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giovedì 4 ottobre 2012

bhutan
Di Marta Albè
Il Bhutan mira ad essere la prima nazione al mondo biologica al 100%, in riferimento a quanto coltivato sul proprio territorio. Il Bhutan è un piccolo regno situato sulla catena montuosa dell'Himalaya, caratterizzato da una popolazione in maggioranza di religione battista e noto per l'impegno della stessa nella ricerca della felicità, tanto che nella nazione non si terrebbe conto del PIL economico nazionale, ma di un vero e proprio indicatore del benessere della nazionedenominato Gross National Happiness (GDP).

Il Ministero dell'Agricoltura del Bhutan ha dichiarato di voler garantire un completo passaggio del territorio ai metodi dell'agricoltura biologica entro il 2020. Verranno dunque aboliti tutti quei pesticidi e diserbanti utilizzati dall'agricoltura intensiva. Il Ministero dell'Agricoltura si adopererà in modo tale da rendere questo vitale passaggio graduale ma completo.
Già in questo momento in Bhutan è previsto un impiego non elevato di prodotti chimici in agricoltura, un aspetto che dovrebbe permettere facilmente alla nazione di trasformarsi nello stato leader del passaggio completo ai metodi di coltivazione biologica sul proprio territorio. Il motto dei nuovi agricoltori biologici consisterà nel difendere le risorse della terra e nel produrre cibo sano, locale, privo di residui chimici con cui gli abitanti si potranno nutrire.

Salute, ecologia, cura e solidarietà saranno le quattro parole d'ordine che guideranno il Bhutan verso il cambiamento. Gli stessi concetti chiave verranno applicati nella gestione della vendita dei prodotti biologici che verranno coltivati sul territorio nazionale. Il completo passaggio all'agricoltura biologica permetterà di preservare le risorse del pianeta, di proteggere l'ambiente e di mantenere la fertilità dei terreni molto più a lungo rispetto a quanto accade con i metodi intensivi.
Ci si prenderà inoltre cura di utilizzare le risorse idriche evitando ogni possibile spreco. L'impiego di prodotti chimici verrà evitato, in quanto, sebbene dapprima essi provochino una resa produttiva maggiore, in seguito sono causa di un irrecuperabile impoverimento dei terreni agricoli. Essi potrebbero inoltre causare problemi di salute ai coltivatori stessi o ai consumatori, come hanno sottolineato i promotori del progetto. L'iniziativa promossa dal Ministero dell'Agricoltura, denominata National Organic Program, avrà bisogno del supporto di comuni cittadini e di tutti coloro che lavorano in ambito agricolo, in modo che l'obiettivo possa essere raggiunto entro la scadenza prefissata.


fonte: greenme.it


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