I colossi dell'alta finanza: "L'Italia dovrà chiedere aiuti e sarà commissariata"

La prima pagina di 'Libero' di oggi rivela:

Documento riservato

La city ha già deciso il futuro dell'Italia: i rapporti dei colossi finanziari svelano che presto dovremo chiedere gli aiuti e saremo commissariati. Monti resterà per eseguire i voleri della Merkel. Ha ancora senso votare? Vediamo cosa c'è sotto...

La copertina di Libero di Oggi.  Con "La city" (nel titolo) Libro intende Citygroup: la super banca USA
Nagscreen dal sito di Libero
Un rapporto di Citigroup:  il governo non ha avuto il coraggio di riforme incisive. E sul debito pubblico 

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COSA C'E' SOTTO SECONDO NOI:

In realtà Monti - nonostante goda del supporto di tutti i partiti e dei mass media - non avrebbe potuto fare più di quanto ha fatto, in appena un anno, per favorire il disegno delle lobby, ovvero la svendita del patrimonio pubblico e la perdita definitiva della sovranità da parte dello stato italiano, ed i suoi amici banchieri lo sanno bene. La sua politica di austerità ha prodotto quasi 400.000 esodati, ha costretto a chiudere piccole imprese che fino a quel momento riuscivano a sopravvivere, ha eliminato diritti acquisiti e esteso gli interessi delle banche e di altri poteri forti.

Monti ha legato le mani ai futuri governi (di cui probabilmente farà parte) con pareggio di bilancio, fiscal compact e MES: il prossimo governo oltre a dover tirare fuori dal cilindro quasi 100 miliardi di euro all'anno di interessi sul debito pubblico, dal 2014 e per 20 anni dovrà reperirne altri 45 miliardi all'anno in base al Fiscal compact; ed infine dovrà corrispondere al MES la quota di adesione italiana ed eventuali altre somme che il fondo potrà esigere. 

In uno scenario come questo, il governo italiano si troverà nelle condizioni di dover chiedere aiuti: e questi saranno vincolati ad ulteriori richieste, e non è da escludere un 'commissariamento'.

Che i banchieri abbiano bocciato Monti - come scritto sopra - appare evidentemente infondato. Le lobby sanno benissimo che non potevano pretendere di più dal prof. FalliMonti, che ha seguito l'agenda dettata dai poteri forti punto per punto, pur dovendo fare accordi con i partiti, che hanno in mano il parlamento, e hanno garantito i propri interessi (e quelli dei poteri forti nazionali che rappresentano) bastonando solo i "cittadini qualsiasi", quelli che al massimo si lamentano al bar o su Facebook: preservando gli interessi delle categorie che hanno potere e influenza.

E' ormai CHIARO e ammesso da tutti, seppur sottovoce, che l'Italia dovrà svendere il patrimonio pubblico: ad iniziare dalle aziende più fiorenti e redditizie di cui lo Stato possiede parte della proprietà: ENI, Finmeccanica, ENEL, etc. - su cui le banche d'affari metteranno le mani, a prezzo scontatissimo: chi governa fa gli interessi dei compratori - cioè le multinazionali legate alle banche d'affari - e non certo dei cittadini e dello Stato italiano: tra l'altro il governo ha affidato a Goldman Sachs una consulenza sulla (s)vendita del patrimonio pubblico: la super-banca Usa, che già da questa estate si è liberata di tutti i titoli di stato italiani, (un segnale che non presagisce niente di buono) suggerirà al governo come svendere il patrimonio: praticamente le banche faranno da liquidatore e da acquirente: si mangeranno tutto: non ci vuole molto per capirlo.

Oltre ad aver deciso di ripagare un debito truffa (come previsto dal fiscal compact) hanno stabilito modalità per la svendita ben poco convenienti per lo stato: vediamo perchè.

Con il fiscal compact è stato stabilito che l'Italia e gli altri paesi europei dovranno, in 20 anni, portare il rapporto debito-PIL del 60%: oggi nel caso dell'Italia è di oltre il 120% pertanto dovremo rimborsare oltre la metà di un debito pubblico che ammonta ad oggi a circa 1.975 miliardi (e peraltro è in via di aumento). Dovremo sborsare, in pratica, oltre 900 miliardi.

Per pagare il meno possibile, lo stato si sarebbe dovuto impegnare ad abbattere velocemente tale somma: in modo da corrispondere meno interessi possibile; invece hanno deciso di pagare il debito in rate da 45 miliardi annui, e di questi ne ricaveranno 20-30 dalle dismissioni (vendite dei beni dello stato) mentre il resto della somma sarà reperito con tagli e tasse. Abbattere il debito lentamente ci costringerà a pagare molti più interessi. Alfano aveva proposto un piano per vendere beni dello stato per 200 miliardi in breve tempo: invece la svendita sarà dilazionata, e grazie agli interessi non ci rimarrà niente. Quando saranno diventati proprietari di tutto, le banche d'affari avranno il paese in mano.

LE ELEZIONI: Al di là di chi sarà premier, alle lobby interessa che la maggioranza in parlamento sia in mano ai partiti che hanno garantito e garantiranno la maggioranza a chi porterà avanti il lavoro avviato da Mario Monti, in modo da non fare mancare l'appoggio al governo, che sarà "costretto" a seguire le "indicazioni" di Mario Monti, che se non sarà il prossimo Presidente della Repubblica (probabile al 70%) sarà Ministro delle Finanze (al 30%) tra l'altro Renzi ha già dichiarato che se vincerà lui "tratterrà il professore"... che entri dalla porta principale o da quella di servizio, Monti continuerà a dettare la sua agenda, un'agenda che probabilmente è scritta dal gruppo Bilderberg o comunque dalle associazioni elitarie che riuniscono l'alta finanza (multinazionali, banche e co.) insieme ai più influenti politici dell'occidente.


Staff nocensura.com

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