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lunedì 8 aprile 2013

Costretto alla schiavitù e torturato in un carcere cinese per produrre beni di consumo per l'Occidente

Daniel CancianUn uomo d'affari neozelandese che ha passato 4 anni e mezzo in una prigione cinese, ha affermato che mentre era incarcerato, era costretto alla schiavitù e torturato per produrre beni di consumo per l'Occidente.

Daniel Cancian afferma di essere stato uno dei 5400 prigionieri messi quotidianamente nelle fabbriche di un campo di lavoro; coloro che si rifiutavano di lavorare venivano spediti nel “blocco delle torture”, dove venivano picchiati, spruzzati con gas capsico (spray al pepe) e sottoposti alla taser (arma elettrica che fa contrarre i muscoli).
Afferma che la prigione fa parte di un network di campi di lavoro ad alto profitto ed alcune aziende occidentali sanno dell'uso di “schiavi” per produrre i loro prodotti; tuttavia alcuni prodotti vengono prima inviati a “front company” (aziende di facciata), reimballati e poi spediti alle aziende occidentali.
“Un giorno hanno spruzzato cosi tanto acido capsico sulla faccia di uno che la pelle del suo volto è venuta via”, ha detto Cancian.
Cancian ha anche detto che i guardiani gli permettevano di dormire solo per 20 minuti alla volta. Si ricorda l'ordine orribile:
“Se non lavori ti picchiano. Se non lavori usano il taser su di te”.
“Sei sono nella modalità sopravvivenza, non sai cosa fai”.
“Orribile, assolutamente orribile”.

Dice che la maggior parte di questi prodotti inondano i mercati occidentali e le persone devono aprire gli occhi sul fatto che molti dei nostri prodotti di consumo continuano ad essere costruiti in condizioni di pura schiavitù. Ci sono prove evidenti per sostenere queste sue affermazioni.

 
È ben noto che alcuni prodotti della Apple vengono fatti in condizioni di schiavitù.
Il sito di Cancian: hisistherealchina.com
Fonte originale: tvnz.co.nz / Traduzione a cura di: Crisitna Bassi per cafedehumanite.blogspot.it

Tratto da ecplanet.com

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