mercoledì 24 aprile 2013

Gli eroinomani in Italia, sempre più giovani e acculturati

Un focus sugli eroinomani presenti in Italia utile a rivelare alcuni aspetti importanti ed a superare luoghi comuni sulla materia; l’eroina, derivato della morfina che iniziò a comparire in Italia a partire dagli anni ’70, è una droga tra le più utilizzate nel mondo ed è nota per la sua azione rapida oltre che per la pericolosità che la contraddistingue, come avevamo in passato certificato in una intervista ad uno dei massimi esperti in materia, Massimo Barra.
La sua è una forza letale di notevole impatto dato l’alto rischio di morte per overdose legato al suo utilizzo; a ciò va aggiunto che l’eroina può causare trasmissione del virus Hiv (oltre ad altre malattie) tramite la condivisione delle siringhe indispensabili per iniettarsi il liquido nelle vene.
L’eroina è la droga per eccellenza secondo molti, una realtà scomoda da affrontare ed accostata spesso a stereotipi difficili da superare. GfK Eurisko, un importante istituto operante in Italia nelle ricerche sul consumatore, ha tracciato in una ricerca l’ identikit degli eroinomani che frequentano i Sert in Italia.
I Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) lo ricordiamo, sono i servizi pubblici del Sistema Sanitario Nazionale dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all'abuso di sostanze stupefacenti (droghe o alcol) che generano dipendenza dalle stesse. Sono attivi in ogni distretto sanitario ed attualmente, in Italia, sono all’incirca 500.

Secondo lo studio GfK Eurisko effettuato su un campione di 387 pazienti, sono circa 100mila gli eroinomani che frequentano i Sert in Italia; sono sempre più giovani sotto i 29 anni (il 34%), acculturati (il 44% ha una laurea), o inseriti nel mondo lavorativo (il 50% circa), quindi non ai margini della società.
Un ritratto differente da quello che si è soliti immaginare quando si parla di eroinomani e che, di conseguenza, va a mutare anche la tipologia di approccio alla cura; non soltanto centri per le tossicodipendenze, ma una cura diffusa, che avvenga anche al di fuori con l’affido del farmaco.



Fonte: http://www.laveracronaca.com/index.php/archivio/1222-gli-eroinomani-in-italia-sempre-piu-giovani-e-acculturati

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