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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
lunedì 26 novembre 2012

Lamberto DiniLamberto Dini
Pecorino, asparagi e soppressata di maiale arrivano nella capitale protette a mano armata

Il sabato mattina l'ex premier scende dalle colline fiorentine con lampeggiante e auto blu per andare a comprare i migliori formaggi locali e portarseli il lunedì a Roma

Spesso il sabato mattina, dalla sua splendida villa sulle colline di Scandicci, Lamberto Dini, assieme alla moglie Donatella Pasquali Zingone, scende nel centro del paese, in piazza Togliatti, dove si tiene il mercato, e compra pecorino, asparagi, soppressata di maiale e altre leccornie «per poi portarle il lunedì a Roma, dove non si trovano e dove non ho tempo di fare la spesa», ha spiegato al "Corriere fiorentino" l'ex premier.

Tutto normale? «Niente affatto, perché trovo scandaloso che per andare al mercato Dini e consorte si facciano accompagnare dalla scorta», protesta il sindaco Simone Gheri (Pd). Dini ha fatto sapere che la scorta è d'obbligo per le funzioni svolte e per essere stato minacciato dalle Br. Ma Gheri non è persuaso e a "l'Espresso" rivela che quando Dini si candidò, sempre nel collegio di Scandicci, per il centrosinistra (per poi passare con il centrodestra) la moglie gli disse: «Chissà quante richieste gli avanzerete ora come Comune!». E Gheri pronto: «Se suo marito non si vuole candidare, signora, non c'è problema. Molti compagni mi stanno rimproverando per questo».



Fonte: l'Espresso

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