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mercoledì 8 agosto 2012
di Alfonso Pecoraro Scanio

Sul New York Times in un articolo scritto, prima delle fiamme di questi giorni ,  Rachel Donadio, evidenti origini italiane , osserva che la  Sicilia ha alle proprie dipendenze 26000 operai forestali, da non confondere con il corpo forestale dello Stato (Cfs) che è quel corpo di polizia impegnato per esempio proprio contro gli incendiari e purtroppo trascurato e sotto organico (solo 7000 persone in tutta Italia).
La giornalista americana osserva che per difendere gli sterminati boschi della British Columbia (944.000 km quadrati,tre volte l'Italia ) il Canada impiega solo 1500 addetti.
Certo non aggiunge che li fà meno caldo e la zona è spopolata, ma il dato fà comunque impressione.
Il caldo afoso e il vento sono certo complici importanti per incendiari e delinquenti ma se riuscissimo a bloccare chi appicca fuoco  e a potenziare gli interventi di prevenzione e manutenzione dei boschi impediremmo molti roghi e ridurremmo nettamente  la loro possibilità di espandersi.

Nel 2000 riuscii, non senza fatica, a convincere il governo di cui facevo parte ad approvare un decreto in  cui proponevo di cambiare  il codice penale introducendo il reato di incendio boschivo.
Da allora, grazie al lavoro del Cfs, molti incendiari sono stati arrestati, anche se purtroppo ancora non tanti condannati. Sul  fronte della prevenzione invece le Regioni e gli enti locali,salvo encomiabili eccezioni, fanno davvero poco salvo indignarsi di fronte ai roghi.
E non si sono registrate azioni adeguate di fronte all'allarme incendi lanciato nei mesi scorsi proprio dalla forestale e     concretizzatosi nel disastroso dato (sempre  fonte cfs) dell'aumento del 93% dei roghi nei primi sei mesi del 2012.
I cittadini certo devono essere attenti e segnalare tempestivamente i roghi,ma la prevenzione è un dovere delle istituzioni,tutte.
E vorremmo anche noi  una risposta all'articolo del NYT.
Cosa fanno gli operai forestali in Sicilia?
Certo alcuni si impegnano davvero, ed anche con coraggio,  come sta accadendo proprio in questi giorni ,ma con un esercito di 26000 persone l'isola dovrebbe avere la più efficace azione di difesa dei boschi e rendere impossibile  uno scempio come quello dei roghi non spenti che han distrutto la riserva dello Zingaro.



1 commenti:

Antonino Lomonaco ha detto...

E'avvilente dopo sette ore di intervento di antincendio(senza acqua,utilizzando per lo spegnimento soltanto flabelli e pale)sulle pendici dell'Etna leggere simili giudizi. Ad occuparsi di intervento di antincendio boschivo in Sicilia siamo meno di seimila operai, il resto dei ventimila su detti (in realtà sono dodicimila stagionali, quindi non operai stabili che lavorano tutto l'anno) si occupano soltanto della manutenzione del demanio pubblico,e nel demanio gli incendi sono rarissimi. La gran parte degli incendi, infatti, in Sicilia, riguarda i terreni abbandonati in cui il bosco a macchia mediterranea si è reimpossesato vigorosamente del territorio. Inoltre fare i paragoni con il Canada, il suo clima, la sua antropizzazione e, non ultimo, senso civico, mi pare proprio improponibile e, vista la campagna mediatica contro di noi, indisponente

Antonino Lomonaco

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