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domenica 10 marzo 2013

SIMEC, per comprendere meglio vi invitiamo a leggere dell'esperimento effettuato nella cittadina di Guardiagrele

SIMEC significa SIMbolo EConometrico  di VALORE INDOTTO, come ad esempio, il metro serve per misurare la lunghezza così il SIMEC serve per misurare il Valore dei beni Economici , che sono tali perche rari . 
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Della MONETA del POPOLO si è fatto uno scientifico esperimento in una cittadina abruzzese, Guardiagrele (12), ad opera dell'infaticabile professor Giacinto Auriti, il quale, verso la fine del luglio 2000, nella sua qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato Anti-USura) ha messo in circolazione i SIMEC (SIMboli EConometrici di VALORE INDOTTO), di esclusiva PROPRIETÀ del PORTATORE (come è esplicitamente stampato sui biglietti) (13). Scopo di questo esperimento è stato dimostrare la validità della scoperta ad opera di Auriti del VALORE INDOTTO della MONETA che egli stesso  ha propugnato per trentotto anni, è quello di verificare "in corpore vili" che i cittadini possono per convenzione creare il valore della moneta locale senza alcun intervento ne dello Stato ne del sistema bancario; l'obiettivo ultimo è quello di sostituire alla sovranità illegittima della Banca Centrale Europea, la proprietà della moneta, quale prerogativa dello Stato, a favore dei singoli cittadini (14); ma, a nostro avviso, ha rappresentato già un successo enorme, ha messo un punto fermo in materia monetaria, l'accertamento sul piano pratico e fattuale del principio che il valore è dato alla moneta solo da chi l'accetta sulla base di una convenzione, non importa se solo implicita.

E almeno sotto questo profilo,  la dimostrazione provata da Auriti ha avuto un ampio successo, se è vero che, come riporta la stampa locale (15), "l'operazione economica ha rivitalizzato il commercio, prima sopito, del paese". "È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato", ha affermato Auriti, cui di certo non è ignoto il messaggio cristiano, contenuto nella enciclica Quadragesima anno (16). In realtà non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia, soprattutto perché proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti ha sollecitato l'attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri,(17) a dimostrazione dell'interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria (18), che soddisfa il bisogno di usare la MONETA COME STRUMENTO DI DIRITTO SOCIALE. In ogni caso non può non destare sorpresa, oltre che, naturalmente, soddisfazione, il fatto che l'esperimento monetario di Guardiagrele sia riuscito ad imporsi all'attenzione nazionale ed internazionale nonostante che sia stato limitato ad una collettività tutto sommato molto ristretta. Questa, peraltro, ha fornito la prova come il popolo abbia la forza di creare per proprio conto valori convenzionali di moneta locale, pur senza invadere le competenze della Banca Centrale e nel rispetto della circolazione della banconota legale.

Per quanto riguarda le modalità con le quali si dovrà articolare esperimenti come quello di Guardiagrele, lo stesso Auriti ha posto in evidenza come il progetto debba essere realizzato in due fasi: la prima, che si può denominare “dell'avviamento", è servito perché il SIMEC a far conseguire "quel VALORE INDOTTO che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di PROPRIETÀ DEL PORTATORE", e che lo distinguerà dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente.

La seconda fase dovrebbe consentire ai Comuni di "beneficiare” del servizio econometrico , mediante un Assessorato per il REDDITO DI CITTADINANZA, che prima della stampa dei SIMboli EConometrici e della loro assegnazione tramite un CODICE DEI REDDITI SOCIALI, avrebbe il compito di promuovere in modo adeguato, anche culturalmente, in modo da attuare l'iniziativa, e distribuire i SIMEC tra i cittadini" (19).

L'unica critica, apparentemente seria, che in teoria può muoversi contro l'esperimento di Guardiagrele riguarda il problema della "riserva": potrebbe infatti sostenersi che in tanto il SIMEC viene accettato dai cittadini per essere speso nei negozi convenzionati (cioè aderenti alla iniziativa), in quanto esso è garantito dalla Lira, vale a dire dalle somme di moneta corrente che il cittadino deposita per avere in cambio la moneta locale; con la conseguenza che verrebbe a crearsi una ben singolare situazione, che vede, da una parte, la banconota della Banca d'Italia, la quale, pur avendo l'apparenza di una cambiale, e cioè di un titolo di credito, non è tuttavia pagabile per difetto di riserva; e dall'altra parte, il SIMEC, il quale, pur avendo l'apparenza di un biglietto di proprietà del portatore, è tuttavia convertibile nelle lire che ne costituiscono la riserva.

La critica è suggestiva ma infondata. Se si ponesse infatti la dovuta attenzione alla storia della moneta, così come si è dipanata nel corso dei secoli, si avvertirebbe subito che, in definitiva, il SIMEC, così come è stato concepito dal suo ideatore, ha iniziato a percorrere quella storia dalla sua fase iniziale, quando tutte le banconote erano convertibili in oro, dapprima in misura integrale e poi in misura percentuale; e che, ad un certo momento, quelle banconote continuarono ad essere accettate e quindi a circolare nonostante la soppressione della convertibilità. Tutto ciò, proprio per effetto di quel "VALORE INDOTTO" intuito e scoperto da Auriti, che ha consentito alla moneta legale, sebbene a corso forzoso, di mantenere il proprio potere d'acquisto. (19bis)

Riguardo poi alla rilevata contrapposizione tra la banconota della BCE ed il SIMEC, non può minimamente dubitarsi che nel raffronto è la prima che fa una ben misera figura, perché proprio a causa della sua apparenza di   la Banca Centrale (come è stato già dimostrato) esercita la tirannia dell'usura, che da ingresso anche a quella politico-sociale (20).

D'altra parte il SIMEC può fare a meno della riserva, se invece che emesso da una associazione privata, fosse posta in circolazione, come REDDITO DI CITTADINANZA, da un ente pubblico, come potrebbe essere il Comune o, ancora meglio, lo Stato, in modo che alla sicurezza offerta da una riserva si sostituisse quella offerta dal potere dell'autorità (21).

NOTE 


12
 - Guardiagrele è una antichissima cittadina in provincia di Chieti, situata su un colle (m. 577) della sezione nord-orientale della Maiella, della quale si hanno notizie sicure solo dall'anno 101 d. C. Patria del famoso Nicola (da Guardiagrele), orafo e scultore, di cui alcune opere possono ammirarsi anche a San Giovanni in Laterano a Roma, è altresì molto nota per essere stata scelta da Gabriele d'Annunzio come uno degli scenari del suo II Trionfo della morte.

13
 - Questo esperimento ricorda quanto attuato in molte località degli Stati Uniti d'America e del Canada, tra le quali Ithaca, nello Stato di New York: in queste località la "local money" circola parallelamente alla moneta legale.

14
 - "Abbiamo acceso la scintilla della rivoluzione guardiese", ha esclamato alla folla plaudente Giacinto Auriti (cfr. /; Centro dell'11 agosto 2000, cronaca di Chieti).

15
 - Cfr. Il Messaggero del 12 agosto 2000.

16 - Cfr. il capitolo VI. Del libro – La banca la moneta e l’usura -

17 - Si ha notizia che se ne sono interessati, con interviste concesse da Auriti il Daily Express, L’Holland the Volkstra, il Tager An Zeiger, lo Stuttgarter Zeitung, il New York Times ,Il The Wall Street Journal, le televisioni: russa, sudafricana, giapponese e quella franco-belga Arte; e che, del SIMEC, si è informata anche l'Università della California.

18 - Degna di nota è la dichiarazione resa da Auriti alla stampa (cfr. Il Messassero edizione regionale, 17 agosto 2000) sulla funzione che la "moneta del popolo e destinata a svolgere: "Come nel 1793 nella Vandea il popolo si sollevò contro il sistema fiscale divenuto un pagamento illimitato e non dovuto dopo l’emissione nel 1790 dei primi assegnati o moneta nominale, così voglio proporre ora la controrivoluzione monetaria. Far dichiarare la moneta proprietà del popolo; lo Stato tramite la Banca Centrale tratterrà all'origine quanto è necessario per i costi e funzioni dei suoi servizi, eliminando la persecuzione e l'evasione fiscale"

19 - Dalla conferenza tenuta da Giacinto Auriti il 10 settembre 2000 alla Sala Caprina del Comune di Erba (Como) nel corso del Convegno organizzato dalla Lega Nord Padania dedicato alle "Linee culturali di particolare rilievo sociale".

19 bis - E’ anticipatamente prevista una critica che potrebbe rivolgersi alla teoria del prof. Auriti; critica di cui si dimostra l'inconsistenza. Il fatto da tener sempre presente è che Auriti ha inteso dimostrare la fondatezza della propria teoria sul "valore indotto" della banconota, secondo cui la moneta cartacea, nonostante che il suo valore intrinseco sia del tutto nullo ( a differenza della moneta aurea o argentea, che nasce fin dall'origine con un proprio valore intrinseco) e nonostante che non sia più convertibile in oro in tutto o in parte, tuttavia viene ciecamente accettata dai popoli come mezzo di pagamento: la banconota riceve il proprio valore come mezzo di pagamento solo perché i popoli l'accettano, benché sia priva di valore intrinseco. La vita del SIMEC ha avuto una vita estremamente breve, a differenza della banconota di carta, la cui vita è iniziata da secoli e che ha avuto modo di passare attraverso vari stadi: convertibilità totale in oro, convertibilità parziale ed infine inconvertibilità (con i trattati di Bretton Woods ). Il SIMEC, invece, ha potuto attraversare, nel tempo ridottissimo di circa un anno, soltanto la fase della convertibilità in Lire. Sarebbe dovuto durare di più per poter attraversare gli stadi successivi.

20 - II SIMEC ha resistito vittoriosamente anche ad inchieste di carattere penale, promosse da magistrati frettolosi e certamente poco competenti nella materia monetaria. Il Tribunale di Chieti, infatti, con ordinanza del 30 agosto 2000, su ricorso di Auriti, ha ordinato la revoca del sequestro dei SIMEC, che era stato disposto dal Gip con decreto del precedente 9 agosto, ritenendo tra l'altro che: "nella vicenda in esame emerge evidente l'assenza del presupposto primario ed indefettibile rappresentato dalla necessaria commissione di un fatto di reato"; che "è, invero, proprio il portatore del documento che gli conferisce valore"; che Auriti "non acquisisce fondi provenienti dal risparmio, ma - per così dire- favorisce il consumo"; e che "tutti e tre i dedotti momenti - libertà negoziale, d'iniziativa privata e di associarsi - rivestono rilievo costituzionale e non possono subire compressioni ingiustificate". Inoltre, quasi a dimostrazione di come l'esperimento di Auriti sia l'opposto di quanto viene invece operato dal sistema bancario, il Tribunale ha rilevato che "manca qualsiasi attività di utilizzazione delle somme ottenute dalla compravendita dei SIMEC da parte dell'emittente-venditore, posto che le stesse restano 'in toto' destinate alla conversione in favore dei commercianti aderenti all'iniziativa" e, infine, che "è assente qualsiasi forma di lucro".

21 - In tal modo potrebbe realizzarsi, con la stessa certezza di successo, la formula monetaria ideata dal Parlamento dell'isola di Guernesey (cfr. capitolo X, par.5, nota 14 che riportiamo in seguito). E’ istruttivo ad avviso di chi scrive, portare a conoscenza del lettore la storia della  “ moneta dell’isola di Guernesey “, una delle tante isole Normanne del Canale della Manica, ricordata da Gertrude Coogan: sul finire della guerre napoleoniche,  l’isola si trovava in condizioni economiche disastrose a causa della penuria di moneta che impediva finanche la costruzione di importanti e necessarie opere pubbliche: la moneta usata dal popolo era la banconota della Banca d’Inghilterra, ma di essa vi era estrema scarsità. Questa stagnazione economica non consentiva nemmeno lo sfruttamento delle abbondanti risorse naturali, come la pietra da costruzione e dell’agricoltura. Un giorno alcuni rappresentanti del popolo chiesero al Governatore di voler indicare una soluzione a questo stato di cose ed in particolare lamentarono di non poter costruire un mercato per mancanza di denaro. Il Governatore domandò loro se avessero marmo, materiale per produrre calce e mattoni, legname, ed uomini disposti a lavorare, ed alla loro risposta affermativa, unita nuovamente alla constatazione che mancava la cosa più essenziale, cioè il denaro, egli suggerì che fossero ”gli Stati di Guernesey” ( cioè il loro Parlamento) ad emettere la moneta. Fu così che, predisposta una stima dei costi dell’opera, gli “stati” fecero stampare la moneta necessaria, con cui furono pagati i lavoratori ed i fornitori dei materiali. La nuova sede del mercato fu inaugurata il 12 ottobre 1822, e la moneta, man mano messa in circolazione, consentì, oltre alla costruzione dell’opera pubblica, anche la ripresa delle attività economiche, poiché il popolo fu in condizione di compiere anche operazioni commerciali utilizzando la moneta come strumento di scambio. Ricordiamo al lettore la frase di Ezra Pound riportata all'inizio del X capitolo del libro – La banca la moneta e l’usura -  “Dire che uno Stato non può perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri”


Testo realizzato con il supporto del Dr. Bruno Tarquini (*), autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita – Le pagine interessate del libro sono pag.97 e il capitolo che inizia da pag 112,  Per richiedere il libro contattare Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare  N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024
(*) Bruno Tarquini:
nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza  nel 1948 presso l’Università  di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’ Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado: infine nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello.
Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia ed alla “controstoria”.

Fonte: simec.org - tratto da: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-cosa-e-il-simec-116057254.html


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