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martedì 11 settembre 2012
L’Agenda Monti  fatta di niente mentre la crisi si aggrava e monta la protesta operaia
di Alessandro Cardulli
Fa impressione leggere i titoli di giornali on line, che fanno capo a grandi testate, delle agenzie di stampa, quelle che diffondono le notizie.
Si cerca sempre più il titolo ad effetto. Anche se la notizia è drammatica la si può sempre rendere leggera, tanto da farci sopra una risata. Accade sempre più spesso, ma a volte si superano i limiti della decenza, ci si mette sotto le scarpe la professionalità, la deontologia, il titolo prima di tutto.  Capita così che si discuta del nulla. Prendiamo l’Agenda Monti per la quale tifano i grandi quotidiani, da Repubblica al Corriere alla Stampa. E’ come i dischi voltanti, tutti ne parlavano, nessuno lo ha mai visti davvero. Oggetti misteriosi vennero definiti. Come l’Agenda Monti che tanto piace alla borghesia,una volta illuminata e che diventa  l’asse della politica di Casini, dopo il terzo polo ormai in disuso. Forse i sostenitori dell’Agenda Monti farebbero un buon servizio al premier se non ne parlassero più. Perché se tanto mi da tanto l’Agenda non porterà niente di buono. Anzi. Austerità  la parola chiave della  attuale Agenda chiama recessione, recessione chiama calo del Pil, crollo dei consumi, crollo degli investimenti,crollo dell’occupazione, diseguaglianze, chiusura di aziende. Meglio fare a meno di queste agende, per l’oggi e per il futuro.  Ogni giorno segna il degrado della informazione, ce la mettono tutta, cronisti a caccia di notizie ad effetto, virgolettate ,per sembrare vere e spesso,quasi sempre, non lo sono. Si arriva perfino a cercare titoli scoop anche quando la notizia di cui si scrive è drammatica, coinvolge la vita il futuro di migliaia di persone, di lavoratori che rischiano di perdere il posto come quelli dell’ Alcoa.

Le mutande dei lavoratori dell’Alcoa diventano notizia

Sono  arrivati a Roma, dalla Sardegna, i lavoratori dell’Alcoa,. Non sono i soli a vedere sempre più vicono lo spettaro della disoccupazione, la cassa integrazione quando va bene, senza sapere quale potrà essere il loro futro e quello delle famigli. Ma la crisi della economia della Sardegna assume un significato emblematico dei disastri provocati dalle politiche dei governi  guidati dalla democrazia cristiana per tanti anni, anche se le alleanze cambiavano era sempre lo scudo crociato e dettar legge. Poi è arrivato Berlusconi ed ha completato il quadro. L’isola è diventata una “cosa” da vendere, costruire edificare, distruggere l’ambiente, cemento per la gioia di sceicchi gonfi di soldi. E lì economia reale? Una volta Berlusconi raccontò agli operai di una azienda in crisi  che ci avrebbe pensato Putin,frequentatore delle sue ville.  Esasperazione, rabbia. Uno si leva i pantaloni. Ecco , c’è il titolo. Scompare tutto quello che sta avvenendo. Manifestano a Roma, anche in mutande. Le mutande diventano l’oggetto di una giornata di lotta molto dura. Per trovare qualche spazio, per fare notizia, bisogna levarsi i pantaloni o come hanno fatto due lavoratori della Vinyls, sempre Sardegna, arrampicarsi su antenne, piattaforme, costruire in alto il loro “nido di lotta”  Si scherza col fuoco, la rabbia sociale cresce, l’esasperazione si fa sentire. Si ripetono episodi molto gravi, come avveniva in un passato non troppo lontano.



La contestazione a Fassina, un grave episodio. La storia si ripete
Stefano  Fassina viene preso di mira, aggredito di fatto,  “ venduto” gli viene urlato in faccia. E’ uno dei pochi dirigenti di partito che ha seguito in prima persona questa vicenda, in Sardegna ed a Roma, che ha premuto con il Pd della cui segretaria nazionale fa parte sul governo per un intervento che apra la strada ad evitare chiusure. A contestarlo non sono stati operai dell’Alcoa. Accadeva anche ai dirigenti del Pci, accade anche oggi a quelli della Cgil . La provocazione e gli obiettivi che si perseguono sono chiari, colpire le forze di progresso. Un gioco ormai troppo scoperto. Ma questi episodi sono il segno di un clima molto pesante,una situazione esplosiva. I dati diffusi dall’Istat ci dicono che il futuro sarà nero, che la luce in fondo al tunnel non si intravede. Monti non può cavarsele dicendo che senza crescita l’Europa e a rischio. Già, ma quali provvedimenti per la crescita sono stati adottati dall’Unione europea e dal governo che il professore presiede. Le pagine dell’Agenda  Monti per l’oggi e per il domani,sono bianche.


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