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martedì 8 gennaio 2013
Salvatore Borsellino, pur sostenendo la candidatura di Ingroia, al quale riconosce di aver "sempre lottato per il raggiungimento della verità sulla strage nella quale fu ucciso Paolo Borsellino" con un'onestà intellettuale rarissima (di solito chi sostiene un candidato evita qualsiasi criticarivela come i capi dei partiti stiano facendo pressione (come prevedibile...) per ottenere poltrone sicure, in barba agli accordi...

Salvatore Borsellino ha rifiutato una candidatura sicura, perché "il cognome che ho l'onore e l'onere di portare, Borsellino, è un cognome che appartiene a tutti gli Italiani e non può in alcuna maniera essere fatto diventare un cognome di parte".

Di seguito lo sfogo che ha affidato alla sua pagina Facebook: lo sfogo di una persona che parla di un ambiente che sembra conoscere benissimo; lui non è certo un "rivale" che vuole gettare fango, bensì un sostenitore deluso dal mancato rispetto delle premesse...

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Continuano a circolare, sul web e sulla stampa false notizie riguardanti una mia presunta candidatura nella lista "Rivoluzione Civica". 
Ci tengo a precisare che tale notizia, non so se diffusa ad arte o non sufficientemente smentita da chi avrebbe dovuto farlo, è assolutamente priva di fondamento e ci tengo in maniera particolare perché l'offerta , che pure mi è stata fatta, è sempre stata sempre da me respinta in maniera categorica, come ho fatto, in occasione simili, nel corso degli ultimi anni, dandone delle motivazioni ben precise che ormai, credo, tutti, almeno sul web, dovrebbero conoscere. Ho sempre sostenuto infatti che il cognome che ho l'onore e l'onere di portare, Borsellino, è un cognome che appartiene a tutti gli Italiani e non può in alcuna maniera essere fatto diventare un cognome di parte come inevitabilmente succede in una competizione elettorale.
Già altre volte mi è successo di manifestare il mio appoggio ad altri candidati, ma, a parte la mia improvvida apertura di credito fatta anni fa a Vasto intervenendo al congresso di IDV, apertura di credito che ho poi immediatamente ritirata quando IDV fece delle scelte infelici nella composizione delle liste elettorali in Campania, il mio appoggio è stato fatto sempre nei confronti di singoli candidati e non delle liste a cui appartenevano. Ho agito così' sostenendo De Magistris nella sua elezione a sindaco di Napoli, ho agito così sostenendo Orlando nella sua elezione a sindaco di Palermo, ho fatto così appoggiando con le mie dichiarazioni le candidature di alcuni giovani del Movimento 5 Stelle alle elezione regionali siciliane. Dissi, ricordo, di quei giovani che hanno da sempre hanno partecipato e mi hanno sostenuto nelle mie lotte perla Giustizia e la Verità senza mai chiedermi, in cambio di avere visibilità per il loro movimento, "finalmente delle facce pulite sui muri di Palermo".
A maggior ragione, in queste elezioni, il mio appoggio deve intendersi rivolto alla persona di Antonio Ingroia e al suo progetto di portare nell'ambito parlamentare quella lotta per il raggiungimento della verità sulla strage nella quale fu ucciso Paolo Borsellino che egli combatte da venti anni, perché troppe cose nella realizzazione di questo progetto nn stanno andando per il verso che mi sarei aspettato.
Quando a Roma, il 21 dicembre, Ingroia annunciò la sua disponibilità a candidarsi come leader di una lista che poi prese il nome di "Rivoluzione Civile", subordinò questa sua accettazione ad un "passo indietro" da parte dei leader dei partiti che sarebbero entrati a far parte di quella lista. Questo passo indietro non c'è stato, è stato solo formale, i leader in oggetto hanno soltanto accettato di togliere i loro simboli dal contrassegno della lista, ma non hanno ritirato le proprie candidature.

Spero di essere smentito, ma nonostante le proclamate intenzioni di Antonio Ingroia di riservare i primi posti in lista alla Società Civile, credo stiano tentando in ogni modo di accaparrassi questi posti che, grazie ad una legge elettorale che impedisce ai cittadini di esprimere la propria preferenza , assicurerebbero loro quella elezione che gli sarebbe invece negata dall'espressione della volontà popolare.
Purtroppo mi stanno giungendo dagli aderenti al mio movimento, e anche in questo caso spero di essere smentito, voci di inserimento in lista di persone che non rappresentano esattamente quel "nuovo" che noi ci aspettiamo.Spero che soltanto di voci si tratti e che io non sia costretto, non dico a ritirare il mio credito, perché ad Antonio Ingroia continuerò sicuramente ad assicurare il mio appoggio e la mia lealtà, ma a dovere metabolizzare l'ennesima delusione per delle speranze non concretizzate.
Sto ricevendo da parte di tanti aderenti al mio movimento l'offerta di mettersi in gioco, di metterci la faccia, di dedicare le proprie energie e le proprie capacità a questo progetto ma voglio augurarmi che questa disponibilità non serva solo a mantenere il posto in parlamento a residui della vecchia politica che vogliono utilizzare questa lista che ha nel nome la parola "Rivoluzione" per realizzare invece una, per loro più conveniente, "Restaurazione".


Fonte: pagina Facebook di Salvatore Borsellino 
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Questo sembra confermare i sospetti di quanti vedono in Ingroia una "copertura" dietro alla quale si nascondono gli storici leader della sinistra radicale, molti dei quali hanno sostenuto il disastroso governo Prodi. Un movimento, quello di Ingroia, che non sembra prestare la minima attenzione a temi economici importantissimi come sovranità monetaria e signoraggio, del quale non hanno mai parlato, almeno fino ad oggi....

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