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sabato 19 gennaio 2013

Di Padre Quirino Salomone

Oggi l’assillo è il Debito Pubblico, un tragico inganno che sta paralizzando la vita del pianeta. Mi auguro i destarci tutti come fossimo stati coinvolti nel gioco di “scherzi a parte”. Ma si può sapere a chi lo Stato deve tutti quei miliardi di cui si è indebitato? Alla Banca d’Italia, sì, perché se li fa prestare per la sanità, le opere pubbliche, la scuola, le pensioni, i titoli di stato in scadenza. Qui sta l’inganno. Se la Banca d’Italia è creditore nei confronti dello Stato, dove ha preso i soldi che ha prestato? La teoria economica classica ci insegna che le banche prestano i soldi che hanno ricevuto in deposito dai risparmiatori. 

Ma noi non abbiamo depositato tutti questi soldi. È evidente che “qualcuno” ha creato del denaro. E’ stato creato dal nulla dal sistema finanziario. Non è questione di conio ma di appropriazione di tutta la mole di moneta emessa. La banca presta moneta allo Stato, lo indebita e lo stato riconosce e garantisce il debito emettendo i cosiddetti “titoli del tesoro”, Bot, Cct, ecc. che alla scadenza dovranno essere ripagati, interessi compresi, facendo ricorso nuovamente allo strumento del prestito, in una spirale senza fine, della quale non si vede l’uscita (infatti il debito cresce continuamente). Il semplice cittadino, invece, deve garantire il debito che contrae con garanzie reali, ipotecando case, terreni, proprietà, che finiranno nelle mani dei banchieri in caso di insolvenza. Ma se i soldi fossero stampati dallo Stato, questi non sarebbe ricattabile da organismi internazionali come la Bce. Ci fu una richiesta di convertire le monete da uno e due euro in cartamoneta anziché metalliche, Duisenberg, rispose ufficialmente a Draghi/Tremonti che per lui non c’era alcun problema, purché fosse “chiaro a Draghi e Tremonti che in questo modo la Banca d’Italia avrebbe perso il reddito da signoraggio derivante dall’emissione delle monete da uno e due euro”, quindi il reddito da signoraggio è smascherato, visto che è ripartito come competenza fra banca centrale europea e banche nazionali. La moneta non viene emessa dallo stato, per cui sono le banche a governare il paese, e non la politica. I politici sono asserviti ai banchieri. Ciò è confermato dalle leggi che disciplinano le banche, ove è evidente che il governo non ha nessun potere su Banca D’Italia, né di controllo né di nomina degli amministratori. Basti pensare che la Bce è un’istituzione indipendente dalla Comunità Europea, con più poteri addiritturadello stesso parlamento europeo. Gli amministratori della Bce sono svincolati dai governi, non rispondono penalmente e civilmente praticamente a nessuno e godono addirittura di immunità superiori a quelle dei parlamentari europei. In poche parole: la finanza europea dipende dalla Bce. I grandi gruppi bancari avranno in mano non solo beni materiali come oro, diamanti, petrolio, ma anche risorse primarie, come acqua ed energia elettrica.


Fonte: ilcentro.gelocal.it - tratto da: terrarealtime.blogspot.it


1 commenti:

Bert Hand ha detto...

Dio ti benedica carissimo Pader Quirino!

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