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lunedì 26 novembre 2012
Immagini agghiaccianti che raccontano la deriva dell'Italia. Dopo la morte dei sei braccianti rumeni, il litigio per accaparrassi i corpi dei poveri cristi. 



di Onofrio Dispenza

Se dovessimo raccontare questo nostro Paese, dovremmo avere il coraggio di mettere nel nostro racconto anche il video che ilquotidianodellacalabria.it ci propone. Perché l'Italia, purtroppo, é anche questa. Nel video, le voci che si raccolgono sottofondo mi hanno dato i brividi. Trovo sia uno dei più agghiaccianti passaggi della deriva di questo Paese, che ha smarrito molti dei suoi antichi valori, anche quelli cristiani, come la pietà. Travolto da una barbarie della mente e del cuore che ha avuto lo stesso impatto di quel maledetto treno di Rossano sul furgone di poveri cristi, nuovi schiavi del nostro tempo.


Il video ci offre una scena ignobile: sono i momenti successivi all'incidente fra un treno e un furgone, nel quale hanno perso la vita, un paio di giorni addietro, in Calabria, sei braccianti agricoli romeni, tre uomini e tre donne. Travolti mentre attraversavano i binari, tornando a casa dai campi. Davanti ai parenti delle vittime e ai carabinieri (muti) accorsi sul posto, i titolari di alcune agenzie di onoranze funebri litigano fra loro per "accaparrarsi" l'esclusiva, dividersi il lavoro e i pezzi dei poveri cristi, perché l'incidente é stato terribile e ha fatto granelli di carne degli uomini e delle donne arrivati in Italia dalla Romania per provare a campare.

Gli "uomini" delle onoranze funebri in concorrenza arrivano a spintonarsi e a buttar giù da una barella uno dei corpi. "Vergognatevi", urlano i parenti di una delle vittime arrivati sul posto. "Sono uomini! Qui c'é il mio sangue!", continua ad urlare a squarciagola. E il mio sangue, nel sentire queste parole, si gela. "Vergogna!", incalza l'uomo che urla agli sciacalli ,"Si vergogni il popolo italiano!". Poi,mentre le forze dell'ordine invitavano gli impresari ad andare via: "Avete già preso quello che vi serve". Ed ancora: "Non buttarlo a terra, piano...piano". E infine:"Lo devo prendere io in braccio!". 

E l'immagine di quello che non si vede nel video a questo punto è la Pietà, quel messaggio eterno e sputacchiato di Michelangelo: un figlio senza vita e con le ossa rotte sulle ginocchia di una madre.



Fonte: http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36460&typeb=0&Rossano-l-ignobile-rissa-tra-le-onoranze-funebri-

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