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martedì 18 dicembre 2012

BanconotePagare un acquisto in contanti è una delle cose più normali della vita quotidiana. La banca di Germania ha organizzato un convegno in difesa del cash. In Italia però le banche demonizzano e ne ostacolano l'uso. Perché sono i soli che non lucrano nulla. Leggi “l'indecenza delle banche”, Opinione di Beppe Scienza.
Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Blog di Beppe Grillo - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.
“Comprare qualcosa, pagando con banconote o monete è una delle cose più normali di questo mondo. Eppure in Italia c'è chi vuole farlo passare per un comportamento addirittura incivile. Si veda Giovanni Sabatini, direttore dell'associazione delle banche italiane (ABI), con la ridicola tesi che la lotta al contante è una vera e propria battaglia di civiltà”. Chiaramente straparla, per nascondere una verità ben diversa: le banche guadagnano su tutti i pagamenti, salvo quelli in contanti.
Per questo vogliono colpevolizzare chi li usa. Con le carte di credito, bancomat ecc. lucrano le provvigioni addebitate ai negozianti, le commissioni sui movimenti di conto corrente, gli interessi (fino al 24,9% annuo) sulle carte di revolving ecc. Inoltre costringono la gente a tenere i soldi sul conto, senza corrispondergli praticamente nessun interesse.

Le banche italiane si sono addirittura inventate la campagna della guerra al contante. Hanno costruito e finanziato “War on cash” che diffonde falsità del tipo: “Il cash è superato, costoso, pericoloso, inquinante e scomodo”.
Uno dei leitmotiv delle banche, ripetuto pappagallescamente dai giornalisti economici italiani, è poi che a tale riguardo l'Italia sarebbe in forte ritardo rispetto all'Europa. Ebbene, anche questa è una frottola, smentita dalla banca centrale tedesca: in Germania l'80% degli acquisti avviene in contanti. Anzi, la Deutsche Bundesbank ha addirittura organizzato un convegno a difesa del contante (Bargeldsymposium, Francoforte 10-10-2012, ovviamente ignorato dalla stampa italiana.
Vantaggi del contante. Studiosi e dirigenti della banca centrale tedesca dimostrano in modo inconfutabile che, rispetto ai pagamenti elettronici, il contante è: più comodo, più veloce, più accettato, più rispettoso della privacy, più economico, più trasparente.
Importantissimo l'ultimo punto: solo prelevando contanti e pagando con essi si ha un immediato controllo sulle proprie spese. Peccato che alle banche invece faccia gioco che uno vada in rosso sul conto corrente, per applicargli interessi anche del 20,4% (vedi Banca Intesa-Sanpaolo), senza che ufficialmente sia usura.
Questo e altri vantaggi del contante solo comunque citati anche da Carlo Pisanti, direttore centrale della Banca d'Italia.
L'evasione fiscale. Si può convenire sull'opportunità di vietare l'uso delle banconote per grossi importi, come nell'acquisto di un appartamento o anche di una macchina. Ma qui il discorso è un altro. La “lotta al contante” prende di mira chi paga in contanti un paio di scarpe o il conto di un ristorante. Geronimo Emili di “War onCash” vuole tutti i micro-pagamenti, cioè di 5 euro o meno, senza contanti con la vaga promessa che “si abbasseranno i costi delle commissioni bancarie”, rifiutando peraltro ogni regolamentazione. In realtà non è neppure vero che proibendo del tutto l'uso dei contanti si potrebbe contrastare l'evasione fiscale, perché non si vede come il fisco avrebbe abbastanza personale per spulciare i 40 milioni di conti correnti degli italiani.
Forti critiche alla pretesa utilità anti-evasiva della lotta al contante arrivano da Alessandro Penati, dell'Università Cattolica di Milano: "Come se per eliminare l'evasione bastasse eliminare la banconote. Un'assurdità". Ma anche da Ranieri Razzante, esperto e docente di antiriciclaggio. In realtà la grossa evasione e la massiccia esportazione di capitali non usano il contante, ma sovra- e sotto-fatturazioni e altri trucchi contabili.
I costi del contante. Sulla stampa italiana leggiamo bizzarrie come quella di Enrico Romagna-Manoja, direttore del Mondo, che scrive che “il costo in Europa per la gestione delle banconote supera i 300 miliardi di euro” (il Mondo, 26-10-2012, pag. 7). A ciò corrisponderebbe per l'Italia un costo nell'ordine dei 100 miliardi di euro l'anno: una sparata senza fondamento (e senza nessuna fonte).
Mette le cose a posto Helmut Rittgen, responsabile per il contante della Bundesbank che scrive a pag. 9 del suo intervento: “Gli argomenti, secondo cui il contante sarebbe il mezzo di pagamento più caro, sono semplicemente falsi”. Nel complesso il contante risulta anzi quello meno costoso.
Potremmo continuare a lungo. Nel 2009, quando in Italia le banche erano partite con la guerra al contante, Giampaolo Fabris scriveva che “il contante tendenzialmente è destinato a scomparire” (il Sole 24 Ore, 21-12-2009, pag. 21). Di nuovo ristabilisce la verità la Bundesbank proclamando al contrario che “il contante è un mezzo di pagamento di ieri, di oggi… e di domani”. Con buona pace dei banchieri italiani".

Fonte: wallstreetitalia.com - tratto da ecplanet.com

3 commenti:

mariano ha detto...

come al solito facciamo la figura degli italioti nei confronti dell'intera europa.

Anonimo ha detto...

IMPORTANTE!!! per chi nasconde qualche spicciolo in contanti sotto la mattonella.
Cari amici il Governo e le Banche hanno interesse che il vostro(?) denaro e tu
tti i vostri acquisti passino attraverso transazioni finanziarie tracciate delle banche e quindi hanno messo in campo queste strategie:
1) da giugno 2013 il tetto per l'utilizzo del contante sarà abbassato a 300€ mandando di fatto fuori corso le banconote da 500€!!!!
2) se pensate di correre in banca per cambiare le banconote in pezzi di piccolo taglio, rilassatevi....è tutto inutile già da oggi di fatto le banconote da 200 e 500€ vengono segnalate!! provate ad entrare in una qualsiasi banca per un semplice cambio di tagli da 500 o 200€ in tagli più piccoli e vi sentirete chiedere documenti e C.F.
3) state pensando di portare i vostri capitali in Svizzera? oltre che a commettere un reato rischiate di pagare una super tassa del 25% sul capitale depositato perchè a giorni verrà ratificato il famoso trattato bilaterale Italo-Svizzero, già approvato da Inghilterra e Austria e forse Germania (patto Rubik), dopo tale data sarà vietato il versamento di somme in contanti su conti Svizzeri anche da parte di cittadini Italiani.
4) non c'è scampo neanche per i più furbi che hanno nascosto sotto il materasso pezzi da 50-100€, la BCE ha già deciso di mandare già fuori corso i nuovissimi Euro
che verranno sostituiti in un lasso di tempo molto più breve rispetto alla Lira!!!

Mattia De Giosa ha detto...

Vorrei far notare che su questa scia si colloca l'ultimo decreto di questo governo assurdo che ha l'Italia. Mi riferisco all'obbligo da parte del commerciante di accettare pagamenti elettronici per importi a partire da 50 euro. In realtà l'evasione non centra una beneamata m..za ! Il risultato di questa legge è che tutti gli esercenti devono munirsi 'obbligatoriamente' del POS (l'apparecchio che si usa per le transazioni) per cui bisogna pagare il noleggio alla banca circa 10 euro al mese, poi se si fanno transazioni si paga circa il 2% sull'importo transato (che è un importo ivato), ed infine mensilmente devi pagare l'invio del rendiconto delle transazioni (una specie di estratto conto che arriva per posta). Pensate un pò che business per le banche con l'entata in vigore di questa legge! Alla faccia dell'evasione, perchè se uno vuole lo scontrino lo ottiene e quindi non serve il pagamento elettronico per l'evasione!

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