domenica 24 febbraio 2013

Le elezioni non muteranno la drammatica realtà in cui si trova l'Italia

Bandiera italiana
Facciamo finta che il 25 Febbraio 2013 si possa ragionevolmente formare una maggioranza alla Camera e al Senato. Partono le consultazioni del Quirinale e viene incaricato un presidente del consiglio in pectore.
Dopo una decina di giorni arriva la fiducia delle camere, dopo 2 settimane dal voto si riunisce il primo consiglio dei ministri (scenario molto ottimistico).
Facciamo anche finta che il nuovo governo impieghi altre 2 settimane per fare una ricognizione sui conti e decidere le prime misure di politica economica. Siamo alla fine di marzo, fine del primo trimestre 2013: quali saranno le condizioni economiche di partenza?
Possiamo ragionare sui dati macro di Dicembre e Gennaio i quali sono un disastro assoluto ad eccezione della bilancia commerciale. Bilancia commerciale che però andrebbe letta anche attraverso il crollo dell’import causato dal collasso di consumi interni.
Ecco ho tentato di fare una difficilissima previsione su quelli che saranno gli aggregati macro principali: Debito/PIL ; Deficit/PIL; Disoccupazione;
Forse la cosa più facile da stimare è il PIL generato Italiano al 1 primo trimestre 2013 (cioè marzo 2012-marzo 2013). Guardando la relazione fra indicatori economici (specie consumo di energia, gas e petrolio) stimo prudenzialmente che il PIL italiano calerà da Dicembre 2012 a Marzo 2013:
  • dello 0,7% a livello reale
  • dello 0,2% a livello nominale (inflazione al 2%)
Quindi da circa 1564mld (Pil Italiano Nominale 2012), togliendo uno 0,2% arriviamo a1561 mld di euro, il PIL italiano da marzo 2012 a marzo 2013.

Bene ora tocca al debito pubblico, e qui le cose si complicano. Ci sono molti modi per taroccare il debito pubblico come ad esempio NON includere 140 miliardi di euro di debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese italiane oppure quello di emettere meno debito utilizzando i soldi in cassa.
Come molti sanno esiste uno strumento abbastanza preciso che stima in tempo reale il debito pubblico italiano, si tratta del contatore dell’Istituto Bruno Leoni il quale oggi segna 2032 mld di euro, di qui a fine Marzo stimo prudenzialmente un incremento di ulteriori 8 mld di euro a 2040mld (tenete presente che il totale del debito pubblico italiano ha andamenti molto diversi nei mesi, i primi mesi dell’anno fanno registrare gli aumenti più forti).
Dunque eccovi servito il rapporto Debito/PIL di fine marzo 2013: 2040/1561= 130,6%!!!!
Si avete letto bene, l’Italia sfonderà la soglia del 130% nel rapporto debito PIL e da li partirà il nuovo governo. Faccio anche notare che storicamente quasi nessuna nazione è mai riuscita (nella storia dell’umanità) a evitare il default quando il suo debito è arrivato sopra il 130% del PIL. (che mi risulti forse ci riuscirà il Belgio e sarà una primizia)
E il Deficit?
Qui entriamo in un campo minato. Ci sono alcune evidenze di collasso nelle entrate fiscali, in particolare l’Unione Petrolifera ha calcolato per il solo gennaio 2013 una calo delle entrate fiscali relative ai carburanti di 150 milioni di euro (1,8 mld all’anno se va bene). Francamente non ho elementi per stimare con un minimo di accuratezza quale sarà il rapporto deficit PIL (annualizzato) a marzo 2013, a naso posso dirvi che sarà da qualche parte fra il 3,5% e il 4,5%.
La Disoccupazione
Qui è più facile, la disoccupazione italiana ha un andamento piuttosto regolare (verso l’alato), a Dicembre 2012 il tasso di disoccupazione rilevato dall’Istat si è fermato a 12,1%. Nell’ultimo anno questo dato si è incrementato con regolarità di circa lo 0,5% ogni singolo trimestre. Dunque il nuovo governo si ritroverà a dover gestire un 12,6% di disoccupati “ufficiali” più un circa 1,5% di cassaintegrati che probabilmente non torneranno al lavoro. In totale 13,9%. Stendo un velo pietoso sulla disoccupazionegiovanile la quale è destinata ad avvicinarsi alla soglia del 40%. (a Dicembre era il 36,6%)
Ecco dunque queste sono le condizioni di contesto a cui va aggiunta una cosina chiamata Fiscal Compact la quale prevede circa altri 50 miliardi di “correzione” dei conti pubblici tra il 2012 e il 2013.
Nessun partito ne parla ne immagina come affrontare questo scoglio.
P.s.: Per chi volesse partecipare all’ultima rilevazione elettorale di Scenari Politici questo è il Link, i risultati saranno pronti Domenica ma ovviamente non potranno essere diffusi prima della chiusura delle urne…….(e poi ci sono le corse ciclistiche notturne da seguire).

Fonte: rischiocalcolato.it - tratto da ecplanet.com


Anonimo ha detto...

Un calo del PIL reale dello 0,7% e un'inflazione al 2% darebbero un aumento dell' 1,3% (circa) del PIL nominale. Come li hai fatti i conti??

"nessun paese con ratio debito/PIL > 130% é riuscito a evitare il default" Ma ceeeeeeertooooo! e il Giappone, l'hai mai sentito dire?

Nome

Email *

Messaggio *