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martedì 9 aprile 2013
Tempo di tagli per la politica attiva ma di vacche grasse per i politici non più attivi. Si parla di quei parlamentari che hanno chiuso la loro carriera, chi presto chi tardi, perché non più eletti alle ultime politiche e che ricevono (o riceveranno) vitalizi e buonuscita da capogiro. Ci sono volti noti della vecchia politica che non siederanno più sul loro scranno e che per questo verranno pagati: da una parte i vitalizi, la “pensione”, dall’altra la quota di fine mandato come accade per la liquidazione. Ecco i conti in tasca agli “esodati della politica”, coloro che dopo decenni non sono più onorevoli o senatori: da Fini a D’Alema una lista di pensionati di lusso con cui dobbiamo fare i conti, nel senso letterale del termine. Se è vero che l’età per usufruire del vitalizio è stata aumentata a 60 e 65 anni, in compenso si riceve subito la buonuscita, pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità per ogni anno di mandato effettivo. Ecco perché Massimo D’Alema che non si è candidato alle ultime politiche incassa 6mila euro di vitalizio e 217mila euro di fine mandato, quasi alla pari con l’ex Presidente della Camera Gianfranco Fini, messo in ghiacciaia con un assegno di 250mila euro.
Tra chi non è entrato in Parlamento c’è anche Antonio Di Pietro che già ebbe una parte della sua “liquidazione” quando non venne eletto nel 2001: per questa mancata elezione ha ricevuto 58mila euro per fine mandato e può far conto sul vitalizio di 4.300 euro. Nel centrodestra da una parte c’è Italo Bocchino per FLI, troppo giovane per il vitalizio ma con una buonuscita di 143mila euro, mentre sponda PdL Beppe Pisanu dopo la prima buonuscita incassata nel 1992, a vent’anni dalla sua prima elezione, ha preso una buonuscita di 157mila euro, poco di meno rispetto all’ex ministro Claudio Scajola, quello della casa “a sua insaputa”, che chiude con il Parlamento e incassa 158mila euro. Lato centrosinistra troviamo Furio Colombo che riceve 58mila euro di buonuscita, mentre l’ex candidato premier ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni ne prende 44mila, dopo averne già ricevuta una parte all’epoca della sua candidatura a primo cittadino della Capitale. L’altro ex sindaco di Roma non più eletto, Francesco Rutelli, ha preso 100mila euro di buonuscita. Tutt’altra cifra per Livia Turco, non candidata e assunta dal PD, che incassa 215mila euro di buonuscita: l’ex ministro ha detto di aver rinunciato allo stipendio del partito ma di certo non le mancheranno i soldi. Dopo le elezioni politiche anche l’ex vicepresidente del Senato, Emma Bonino, non è stata eletta e per questo riceverà un assegno di fine mandato di 60.000 euro, oltre ad una pensione mensile di 6.500 euro netti. Fernando Adornato, dell’UdC, otterrà un assegno di 112.000 euro e una pensione di 4.500 euro netti al mese (dal prossimo anno, visto che non ha raggiunto ancora l’età necessaria).


Fonte: odiolacasta.blogspot.it

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