giovedì 21 marzo 2013

Crisi, tre casi di suicidio negli ultimi due giorni

La pagina Facebook Senza PELI Sulla Lingua segnala tre casi di suicidio avvenuti negli ultimi due giorni. Non è detto che non se ne siano verificati altri, rimasti relegati alla cronaca locale...


Senza lavoro, con mutuo e figli. Si stende sui binari. Travolto.
19 marzo 2013
DRAMMA DELLA DISPERAZIONE. Un uomo di Villa Santa Lucia, in provincia di Frosinone, ha studiato nel dettaglio il suo suicidio. Alle prime ore del mattino ha raggiunto la stazione di Piedimonte, ha parcheggiato l'auto e poi ha atteso l'arrivo del treno sdraiandosi in un punto in cui i convogli transitano a 120 chilometri all'ora. Lascia due figli anche loro senza occupazione.
Il lavoro perso da alcuni mesi, un mutuo da pagare e due figli disoccupati da mantenere. Sembra essere questa difficile situazione economica che ha spinto questa mattina poco dopo le 9 G.P., un uomo di 58 anni di Villa Santa Lucia, a coricarsi sui binari della linea ferroviaria Cassino Roma ed attendere l'arrivo del treno e, quindi, la morte. Il macchinista del locomotore ha riferito di aver visto una sagoma distesa in terra e, nonostante la brusca frenata in un punto in cui il convoglio raggiunge i 120 chilometri orari, non é stato possibile evitarla.
L'uomo ha raggiunto la ferrovia, all'altezza di Pedimonte, alla guida della sua auto e, dopo averla parcheggiata, ha superato la recinzione e ha atteso la morte. I brandelli del suo corpo sono stati disseminati in un tratto di oltre 200 metri. L’incidente ha causato forti rallentamenti alla circolazione ferroviaria e disagi ai pendolari. Per questo i treni soppressi o bloccati in stazione in attesa che la scientifica effettuasse i rilievi del caso sono stati sostituiti da corse con autobus.

Da: affaritaliani.libero.it
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Napoli, suicidio Francesco Assante.
20 marzo 2013
Un disoccupato s'è tolto la vita questa mattina in un appartamento del quartiere Vomero. L'uomo, Francesco Assante, 50 anni, era stato licenziato un anno fa dal centro di fisiokinesiterapia nel quale lavorava.
E' stato trovato privo di vita ieri sera poco dopo le 21.30 in una stanza che occupava in via Ruoppolo, nel quartiere Vomero. 
Il cadavere - ha reso noto la polizia - mostrava segni di decomposizione. La morte, dunque, risalirebbe ad alcuni giorni fa. A fare la scoperta sono stati un fratello dell'uomo, che non lo sentiva da alcuni giorni, ed un conoscente che lo ospitava da qualche mese nella stanza di sua proprietà. Il pm Sergio Ferrigno della Procura di Napoli ha disposto l' autopsia sul cadavere di Assante, che è stato trasferito al Policlinico della Seconda Università degli Studi. Assante - secondo il dirigente della Cisl Salvatore Altieri - sarebbe stato licenziato per motivi disciplinari dal centro di Fisiokinesiterapia dove lavorava. La Cisl - alla quale Assante era iscritto - lo aveva assistito nella presentazione del ricorso ed aveva contestato gli addebiti disciplinari che gli erano stati mossi.

Da: http://www.today.it/cronaca/suicidio-francesco-assante-napoli.html
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Suicidio a Jesolo, teme di perdere il proprio posto di lavoro e si impicca.
20 marzo 2013
A.F. 39enne, stamattina si è ucciso nel garage della villetta del padre in via Arno. Avevano iniziato a scarseggiare i clienti della loro ditta.

Le commesse arrivavano a singhiozzo e la paura di perdere il lavoro lo attanagliava da un paio di mesi. Una situazione difficile da sopportare. Giorno e notte con il pensiero fisso della mancanza di clienti. Stamattina A.F., 39enne di Jesolo, ha deciso di farla finita. Si è impiccato nel garage della villetta del padre. E' stato proprio lui a trovarlo verso le 8 senza vita. Una scena terribile. Padre e figlio lavoravano gomito a gomito nella stessa ditta di dipintura. Imbianchini. Il padre era il titolare, il figlio era dipendente.
La crisi economica si è abbattuta su di loro come su centinaia di altri piccoli artigiani. Per A.F., però, con ogni probabilità era diventata una ossessione. Stamattina ha preso una tenda del garage, se l'è passata attorno al collo e l'ha legata a una conduttura dell'acqua. Poi si è lasciato andare. Il medico del Suem, chiamato immediatamente dal padre, non ha potuto far altro che constatare il decesso. Il 39enne come ogni giorno ha salutato la moglie nella propria abitazione di via Ippolito Nievo prima che lei raggiungesse il supermercato dove lavora e ha raggiunto la casa del padre, in via Arno. A Jesolo Lido.
Non avrebbe lasciato messaggi o bigliettini per spiegare il motivo del proprio gesto. Da un paio di mesi, però, A.F. assumeva un ansiolitico per sentirsi meglio, ma i suoi cari non si aspettavano un epilogo così tragico della vicenda. La sua famiglia, infatti, non versava in particolari difficoltà economiche. La vittima lascia due figli piccoli.

Da: http://www.veneziatoday.it/cronaca/suicidio-jesolo-via-arno-uomo-impiccato-20-marzo-2013.html
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Vedi anche: Le Iene - Lucci "i suicidi degli imprenditori"


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