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domenica 5 agosto 2012
di Alessandro Gallucci


 Gli spot dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica, che sono stati diffusi sui canali televisivi nei mesi scorsi e che ancora sono massicciamente presenti sul web, non la raccontano giusta. Nei messaggi pubblicitari si parla di aiuti ai più bisognosi, di denaro destinato a opere di beneficenza, insomma dell’utile e pia azione della Chiesa cattolica. Sembra che tutti i proventi dell'8 per mille siano destinati a scopi benefici. Non è così! E non lo diciamo noi ma lo ammette la Cei nella sua rendicontazione annuale relativa al così detto 8 per mille. Su circa un miliardo e mezzo di euro solamente il 22 % è destinato a “interventi caritativi”. Ed il resto? E’ usato per esigenze di culto, sostentamento del clero, Sacra rota, ecc. Tutto lecito, per carità. Ma uno spot realizzato per chiedere il sostegno delle persone non dovrebbe dire la verità? Oppure bisogna far credere che i soldi dei contribuenti vadano in beneficenza quando nemmeno un quarto delle devoluzioni prendono quella strada? Il cittadino non è tenuto a sapere a che cosa viene destinata la sua scelta? Le stesse domande le abbiamo rivolte all’Antitrust, con una denuncia per pubblicità ingannevole contro la Cei, affinché valuti la correttezza o meno degli spot sull’8 per mille.

Qui il testo della denuncia

Qui uno dei tanti spot





fonte: ADUC



3 commenti:

frisanimarialuisa ha detto...

bravi,ci vuole chiarezza!!

Anonimo ha detto...

...Ma sopratutto...la chiesa come fa a rientrare cn i soldi spesi x martellarci di pubblicità in tempo di 8 x 1000?nn userà mica i nostri...spero...

vincerea ha detto...

IN realtà sono decenni che si sapeva e non credo nemmeno che quel 22% vada ai bisognosi!

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