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mercoledì 19 dicembre 2012
di Gianni Petrosillo
Dolce Remi’, Roberto Benigni, nato appunto Roberto Remigio e pasciuto Benigni, il ragioniere che lesse Dante dopo Carmelo Bene. Da Bene a Benigni l’Italia crollò. Cosa avrebbe detto l’attore letterato salentino di noi e di lui? Che ce lo siamo meritato un cane così bavoso che ringhia come una pecora, perché siamo dannati ed applaudiamo all’ovvio, dopodiché il grande Carmelo ci avrebbe mandati tutti a farci un the, per non dir di peggio.
Benigni il ruffiano non si inimicherebbe mai il vasto pubblico, non attaccherebbe mai a “sinistra e a manca”, non è una ripetizione è la realtà, poiché gli serve il plauso del pubblico benpensante e poco pensante per darsi una ragione di vita.
Per questo si prostituisce in prima serata con le sue lezioncine a modo, facendoci la morale del secolo scorso. Tanto odiò Berlusconi che lo imitò al contrario, quest’ultimo fissato per la sana e robusta costituzione e l’altro per la Costituzione spogliata di senso storico e di pudore. Si è quindi buttato sulla Costituzione, già ridotta a carne di porco, alla ricerca di facile consenso, dopo che Shel Shapiro l’ha musicata; cioè il secondo l’ha cantata e il primo l’ha canzonata, con il medesimo risultato deprimente.

Benigni si riassume in un solo gesto, è passato da prendere in braccio Berlinguer a prenderci per il culo tutti. Che la carta fondamentale abbia avuto un ruolo decisivo nella storia Repubblicana nessuno lo può contestare, com’è incontestabile il fatto che oggi non serva più a nulla, essendo stata tradita dagli stessi che l’hanno innalzata e ridotta a feticcio dei propri interessi di partito e di bottega, ormai distanti anni luce da quelli del popolo e della nazione. Anzi, come sempre avviene, chi sventola più in alto le bandiere lo fa per pulirsi il sedere. Tutto passa, dunque anche la Costituzione, diventata uno statuto libertino dei peggiori svenditori della patria, quel che non passa mai di moda sono invece i ciarlatani che suonano il motivetto istituzionale mentre lo Stato va a picco.
Articolo 1 di questa miseria nazionale: L’Italia è una Repubblica fondata sui traditori osannati dai buffoni.Del resto, prendereste lezioni di storia o di diritto da uno che nel suo film capolavoro di revisionismo fa liberare Auschwitz dai carrarmati americani anziché da quelli sovietici, come in effetti è successo? Si meriterebbe un bel lancio di uova in faccia altro che ovazioni. Abbasso i miserabili e viva l’Italia.

Fonte: http://www.oltrelacoltre.com/?p=14928 - tratto da: informarexresistere.fr

2 commenti:

ieio90 ha detto...

a Gianni Petrosillo: a me pare che benigni non abbia bisogno di consensi popolari o quant'altro.Ha fatto un programma sulla costituzione e basta.
Poi per quanto riguara l'ultimo capoverso che hai scritto nel film nessuno ha detto che il campo di concentramento sia auschwitz.Il luogo è imprecisato quindi non capisco come tu sei arrivato al fatto che sia auscwitz. Per quello che hai scritto,che non ha nessun risvolto giornalistico o altro,ti meriteresti secondo me un bel lancio di uova.spero che mi risponderai.salve

ieio90 ha detto...

Benigni non ha bisogno di consensi popolari. Ha fatto un programma sulla costituzione e basta. Per quanto riguarda l'ultimo capoverso che ha scritto Gianni Petrosillo nessuno ha mai detto che nel film il campo di concentramento sia stato auschwitz,il luogo è imprecisato e poi il film comunque bisogna leggerlo in chiave "romantica" non storica. Non capisco perchè il sig Petrosillo sia arrivato a tale conclusione,forse per sparlare e basta?

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