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venerdì 12 ottobre 2012
-Editoriale -

Negli Stati Uniti alcuni anni fa è stata aperta la prima clinica dedicata ai bambini in età prepuberale affetti da "disforia di genere" (definito anche "disturbo dell'identità di genere") ovvero bambini che psicologicamente non si riconoscono nel sesso che la natura ha "assegnato" loro: dichiarano di sentirsi "femmine intrappolate in un corpo maschile" (o viceversa) e questo ovviamente gli procura tutte le immaginabili sofferenze del caso. Quando questa situazione riguarda soggetti maggiorenni, in molti paesi tra cui l'Italia è possibile - dopo aver completato un percorso psicologico per accertarsi che l'individuo sia consapevole di cosa comporterà tale scelta - sottoporsi a cure ormonali che favoriscono la "trasformazione" fisica per assumere le sembianze del sesso desiderato, ed in seguito il bisturi e la chirurgia plastica completano l'operazione.

Il "disturbo dell'identità di genere" è una situazione molto più complessa dell'omosessualità: un conto è "provare attrazione per le persone dello stesso sesso" un altro è "sentirsi uomini intrappolati in un corpo femminile" o viceversa. Il "disturbo dell'identità di genere" spesso si manifesta sin dai primi anni di vita, molto prima che l'individuo inizi a sviluppare l'istinto sessuale: “Fin da piccola amava giocare con le bambole, trasformava i giocattoli maschili in femminili. Veniva da noi e annunciava di essere una bimba. Suo padre ed io la correggevamo, ma lei insisteva: no, io sono davvero una bambinaracconta una mamma.

E' giusto che uno Stato democratico aiuti queste persone a cambiare sesso se ciò serve al loro benessere psicologico, è una questione di Civiltà. Coloro che sono "contrari" a questo genere di interventi - scelte che riguardano strettamente l'individuo, ambiti dove nessuno può arrogarsi il diritto di scegliere per gli altri - provino ad immaginare come deve essere atroce vivere in tale situazione.

Se un maggiorenne ha il diritto di autodeterminare la propria vita, suscita forti perplessità invece il fatto che in USA viene consentito persino ai minori di accedere a questo tipo di terapie: in alcuni casi si parla di bambini. Negli Stati Uniti, dove chi non ha compiuto 21 anni non può acquistare una birra può invece decidere a 12 anni di avviare il percorso per cambiare sesso.

Ovviamente, non mancano le polemiche. Il mondo conservatore e cattolico vorrebbe che la legge impedisse questi interventi negli adulti, figuriamoci sui bambini. La parte conservatrice preferirebbe che questi bambini fossero assistiti dal punto di vista psicologico per cercare di fargli accettare la propria "identità di genere", e ritengono che il "disturbo dell'identità di genere" possa essere curato. Al di la delle convinzioni religiose sono in molti a ritenere che sarebbe giusto attendere la maggiore età prima di assumere decisioni così importanti

I sostenitori del "diritto di cambiare sesso in età preadolescenziale" sostengono che tale condizione non è "curabile" con la psicoterapia, e che anzi cercare di indurre l'individuo a "contrastare" la propria indole sarebbe dannoso; che attendere la maggiore età sarebbe inutile e nocivo per l'equilibrio psicologico dei soggetti, e che è necessario affrontare da subito quello che viene considerato un vero e proprio "disturbo".
Inoltre intervenire in giovanissima età permette di ottenere risultati significativamente migliori di quelli che potrebbe conseguire un soggetto la cui maturazione fisica è in una fase avanzata.

Alcuni anni fa in Inghilterra suscitò forte clamore il caso di un bambino di 12 anni che dopo le vacanze estive tornò a scuola... bambina, vestito da femmina e con un nuovo nome, tra lo stupore generale. La scuola non era stata avvertita preventivamente del "cambiamento" e non mancarono feroci polemiche.

Anche se il problema riguarda poche decine di casi, secondo uno studio pubblicato sulla rivista medica Pediatrics, negli Stati Uniti risulta in esponenziale aumento il numero di ragazzi e bambini a cui viene garantito il supporto medico per trattamenti di cambiamento di sesso.

Abbiamo redatto questo articolo cercando di mantenere un punto di vista più obiettivo e lucido possibile, per  fare un po' di chiarezza su un tema molto delicato su cui spesso viene dibattuto in modo superficiale e votato ai toni "scandalistici", conferendo nel lettore un'idea distorta circa un problema indipendente dall'orientamento sessuale, come spiega anche la scheda di Wikipedia.

Vedi anche: Il caso di un bambino di 5 anni che vuole diventare femmina


Francesca T. e Alessandro R. per nocensura.com


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