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mercoledì 21 novembre 2012

Diverse aziende in questo periodo si sono viste pignorare o comunque, sono destinatarie di atti ingiuntivi da parte della Coldiretti, o meglio, della società di servizi della stessa. Richieste di denaro che, seppur legittime, mettono le aziende in condizione di non poter più operare se hanno i mezzi agricoli sequestrati, o peggio, venduti all’asta.
Di Michele Mignogna
La storia ce la racconta un giovane agricoltore di Larino, il quale per problemi legati alla crisi economica, come tante altre aziende si trova in difficoltà, e come tante altre aziende agricole, è iscritto alla Coldiretti, il più grande sindacato di categoria del settore, alla Coldiretti si sbrigano pratiche buricratiche, si affrontano problemi tecnici legati alla produzione e ci si avvale anche di un centro servizi per il pagamento delle imposte. “Ho fatto grossi miglioramenti aziendali – ci dice il nostro amico – costruendo nuove stalle per l’allevamento di bovini da carne, e aprendo un punto vendita, per la vendita diretta. Insomma dal produttore al consumatore, rispettando la qualità e gli standard di produzione, quello che oggi chiedono i consumatori, però, “Il momento di crisi, è così forte – continua l’imprenditore – che mi sta dando grosse preoccupazioni, per onorare i debiti verso i fornitori e gli istituti bancari, la Coldiretti si vantava di aver stipulato accordi con banche e aver costituito un consorzio fidi per dare fidejussione alle aziende agricole, fatto sta che quando mi sono rivolto alla mia organizzazione, come risposta ho ricevuto dal responsabile, il dottor Gianfranco De Gregorio: “Vai a giocare al super Enalotto”. Quindi, il consorzio FIDI con il quale è stata stipulata la convenzione, serve solo a far prendere una percentuale alla Coldiretti senza nessun beneficio per le aziende agricole. Come dire, se ti vuoi salvare, tenta la fortuna al gioco.
“Ero debitore nei confronti di Coldiretti, o meglio, Impresa verde, la società di servizi di Coldiretti – continua il racconto – per circa sei mila euro, e di circa quattro mila euro con il consorzio agrario, sempre gestito dalla stessa. Ho avuto un pignoramento di conto corrente bancario a luglio e successivamente, un pignoramento di attrezzature agricole per un valore di circa 100 mila euro, a inizio novembre avendo le disponibilità ho liquidato impresa verde, con un assegno circolare regolarmente incassato e dopo due giorni mi ritrovo un altro pignoramento di conto corrente, per una somma nettamente superiore a quella effettivamente dovuta, certo ho ritardato i pagamenti ma non è colpa mia se il momento è quello che è, il problema è che i prodotti che conferiamo alle industrie non sappiamo mai come e quando ci vengono pagati e in che misura, e alla fine la Coldiretti, l’organizzazione che dovrebbe risolvere questi problemi, li peggiora, facendo, di fatto chiudere le aziende agricole”. Già e chissà cosa pensa il nonno del nostro amico fondatore della Coldiretti a Larino e Presidente della stessa per ben 23 anni.


Fonte: http://www.ilgiornaledelmolise.it/?p=5588

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