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sabato 2 febbraio 2013
Monti visto dall'elettorato cattolico. Molto interessante la parte finale dell'articolo, evidenziato...

Monti, la Massoneria e i principi non negoziabili
di Danilo Quinto
Rispetto alle prese di posizioni senza precedenti del Presidente della Conferenza Episcopale, Cardinale Bagnasco e del quotidiano dei vescovi “Avvenire” a favore di Monti, è esemplare la chiarezza delle dichiarazioni di Monsignor Luigi Negri, neo arcivescovo di Ferrara. «Non credo che il Papa si voglia esprimere nel senso di appoggiare un determinato partito o candidato. Quelli che sono a mediare tra lui e il resto della Chiesa e della società dovrebbero vivere con molta più prudenza questa responsabilità», afferma Negri, che aggiunge: «Ci sarebbe voluta più discrezione da parte delle autorità ecclesiastiche, vaticane e non, nel fare interventi che possono essere letti come sostegno aperto per qualcuno».
C’è ancora chi, all’interno della Chiesa si esprime con coraggio e libertà, nettezza di posizioni e ancoraggio alle questioni di fondo. A proposito di queste ultime, l’Arcivescovo di Ferrara sottolinea un tema centrale. Dice: «Non c’e’ meramente un problema di persone o di analisi strettamente politiche, ma di chiarezza su alcuni criteri per giudicare correnti, posizioni, programmi. Questi sono i valori non negoziabili. Un uomo politico può ricevere un appoggio significativo soltanto nel momento in cui si impegna a fare di essi il punto di vista di tutta la sua azione di governo». Queste parole, ci consentono di porre una questione di merito sulle posizioni di Monti. Prendiamo, a caso, uno dei “montiani” più scatenati, il Ministro della Cooperazione Andrea Riccardi. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, afferma: «avverto molte simpatie, sento crescere l’attenzione dei cattolici attorno alla figura e all’agenda di Monti» e alla domanda sulle alleanze, ribatte: «prima ci contiamo». È questo il punto. Su che cosa si conteranno? Quali sono i principi in base ai quali Riccardi, il cardinale Bagnasco e “Avvenire”, chiederanno il voto per Monti?
È acclarato – lo sostengono anche i suoi sostenitori – che l’ “agenda Monti” non contiene alcun richiamo ai principi non negoziabili, la cui difesa è essenziale per tutti quei cattolici che vogliono stare dalla parte di Benedetto XVI, che ha fatto dei principi del diritto naturale il cardine del Suo Magistero. L’omissione è una scelta, ma andiamo oltre. Il punto di riferimento politico prioritario di Monti è l’Europa. Ebbene, che cosa pensa il «candidato premier della CEI» del ruolo che negli ultimi anni ha assunto il Parlamento europeo in materia di omofobia, di matrimonio omosessuale, di adozione dei figli per le coppie dello stesso, di ideologia del gender o di aborto? Rispetto a questi temi, le idee di Monti devono essere ritenute ininfluenti rispetto alla scelta che viene suggerita ai cattolici?
Un’altra questione è da porre. Innumerevoli sono gli articoli di giornale o quelli comparsi sulla rete nell’ultimo anno, che indicano Monti come membro del Gruppo Bildeberg, della Trilaterale e della Massoneria. Rispetto a questa supposta appartenenza, non vi è stata alcuna smentita e questo è già un fatto. Ai cattolici che secondo la CEI, “Avvenire” dovrebbero votare “la” o “le” liste Monti, questo fatto però non basta. Occorrerebbe anche qui conoscere che cosa pensa il “candidato Premier” di questi gruppi occulti che si riuniscono in segreto, del ruolo che essi hanno – Bildeberg e Trilaterale – nel determinare le politiche economiche e finanziarie mondiali e per quanto riguarda la Massoneria, in particolare, occorrerebbe indicare esplicitamente la non appartenenza ad un’associazione dichiarata inconciliabile con la dottrina cattolica, in base ad una dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983. Questo, sempre per chiarezza e per amore della verità. 
(Danilo Quinto)

Fonte: http://www.corrispondenzaromana.it/monti-la-massoneria-e-i-principi-non-negoziabili/

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