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sabato 9 febbraio 2013


Fonte: Histologion (blog)

Da qualche mese Atene vive coperta da una  fitta cappa di smog prodotto dal fumo dei camini e delle stufe a legna.  Non è un fenomeno  solo ateniese, ma di tutta la Grecia ( specie al Nord), le città sono avvolte da un odore acre dei  fumi della  legna e della cenere, mischiati a tutti i tipi di sostanze tossiche bruciate.

Questa è una delle piaghe sociali arrivate in Grecia in questi ultimi anni, è il risultato diretto dell’austerità selvaggia imposta dalla troika e dal governo greco che non è mai stato capace di proteggere i suoi cittadini. 

La troika ha chiesto,  e il governo greco ha eseguito, aumentando le tasse sul gasolio da riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli edifici greci, portandolo allo stesso prezzo del  gas-auto. Già il prezzo di un litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto d’Europa, nel rispetto degli ordini ricevuti dalla troika.

In Grecia il prezzo del gas è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto per l’aumento delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del reddito medio reale del  40-50%, ha determinato una diminuzione delle entrate fiscali  sul gas per un miliardo e mezzo di euro.

Visto che adesso il combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che la maggior parte della gente non può permettersi (infatti se un condominio non compra il combustibile per riscaldare il palazzo,  ognuno deve arrangiarsi per stare al caldo). Il crollo del consumo è sceso fino all’80%.  Quindi quasi tutti hanno docuto trovare alternative al riscaldamento centrale e  molti hanno preso  stufette  elettriche, griglie a benzina o altre soluzioni che comunque costano meno del gasolio anche se si bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie stufe a legna, a volte perfino con tragiche consequenze.

Ora si sta cominciando a capire che poi non erano così pittoreschi i villaggi di una volta quando usavano i sistemi tradizionali per riscaldare le case.  Ci stiamo rendendo conto che a confronto il gasolio è maledettamente più ecologico se paragonato ai fumi di quello che si brucia in un camino o in una stufa. Forse fa male,  ma la gente brucia mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe vecchie , pur di riscaldarsi, quando ha veramente  freddo e tutto questo rende ancora più dannoso il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori città.  SKAI TV di Atene ha detto che:

"Un gruppo di scienziati di sette centri di ricerca entro il 10 febbraio dovranno analizzare lo smog in diverse città per valutare l'impatto ambientale di un maggior uso di camini e stufe a legna.  Gli scienziati, insieme al Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione, hanno verificato che bruciare legna in casa provoca un inquinamento dell'aria 30 volte maggiore rispetto all'utilizzo di combustibili bruciati in caldaie con manutenzione controllata.  Hanno scoperto  anche che le concentrazioni di particolato di fumo da legna nell’atmosfera è aumentato del 200% da dicembre 2010 a dicembre 2012, e di notte ancora di più. Il Centro di Controllo è preoccupato perché l’aumento dell'inquinamento dell'aria può provocare problemi respiratori e allergie che aggravandosi arrecano danni al sistema neurologico e riproduttivo.”

Il prezzo della legna da ardere,  naturalmente, è raddoppiato rispetto all’anno scorso e l'incentivo ad abbattere gli alberi di foreste e parchi è grande, tanto che sia i parchi che le riserve naturali hanno già subito gravi perdite.  Per effetto delle rigide temperature invernali, questa tendenza si sta assestando un duro colpo all'ambiente e le colline diventano sempre più spoglie mentre nuvole di smog si sprigionano dagli incendi che avvelenano l'aria di Atene e delle altre città con tutti i rischi che possono provocare sulla salute pubblica.
Il Ministero dell'Ambiente ha dichiarato che il numero di casi di disboscamento illegale è aumentato a dismisura nel 2012, come documentano le oltre 3.000 denunce e il sequestro di  13 mila tonnellate di alberi tagliati illegalmente. Un disboscamento così esteso in Grecia avvenne solo durante la brutale occupazione nazista del 1940, a questo punto hanno portato i cinque anni di recessione e le drastiche misure di austerità messe in atto.

I distributori di carburante protestano per  un calo delle vendite del 75-80% nell'ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011,  e come logica conseguenza c'è stato anche un crollo delle entrate fiscali per  400 milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per riscaldamento.

Il Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore di economia, banchiere ed ex capo della IOBE, l’Associazione Economica degli industriali greci , è stato comunque irremovibile, pur avendo un quadro della situazione economica dello stato molto chiaro, continua a negare l’agghiacciante evidenza che appare chiara a qualsiasi cittadino del paese:  rifiuta ancora qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere, ma consiglia di "essere pazienti per un altro anno" e di aspettare che il freddo passi.  Geniale davvero!  

Ma poi ha anche detto che il crollo delle entrate sui carburanti per riscaldamento è dovuto all’”accumulo fatto lo scorso anno", senza dare importanza al calo delle vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo credo economico non gli consente di prendere atto di alcuni effetti collaterali, ad esempio sulla salute, sui rischi di incendio e sul taglio illegale dei boschi. La troika sembra comunque soddisfatta dei risultati che ha ottenuto  – quindi , come si permettono le vittime delle sue scelte politiche di non essere d’accordo e protestare? (Ci sarebbe da dire che le richieste della troika volevano portare le tasse su carburante da riscaldamento e trasporti allo stesso livello, per evitare frodi, ma non indicavano esattamente a quale livello - e Stournaras, forse per non chiedere ai professori di Bruxelles, ha scelto il più alto).  Per le persone che adesso consumano più energia elettrica per il riscaldamento, c’è anche la possibilità di godersi anche un pizzico dell'effetto della "liberalizzazione del settore dell'energia", tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le bollette hanno subito un aumento del 9%  (di più per i piccoli consumi, di meno per i consumi maggiori! ), in attesa dell’aumento del 20%, che dovrebbe essere approvato entro quest'anno .

Intanto le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno tagliando  gas e luce a 30.000  utenti  che non possono pagare le bollette! In pratica in Grecia  da 300 a 500 mila famiglie vivono  già letteralmente al buio.

FONTE: HISTOLOGION (BLOG)
Da qualche mese Atene vive coperta da una  fitta cappa di smog prodotto dal fumo dei camini e delle stufe a legna.  Non è un fenomeno  solo ateniese, ma di tutta la Grecia ( specie al Nord), le città sono avvolte da un odore acre dei  fumi della  legna e della cenere, mischiati a tutti i tipi di sostanze tossiche bruciate.

Questa è una delle piaghe sociali arrivate in Grecia in questi ultimi anni, è il risultato diretto dell’austerità selvaggia imposta dalla troika e dal governo greco che non è mai stato capace di proteggere i suoi cittadini. 

La troika ha chiesto,  e il governo greco ha eseguito, aumentando le tasse sul gasolio da riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli edifici greci, portandolo allo stesso prezzo del  gas-auto. Già il prezzo di un litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto d’Europa, nel rispetto degli ordini ricevuti dalla troika.

In Grecia il prezzo del gas è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto per l’aumento delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del reddito medio reale del  40-50%, ha determinato una diminuzione delle entrate fiscali  sul gas per un miliardo e mezzo di euro.

Visto che adesso il combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che la maggior parte della gente non può permettersi (infatti se un condominio non compra il combustibile per riscaldare il palazzo,  ognuno deve arrangiarsi per stare al caldo). Il crollo del consumo è sceso fino all’80%.  Quindi quasi tutti hanno docuto trovare alternative al riscaldamento centrale e  molti hanno preso  stufette  elettriche, griglie a benzina o altre soluzioni che comunque costano meno del gasolio anche se si bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie stufe a legna, a volte perfino con tragiche consequenze.


Ora si sta cominciando a capire che poi non erano così pittoreschi i villaggi di una volta quando usavano i sistemi tradizionali per riscaldare le case.  Ci stiamo rendendo conto che a confronto il gasolio è maledettamente più ecologico se paragonato ai fumi di quello che si brucia in un camino o in una stufa. Forse fa male,  ma la gente brucia mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe vecchie , pur di riscaldarsi, quando ha veramente  freddo e tutto questo rende ancora più dannoso il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori città.  SKAI TV di Atene ha detto che:

"Un gruppo di scienziati di sette centri di ricerca entro il 10 febbraio dovranno analizzare lo smog in diverse città per valutare l'impatto ambientale di un maggior uso di camini e stufe a legna.  Gli scienziati, insieme al Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione, hanno verificato che bruciare legna in casa provoca un inquinamento dell'aria 30 volte maggiore rispetto all'utilizzo di combustibili bruciati in caldaie con manutenzione controllata.  Hanno scoperto  anche che le concentrazioni di particolato di fumo da legna nell’atmosfera è aumentato del 200% da dicembre 2010 a dicembre 2012, e di notte ancora di più. Il Centro di Controllo è preoccupato perché l’aumento dell'inquinamento dell'aria può provocare problemi respiratori e allergie che aggravandosi arrecano danni al sistema neurologico e riproduttivo.”

Il prezzo della legna da ardere,  naturalmente, è raddoppiato rispetto all’anno scorso e l'incentivo ad abbattere gli alberi di foreste e parchi è grande, tanto che sia i parchi che le riserve naturali hanno già subito gravi perdite.  Per effetto delle rigide temperature invernali, questa tendenza si sta assestando un duro colpo all'ambiente e le colline diventano sempre più spoglie mentre nuvole di smog si sprigionano dagli incendi che avvelenano l'aria di Atene e delle altre città con tutti i rischi che possono provocare sulla salute pubblica.
Il Ministero dell'Ambiente ha dichiarato che il numero di casi di disboscamento illegale è aumentato a dismisura nel 2012, come documentano le oltre 3.000 denunce e il sequestro di  13 mila tonnellate di alberi tagliati illegalmente. Un disboscamento così esteso in Grecia avvenne solo durante la brutale occupazione nazista del 1940, a questo punto hanno portato i cinque anni di recessione e le drastiche misure di austerità messe in atto.

I distributori di carburante protestano per  un calo delle vendite del 75-80% nell'ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011,  e come logica conseguenza c'è stato anche un crollo delle entrate fiscali per  400 milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per riscaldamento.

Il Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore di economia, banchiere ed ex capo della IOBE, l’Associazione Economica degli industriali greci , è stato comunque irremovibile, pur avendo un quadro della situazione economica dello stato molto chiaro, continua a negare l’agghiacciante evidenza che appare chiara a qualsiasi cittadino del paese:  rifiuta ancora qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere, ma consiglia di "essere pazienti per un altro anno" e di aspettare che il freddo passi.  Geniale davvero!  

Ma poi ha anche detto che il crollo delle entrate sui carburanti per riscaldamento è dovuto all’”accumulo fatto lo scorso anno", senza dare importanza al calo delle vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo credo economico non gli consente di prendere atto di alcuni effetti collaterali, ad esempio sulla salute, sui rischi di incendio e sul taglio illegale dei boschi. La troika sembra comunque soddisfatta dei risultati che ha ottenuto  – quindi , come si permettono le vittime delle sue scelte politiche di non essere d’accordo e protestare? (Ci sarebbe da dire che le richieste della troika volevano portare le tasse su carburante da riscaldamento e trasporti allo stesso livello, per evitare frodi, ma non indicavano esattamente a quale livello - e Stournaras, forse per non chiedere ai professori di Bruxelles, ha scelto il più alto).  Per le persone che adesso consumano più energia elettrica per il riscaldamento, c’è anche la possibilità di godersi anche un pizzico dell'effetto della "liberalizzazione del settore dell'energia", tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le bollette hanno subito un aumento del 9%  (di più per i piccoli consumi, di meno per i consumi maggiori! ), in attesa dell’aumento del 20%, che dovrebbe essere approvato entro quest'anno .

Intanto le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno tagliando  gas e luce a 30.000  utenti  che non possono pagare le bollette! In pratica in Grecia  da 300 a 500 mila famiglie vivono  già letteralmente al buio.

Veramente meritato il premio Nobel per la pace ...

Questa debacle sul riscaldamento è un esempio perfetto della follia di una austerità presentata come  cena di beneficienza. Non serve a niente, non raggiunge gli obiettivi dichiarati, e ha effetti collaterali tremendamente disastrosi.

E’ un’altra perla che si aggiunge alla lunga lista di crimini contro l'umanità perpetrati dalla troika nel Sud Europa e serve a dimostrare,  una volta ancora, l'imbecillità dei governi e dei suoi esperti ...


Fonte: http://histologion.blogspot.grb - Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Boque Primario


Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/02/lo-smog-della-troika-i-greci-allo.html?spref=fb

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