venerdì 15 febbraio 2013

IL VIAGGIO DI UN POMODORO SPAGNOLO DALLA SERRA AL SUPERMERCATO


SIETE AVVISATI
dopo questo racconto cambierete molte idee in merito alle produzioni agricole. Emile Loreaux fotografa parigina ha avuto l’incredibile idea di seguire il percorso che fa un pomodoro nato in una serra spagnola e venduto poi in un supermercato, il lavoro lo ha intitolato je suis une tomate. Parliamo dei pomodori consumati in inverno li avete certamente visti anche voi e sono prodotti fuori stagione. Considerate che il 40% delle famiglie francesi consuma pomodoro fresco in inverno.Dunque Emilie Loreaux non senza difficoltà e minacce è entrata nelle serre di pomodori dell’Almeria constatando di persona la povertà e le condizioni drammatiche di lavoro a cui sono sottoposti gli operai spesso immgrati dal nord Africa e verificando l’incredibile viaggio dei pomodori che giungono sui mercati francesi, tedeschi, inglesi, finlandesi, russi e ungheresi. E spiega:Noi possiamo davvero decidere al momento dell’acquisto cosa prendere e cosa no. Noi scegliamo cosa consumare.Questo potere però molti consumatori o lo hanno dimenticato o non sanno di averlo distratti come sono dal prezzo che è l’univa vera discriminante che indirizza l’acquisto: fateci caso, al supermercato decide il prezzo (e dunque le strategie di marketing) cosa acquistiamo e cosa invece lasciamo sugli scaffali. Siamo tutti dirottati verso lo sconto, l’offerta, il 3X2 e la carta fedeltà.Torniamo al pomodoro fatto crescere fuori stagione, in ambienti ricoperti di plastica, queste sono le serre. Racconta Emile Loreaux:

CHIAMO QUESTA REGIONE IL MARE DI PLASTICA TALMENTE LE SERRE NE SONO RICOPERTE
E’ proprio un criterio non usare il suolo. Le piante di pomodoro crescono in contenitori privi di terreno ma con materia inerte e sono alimentati goccia a goccia con una soluzione nutriente. Si coltivano varietà ibride che hanno una produzione intensiva su più mesi e le piante sembrano delle liane di 6 metri sostenute da fili. Sono pomodori invernali e il picco della produzione è in marzo. L’impatto sull’ambiente è devastante, le falde freatiche sono sature di pesticidi e questi pomodori percorrono 2000 Km per arrivare in Francia.Ma spiega ancora la fotografa parigina che la curiosità in merito alla storia dei pomodori che aveva acquistato al supermecato le si era innescata a leggere l’etichetta su cui era indicata appunto la provenienza: Spagna. Non si spiegava come mai dei pomodori dovessero arrivare da così lontano e dunque procedendo a ritroso nel viaggio ossia dal pomodoro al luogo di produzione è giunta in Almeria la regione all’estremo sud della Spagna ed è stata cacciata e minacciata in tutte le città che ha visitato a causa delle sue domande. Ma ha avuto modo di scoprire lo stesso che nel settore sono impegnati circa 20mila operai che vivono nei 35mila ettari destinati alle serre. Oggi sono marocchini, senza casa, cittadini dei paesi dell’Est con contratti di lavoro precari da 20Euro a giornata e 2 Euro all’ora.
*Avete ancora voglia di comprare pomodori fuori stagione?
Fonte : dionidream.com - Tratto da: ilfattaccio.org


Anonimo ha detto...

forse non e giusto che questa povera gente prenda solo 2 euro all'ora, o 20 al giorno, pero' alla domanda che fa', se noi non comprassimo piu' questi benedetti pomodori, cosa farebbero i proprietari di queste serre, se fossi io il proprietario farei la cosa piu' logica, chiuderei!! allora innvece di fare questa domanda sciocca, non sarebbe piu' utile far conoscere alla gente che dietro ai prezzi che fanno pagare un pomodoro che vale minimo 4euro al kg, sapere quanto vale al produttore, e quanti soldi di tasse mettono sopra a quel prezzo, perche' se non mettessero tante tasse, sicuramente il produttore potrebbe venderlo piu' caro, cosi' da pagare a questa povera gente qualcosa in piu', e questa gente deve ancora ringraziare che gli diano quei soldi, in italia e in spagna ce gente che si sta' ammazzando perche' non trova un lavoro

Michele ha detto...

io ultimamente (da circa 2 anni) compro solo frutta e verdura con scritto sull'etichetta "ORIGINE:ITALIA". Tutta la roba spagnola se la possono mangiare la Merkel e i suoi amici.
Poi non ho nemmeno la sicurezza che origine Italia sia una certezza, però sempre meglio di altro.

Gianni ha detto...

non ha importanza la provenienza.
basta mangiare prodotti di stagione.

nucciof ha detto...

Sono d'accordo con il vs. articolo, ma, pensate che boicottando l'acquisto di quei pomodori darebbero la paga sindacale a quei lavoratori o li manderebbero a casa!?!

Fabio Fascio ha detto...

la stessa cosa qui in italia succede per gli aranci che in vari supermercati provengono dalla spagna e non credo proprio che l'italia abbia bisogno di impoortare agrumi!!!!io scelgo sempre quelli di provenienza italiana e ora che ho letto questo articolo farò sempre più attenzione!!

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