anche nel resto d'Europa ci fu una strategia della tensione, come i 18 attentati dinamitardi che dal 1986 al 1988 hanno insanguinato Germania, Belgio e la stessa Italia, tutti provenientei dalla stesso cerchio di persone: quelli che si chiamano Operazione Stay-Behind', oGladio che dir si voglia.
E' di pochi giorni fa la notizia che uno storico tedescoDuisburg Andreas Kramer, è stato chiamato a testimoniare in un tribunale circa le confidenze che suo padre ( deceduto nel 2012 e componente di Stay Behind)  gli avrebbe circa le operazioni dinamitarde per potare avanti la strategia della tensione in germania ed Italia.
Poi per fortuna arrivò il muro di Berlino e tutto finì.....

Ecco quello che sappiamo di sicuro riguardo l'Italia:

Il generale Gian Adelio Maletti, ex capo del Reparto D del SID del controspionaggio italiano, dichiarò nel marzo del 2001 che la CIA avrebbe potuto promuovere il terrorismo in Italia.
Lo stesso Maletti in diverse interviste e nell'audizione davanti alla Commissione Stragi citò più volte l'interessamento degli USA nei confronti di alcune personalità e di alcuni reparti militari, tra cui alcuni di quelli che poi furono coinvolti in alcuni dei diversi tentativi di golpe avvenuti in Italia (Golpe Borghese e Golpe Bianco).
Lo stesso Maletti venne ascoltato il 21 marzo 2001 dal tribunale di Milano, relativamente ai processi su Piazza Fontana (evento per cui era stato condannato nel 1981 per depistaggio).
Sulla forma della sua deposizione vi fu uno scontro tra difesa e accusa. La difesa sosteneva che dovesse deporre come teste, quindi sotto giuramento e quindi obbligato a dire la verità. L'accusa sostenne invece che dovesse deporre come imputato e quindi senza giuramento e senza il conseguente obbligo di dire la verità. La corte sentenziò a favore delle tesi dell'accusa. Maletti depose come imputato, per cui senza obbligo formale di attenersi al vero nella sua deposizione.
Maletti dichiarò che esisteva una "regìa internazionale" delle stragi relative alla strategia della tensione.
Su domanda della difesa dichiarò tuttavia di non avere prove. Dichiarò nello stesso interrogatorio che la CIA finanziasse sia il SID (con cui c'era tuttavia una collaborazione unilaterale per quello che riguarda il lavoro di intelligence del servizio: "Il rapporto tra il Sid e la Cia è stato di inferiorità. Chiedevamo notizie, ma non ce ne davano.") che Gladio (la base di capo Marrargiu, secondo Maletti effettivamente impiegata da Gladio, sarebbe stata realizzata grazie a fondi statunitensi, fatto quest'ultimo confermato anche dall'ex presidente Francesco Cossiga nella sua audizione davanti alla Commissione Stragi.
  • In un'intervista rilasciata dopo la deposizione, Maletti confermerà la sua convinzione che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per evitare uno spostamento a sinistra dell'Italia e che simili azioni avrebbero potuto essere state attuate anche in altri paesi. 
  • La Cia alcuni mesi dopo respingerà esplicitamente le accuse.


Sopra un video che mostra alcuni dei momenti più significativi della strategia della tensione e che ricorda come questa è praticamente nata a tavolino: Convegno dell'Istituto Pollio sulla guerra rivoluzionaria (1965):
  • Si svolge a Roma, presso l'Hotel Parco dei Principi, un convegno al quale, nella pubblicistica, verrà in seguito attribuito un ruolo centrale nella formulazione e nella sistematizzazione della strategia della tensione.
  • Il convegno è organizzato dall'Istituto Alberto Pollio per gli Affari Strategici, un organismo privato costituito nel 1964 in ambienti vicini allo Stato Maggiore della Difesa per iniziativa di due giornalisti di estrema destra, Enrico De Boccarde Gianfranco Finaldi, subito affiancati da un terzo, Edgardo Beltrametti (stretto collaboratore del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Giuseppe Aloja).
  • Il convegno ha come tema «La Guerra Rivoluzionaria».
  • L'incontro parte dalla constatazione dell'espansione comunista nel mondo occidentale e in Italia in particolare e si propone di attuare uno studio analitico della tecnica e della metodologia adoperata dal comunismo per la conquista dello stato.
  • Per rispondere a questo subdolo attacco, i metodi istituzionali e democratici di lotta politica vengono considerati inadeguati. Ci si può opporre all'avanzata comunista soltanto agendo sullo stesso terreno del nemico, ovvero mettendo in atto una vera e propria guerra controrivoluzionaria, alla cui organizzazione il convegno è volto.
  • Peculiari e centrali nell'incontro all'Istituto Pollio, al di là del contenuto specifico dei diversi interventi, sono l'ossessivo anticomunismo che pervade tutte le relazioni presentate e funge da collante tra i convenuti; la sostanziale affermazione dell'inadeguatezza delle strutture della democrazia per fronteggiare l'avanzata del comunismo; la prospettiva di controguerriglia e la necessità di agire spregiudicatamente, anche a costo di ricorrere apertamente alla violenza politica.
  • Il convegno all'Istituto Pollio, anche se non è la sede in cui viene progettata e pianificata la strategia della tensione (anche perché non è certo una riunione pubblica il luogo più adatto a compiti del genere), rappresenta uno dei pochi incontri ufficiali di confronto tra esponenti qualificati di quegli ambienti la cui ostilità all'evoluzione politica in corso si spingeva fino ad invocare un intervento militare. Inoltre l'incontro mette inoltre in luce la vicinanza del pensiero strategico di destra radicale e alte gerarchie militari.

Fonte: http://massyb.myblog.it/archive/2013/04/24/strategia-tensione-cia.html#more

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