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mercoledì 30 gennaio 2013
licenziamento colf

In caso di interruzione del rapporto di lavoro - anche quello domestico - il datore deve versare all'Inps un contributo per il nuovo ammortizzatore sociale



Tutto ha un prezzo, anche la libertà di licenziare. Se la riforma Fornero ha abolito in alcuni casi l'obbligo di reintegro per il licenziamento illegittimo, ha anche reso più costosa l'interruzione del rapporto di lavoro con l'introduzione dell'Aspi, la nuova Assicurazione sociale per l'impiego che sostituisce l'indennità di disoccupazione. Il nuovo contributo, a carico del datore di lavoro, vale anche per colf e badanti e in genere per i rapporti di lavoro domestico: se questo dura da più di tre anni, l'importo da versare all'Inps è di circa 1.500 euro.

Come funziona l'Aspi

La riforma del lavoro, che ha introdotto il nuovo ammortizzatore sociale, prevede che per i "lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione" il datore di lavoro è obbligato -a prescindere dalla causa del licenziamento - a versare il 41% del massimale Aspi individuato dai canoni nazionali. Per il 2013 questo massimale è fissato a 1.180 euro, quindi il contributo da versare in caso di interruzione del rapporto ammonta a (41% di 1.180 =) 483,80 euro.

Questo contributo è annuale e va moltiplicato per gli anni di durata del rapporto, con un massimo di 3 annualità. Quindi se il rapporto di lavoro dura da 3 o più anni la famiglia che licenzia il lavoratore domestico deve versare all'Inps un contributo di (483,50 x 3 =) 1451,40 euro.



Il contributo inoltre è dovuto a prescindere dal numero di ore lavorate e dalla retribuzione, perché è legato solo agli anni di lavoro. Non fa differenza che si tratti di una collaborazione di poche ora alla settimana o di una badante fissa convivente.

Questo contributo di disoccupazione può rappresentare un notevole onere per una famiglia che magari - si pensi al caso delle badanti - è costretta ad avvalersi della collaborazione per la cura di un anziano e interrompe il rapporto di lavoro dopo la sua morte. Il rischio è che il nuovo contributo diventi un ulteriore incentivo alle assunzioni in nero, cosa di cui non si sente certo il bisogno.



Fonte: http://lavoro.economia.virgilio.it/colf-badanti-ora-licenziamento-costa-1500-euro-effetto-nuova-aspi.html?pmk=hpsoc&rnd=34435

2 commenti:

Anonimo ha detto...

fa piacere che vengono presi questi provvedimenti che favoriscono le "assunzioni" in nero!!

Anonimo ha detto...

ormai è chiaro, siamo in uno stato di polizia, la democrazia ci è stata usurpata e dobbiamo riappropriarcene e c'è un solo modo, quello al quale ci stanno spingendo i nostri ONOREVOLI POLITICI, con le ^ BOTTE!!!!!!!!!!!!!!^

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