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venerdì 1 febbraio 2013
Aggiornamento ore 22:12

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione e replica dell'Avv. Angelo Pisani

Gli estratti della sentenza  già nota solo all’Agenzia delle Entrate e resi pubblici oggi tramite i mass media  non cambiano la realtà dei fatti  e  non modificano la nullità assoluta della procedura di riscossione in danno di Maradona. Si continua a fare demagogia su una questione che dovrebbe esser solo semplicemente spiegata agli italiani .
L’unica e più importante verità che i poteri forti tentano di nascondere e confondere è che Il ricorso dell’agenzia delle entrate avverso la sentenza della commissione tributaria regionale del 1994  totalmente favorevole alla società calcio Napoli,  a Careca, a  Alemao ed anche a  Maradona,  di fatto viene integralmente  rigettato con conferma inequivocabile della nullità già dichiarata dai primi giudici  dell’accertamento fiscale  originario di tutta la querelle  e presupposto di ogni pretesa invisibile cartella esattoriale  e procedura esecutiva in danno del campione del mondo  da parte di Equitalia.
Per logica e per serietà  non può esserci un responsabile o un debitore se alla fonte non esiste   una violazione  e soprattutto quando  l’accertamento viene dichiarato nullo  per carenza di prova proprio  dai giudici, come confermato col  sentenza del 29 gennaio 2013 che non modifica quella del 1994 impugnata.
Tutte le altre considerazioni e deduzioni sono irrilevanti  anche  se  s i precisa che uno dei quattro coobbligati ha, comunque , saldato tramite  condono tombale il presunto credito del fisco” e per legge tale debito non può esse ripagato integralmente da altro condebitore, lo ha dichiarato l’avv . Angelo Pisani contestando tutte le fuorvianti dici razione fatte in giornata per confondere la realtà dei fatti e ribadire che Maradona non è mai stato evasore fiscale .
Prescindendo, in questa sede, da ogni altra valutazione circa l’esistenza di valide notifiche degli atti effettuati a Maradona, l’infondatezza nel merito della pretesa e la civiltà di un sistema di calcolo degli interessi che porta un debito tributario da 6.000.000 ca. a 40.000.000 ca., questi sono i fatti accaduti e le norme di riferimento.
Ciascun cittadino può farsi, dunque, la sua opinione, fermo restando il rispetto per l’autorità giudiziaria alla quale spetterà l’ultima parola sulla legittimità dell’assurda pretesa solo nei confronti  di Maradona,  pur nella consapevolezza che, a quanto risulta, Diego Armando Maradona    costituisce l’unico contribuente colpito dal fisco italiano con pignoramenti personali e che,   da cittadini, appare ben triste vivere in un paese in cui, a prescindere da cavilli processuali e  meri formalismi, l’amministrazione continui ad agire in modo così pervicace (Maradona non ha potuto mettere piede in Italia in questi anni) pur di fronte ad una pretesa riconosciuta come infondata dai giudici penali e tributari che hanno potuto valutarne il merito e, comunque, si ribadisce dichiarata nulla al’origine e risultante estinta per condono.

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Diego Maradona e Angelo Pisani
L’avvocato Angelo Pisani e il professor Angelo Scala, legali di Diego Maradona nel contenzioso col Fisco, informano che la Commissione tributaria  centrale, ultimo grado di giudizio della giustizia fiscale,  “ha  accertato l’estinzione per intervenuto condono dei giudizi che vedevano coinvolti la Societa Sportiva Calcio Napoli per le vicende di Careca, Alemao e Maradona, in virtù delle norme speciali sul condono, confermando inoltre  la nullità dell’originario accertamento  fiscale nei confronti di tali contribuenti”.
“Ed è per questo motivo – precisano gli avvocati di Diego – che non soltanto si conferma definitivamente  la sentenza di appello n.126 del 29 giugno 1994 , sulla nullità del accertamento fiscale  carente di prova delle violazioni e da quel giorno favorevole ai calciatori e alla Società sportiva calcio Napoli, ma si certifica che comunque dal 2001 l’obbligazione nei confronti anche di Maradona era già estinta anche per condono e che dunque Equitalia ed Agenzia per le Entrate in tutti questi anni piuttosto che esigere crediti certi hanno solo perseguitato il miglior calciatore del secolo, facendolo scappare dall’Italia, costringendolo a non metterci più piede, per un credito inesistente, per il quale avevano già ottenuto il pagamento per effetto del predetto condono da parte della Società  sportiva calcio Napoli”.


“A questo punto – sostiene l’avvocato Pisani – Maradona è finalmente libero dall’incubo del fisco e dalle false strumentalizzazioni a suo carico e mi ha dato mandato di agire in giudizio nei confronti dell’Agente della Riscossione e dell’Agenzia delle Entrate per chiedere il risarcimento dei danni personali, all’immagine, patrimoniali e da perdita di chance subiti in questi anni di persecuzione con cartelle pazze, quanto meno per una somma equivalente alla stessa pretesa ingiustamente addebitatagli e cioè 40 milioni di euro”.

Questo è quanto sostengono  gli  avvocati di Maradona che annunciano una conferenza stampa insieme al campione del secolo per illustrare la verità sulla scandalosa vicenda..  


Fonte: http://www.chinaples.com/il-legale-di-maradona-angelo-pisani-abbiamo-vinto-una-battaglia-di-civilta-col-fisco-italiano-ora-diego-puo-tornare-in-italia-da-uomo-libero/

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