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mercoledì 28 novembre 2012
Per il presidente di Telecom Barnabè, da anni membro del gruppo Bilderberg che condiziona in modo occulto la politica e la democrazia mondiale, il pericolo per la democrazia sono i SOCIAL NETWORK: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Forse i social network, dove le informazioni sul circolo occulto bilderberg hanno ampio risalto grazie a pagine e sopratutto migliaia e migliaia di utenti che decidono le notizie da rilanciare, è un pericolo per la loro sporca agenda.

Che sui social network ci sarebbe stata un po' di opposizione lo sapevano bene: ma probabilmente non si aspettavano che questo avrebbe contribuito significativamente al risveglio dei cittadini...

AVANTI TUTTA!

Staff Nocensura.com
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Il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè
In un incontro alla Bocconi , il presidente di Telecom Italia ha sottolineato il tema dell’asimmetria sulle regole per la privacy
MILANO
Attenzione alla disparità di regole in tema di tutela della privacy sulla rete tra gli operatori di tlc e gli operatori internet Ott/Over-the-top (come Facebook e Google), tra Europa e Usa. A rischio è nientemeno che la democrazia. A rilanciare con forza l’allarme è il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè. “Mi chiedo se e quando il potere dei social network determinerà le scelte politiche quanto questo sia compatibile con la democrazia”, ha detto Bernabè nel corso di un incontro organizzato all’Università Bocconi in occasione della pubblicazione del suo libro Libertà vigilata. Privacy, sicurezza e mercato nella rete, edito da Laterza.  


«Facebook ha un miliardo di clienti, ha 400 miliardi di fotografie. Questo consente un’intrusività incredibile nel mondo delle persone. Molti, i giovani soprattutto, non se ne rendono conto. Credono che il mondo sia ormai totalmente pacificato. Non si rendono conto per esempio che la Germania ha dato origine al nazismo negli anni ’30 e che all’epoca per trovare gli ebrei ci hanno messo due anni. Questo oggi si può fare con un click». «Attenzione - ha esortato Bernabè - perché il mondo non sarà forse sempre pacifico: chissà se non potrà avvenire un giorno qualcosa di simile o addirittura di peggiore».  

Il livello applicativo delll’universo Internet, ha spiegato Bernabè, «è un mondo che non è stato pensato in termini di conseguenze future». Asimmetrie forti, ha osservato, ci sono poi anche tra le regole a livello europeo e quelle degli Stati Uniti. «La privacy negli Usa non è un diritto fondamentale del cittadino, è semplicemente una tutela del consumatore. In Italia e in Europa è una tutela prevista a livello costituzionale».  

«Google, Apple (in quanto proprietaria di iTunes), Amazon eccetera non vogliono regolazione perché dicono che toglierebbe libertà alla rete. Però questa libertà ha notevoli punti oscuri», ha osservato Bernabè riprendendo i punti principali trattati nel suo libro. «Gli Ott, grazie all’effetto rete - ha spiegato - sono cresciuti rapidamente diventando dei monopoli o quasi monopoli (vedi Google per i motori ricerca, vedi Amazon...). Quindi non è libertà per i competitor, ma non lo è nemmeno per gli utenti e i clienti. Il mondo internet infatti è isolato: un profilo su Facebook non lo si può migrare su un’altra piattaforma tecnologica. Nel mondo tlc invece si può trasferire un numero di telefono da un operatore all’altro e ci sono regole privacy forti».  

Il presidente di Telecom Italia ha infatti lanciato l’allarme anche sul piano dell’occupazione. “Sento moltissime banalità. Tanti dicono che per ogni posto di lavoro distrutto nell’economia reale si creano due e mezzo nuovi posti per Internet. Questo non è vero. La borghesia media sparisce. C’è crescente disparità nella distribuzione dei redditi, perché quel tipo di lavori svolti dalla classe media vengono fatti sparire per via dell’avanzamento tecnologico, sostituiti o da lavori ad altissimo valore aggiunto o da lavori a basso valore aggiunto fatti da manodopera a basso costo”, ha affermato.  
(TMNews


Fonte: http://www.lastampa.it/2012/11/28/tecnologia/bernabe-dai-social-network-potenziali-rischi-per-la-democrazia-8ID2CsMp7gbi5wChv14O1H/pagina.html

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