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mercoledì 21 novembre 2012

usalaDi Giovanni Maria Bellu
Salvatore Usala è seduto sulla sedia a rotelle nel mezzo di una delle sale dell'hotel della periferia di Roma dove è giunto stamani assieme alla moglie Giuseppina e a due assistenti. Parlando con gli occhi conferma che domattina alle 10,30 "staccherà la spina". Non ha avuto più alcun segnale dal governo. E' determinato a morire. "L'Italia - dice - diventerebbe la vergogna del mondo". 
Giuseppina tiene con entrambe la mani un foglio di plastica trasparente sul quale sono impresse le lettere dell'alfabeto. Lo muove leggermente davanti al viso di Salvatore e, guardandolo, individua la lettera verso la quale puntano gli occhi. La ripete a voce alta. Salvatore, quando la lettera è quella giusta, approva stringendo gli occhi in modo che sembrano ridere, quando è sbagliata, li aggrotta. A volte bastano le prime lettere per capire il seguito della parola. Allora Giuseppina gliela propone per intero. E Salvatore conferma o smentisce stringendo o aggrottando. Così si formano le frasi. Molto più rapidamente di quanto si possa pensare. Perché Giuseppina e Salvatore s'intendono alla perfezione, e hanno molto sperimentato questa tecnica di comunicazione. Perché Salvatore è 'un chiacchierone', dice lei guardandolo con un sorriso d'amore complice .
Salvatore Usala è un uomo curioso e perfettamente lucido. Prigioniero della sua malattia che gli ha tolto quasi tutto, tranne la capacità di comunicare, di ragionare e dunque di sorridere o di indignarsi. E di essere ironico. "Ho trasferito i metodi Fiom ai disabili", dice a un certo punto ed è evidente che ride, che se potesse la risata sarebbe forte e amara. E' indignato per l'atteggiamento del governo. Determinato a portare la sua protesta fino alle conseguenze estreme. "Sono operaio dentro", dice. Entrò come manovale alla Rumianca, si diplomò e fece carriera fino a diventare tecnico capoturno. Ha trasferito l'esperienza sindacale nella lotta per i fondi destinati alla disabilità grave. E ha messo sul tavolo della trattativa la vita, l'unica cosa che gli resta.

D. Signor Usala, è successo qualcosa in questi giorni? Avete avuto qualche segnale dal governo?
R. "Ci ha chiamato il sottosegretario Balduzzi, ma non personalmente, per dirci che ci era vicino. Tutte cazzate. Non hanno voce in capitolo. E' un 'regno-Monti' peggiore di quello di Berlusconi. E' assolutamente proibito spendere. Si può solo tagliare. Hanno provato a presentare un piano, ma lo hanno abortito. Sono pericolosi. Non si può ragionare con la calcolatrice sulla vita di operai e malati. Hanno distrutto sulle macerie di Berlusconi".

D. Ha voluto dire proprio: 'distrutto' sulla macerie?
R. Gli occhi rispondono sì. Poi riprende: "E' una situazione drammatica per la Sardegna. Se continua così sono certo che appare il tritolo. Quando scappano i ministri è un segno di non ritorno".
D. Signor Usala, mi colpisce molto, lei dice cose molto simili a quelle che nelle manifestazioni dicono gli operai delle fabbriche in crisi. A partire da una condizione totalmente diversa, certo, ma i concetti fondamentali sono gli stessi...
R. "Io sono operaio dentro. Ho trasferito i metodi Fiom ai disabili... Tutte le associazioni fanno dialogo e abbiamo perso tre miliardi nel sociale".
D. Il programma di domani resta confermato?
R. "Sì. Alle 9,30 ci muoviamo da qua".
D. Avete valutato la possibilità di un intervento d'autorità per fermarvi?
R. "Sì, ma sarebbe la loro sconfitta".
D. Quindi alle 10,30 arrivate davanti al ministero e 'staccate la corrente'. Ma possono intervenire, possono in qualche modo impedirvelo?
R. "Non mi interessa. Ho fatto un appello al governo lunedì. Se sono così ottusi da capire che gli ho fatto una proposta seria di copertura..."
D. Signor Usala, c'è un'altra analogia tra quanto lei sta facendo e certe lotte operaie estreme: la 'creazione della notizia'. Lei lo fa con consapevolezza.
R. "La stampa vuole il morto. E anche se la morte non avviene c'è la notizia. Io ci sono abituato: stavo morendo nel 2009 per sei giorni di sciopero della fame. Non ho nulla da perdere. L'Italia diventerebbe la vergogna del mondo".


Fonte: http://www.sardiniapost.it/cronaca/1617-domani-stacco-la-spina-l-italia-sara-la-vergogna-del-mondo

2 commenti:

Anonimo ha detto...


C'è poco da commentare, che fossimo alla frutta,lo sapevamo tutti ma questo e tutto ciò che stiamo vivendo, è inumano e come al solito, se ne strafregano tutti coloro che sono responsabili!!!!!!!!

VERGOGNATEVI!

regina ha detto...

Purtroppo l'Italia ...ovvero il suo governo è già la vergogna del mondo .... per loro una persona malata che muore è solo un guadagno e mai una perdita ...perchè in termini economici non rende più .... è vergognoso anche in queste cose mettono in mano la calcolatrice ...senza pensare al mondo di amore che può dare ancora alla sua famiglia ... capisco la tua lotta ... e la tua stanchezza .... ti abbraccio forte .... spero che il tuo sacrificio non sia necessario!

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