Omicidio Mattei: non sono state le sette sorelle?

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Mattei godeva della stima del Presidente Kennedy, e stava per essere accolto nel club petrolifero. Però poi fu ammazzato... e Kennedy anche.

 Torno sull'argomento della morte di Enrico Mattei, di cui abbiamo celebrato l'anniversario qualche giorno fa, perché è uscita sul Corriere un'interessante intervista a Daniel Yergin, storico dell'era petrolifera e direttore del CERA. Nell'intervista, Yergin (che ha anche vinto un Pulitzer, quindi dev'essere addentro a certe segrete cose) racconta un significativo retroscena: pare che negli ultimi mesi prima del fatale "incidente" aereo Enrico Mattei avesse iniziato a godere della stima del Presidente Kennedy, che voleva spingere le sette sorelle ad accettarlo nel club senza più fargli la guerra.

Questa informazione sembra in un certo senso avvalorare la teoria espressa nel libro "Profondo Nero", di cui abbiamo parlato qui, in cui, attraverso gli intrecci tra il caso Mattei, il caso De Mauro, e l'omicidio Pasolini sostanzialmente si sostiene che la morte del Presidente ENI fu progettata e voluta da interessi esclusivamente italiani. Smentendo lo storico teorema della vendetta delle sette sorelle che nei decenni era andata per la maggiore.

Chissà, potrebbe anche essere vero l'opposto, visto che anche Kennedy è finito morto ammazzato pochi mesi dopo Mattei. Sarà però un caso, certo, mica tutti gli omicidi politici sono legati all'energia.

E Yergin cosa conclude? Con la massima serenità, afferma che per lui quello di Mattei è statosolo un disgraziato incidente aereo e nessuno ha ammazzato nessuno. Perché, cosa credevate? Yergin è sempre Yergin, e non si smentisce mai.
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(Grazie a Pietro A. per la segnalazione)

fonte: petrolio.blogosfere.it





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